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    L’EDITORIALE – MARCIANISE – Fenomenologia de “La Marchetta”. Una città ricattata dall’arroganza dei padroni dell’OUTLET


              Il “solito” articolo telecomandato per far pressione sull’amministrazione comunale per far in modo che si sbraghi davanti alla richiesta del parco commerciale di costruire altre decine di negozi, senza precise, risancite garanzie sul piano occupazionale e sull’assunzione di giovani marcianisani         MARCIANISE – Quando “La Marchetta” decide […]

     

    Nella foto: l’articolo di oggi de “La Marchetta”, Gianni Carità e Filippo Fecondo

     

     

     

     

    Il “solito” articolo telecomandato per far pressione sull’amministrazione comunale per far in modo che si sbraghi davanti alla richiesta del parco commerciale di costruire altre decine di negozi, senza precise, risancite garanzie sul piano occupazionale e sull’assunzione di giovani marcianisani

     

     

     

     

    MARCIANISE – Quando “La Marchetta” decide di fare la marchetta non ce n’è per nessuno! Sono dei fuori classe. Soprattutto quelli della nidiata di Michele De Simone e Nando Santonastaso.

    Se è comprensibile che la paurosa crisi delle vendite dello storico, oggi antistorico, quotidiano di via Chiatamone, spiega la scelta di copiare il format dei giornali locali, vestendo le pagine con vistose testatine che indicano le città più importanti della provincia, è anche vero che a quelli de “La Marchetta” manca la cultura che, ad una scelta di questo tipo, va allegata in quanto in grado di fornirle il propellente necessario per penetrare i territori in maniera più efficace da un punto vista commerciale. Se tu hai un background tarato sulla marchetta, puoi anche lanciare una pagina al giorno dedicata alla frazione di Cascano, ma il risultato sarà sempre lo stesso, un’elevazione all’ennesima potenza, e dunque esponenziale, dell’estro e dell’ineguagliabile talento marchettaro, l’elevazione all’ennesima potenza dell’atto di genuflessione che “La Marchetta” compie ogni giorno ai piedi dei vari potentati di questa terra, politici, ma soprattutto economici.

    Veniamo al caso del giorno, ma non prima di aver chiarito che la marchettologia è una vera scienza, costituita da diramazioni varie e composite. Esiste, infatti, la marchetta profana, che è quella puramente passiva, che il giornale di via Chiatamone insegna ai nuovi corrispondenti, in modo da evitare che questi facciano i fenomeni. Poi c’è la marchetta attiva, espressa dai fuoriclasse, da quelli scafati, dai corrispondenti che hanno risalito tutto il cursus (dis)onorum, partendo dalla attività basale di articoli in cui il passaggio più trasgressivo era costituito dall’assorbimento dal grido: “Viva il sindaco, alè alè“.

    Beh, l’ottimo Franco Agrippa, stamattina, dà onore e senso alla missione marchettara del suo giornale. Il giornalista di Marcianise più vicino a Filippo Fecondo (badate bene con le smentite, 10 anni fa e 12 anni fa io ero qua, e spesso frequentavo la casa di Fecondo) utilizza la carta “marchettata” per esprimere un monito, chiamiamolo, così all’amministrazione comunale  e a quel solito rompicoglioni di Gerardo Trombetta, il quale, al pari di Casertace, non sostiene un’avversione a priori del progetto di allargamento dell’Outlet di Marcianise, ma ritiene che questo debba avvenire nel rispetto letterale e pedissequo di quella che è stata la convenzione firmata a suo tempo dai padroni dell’Outlet, orientati sul territorio da quella lenza non trascurabile di Gianni Carità, e dal comune di Marcianise.

    Una convenzione che aveva ed avrebbe ancora, in teoria, come suo elemento cardinale un piano occupazionale che è l’unico serio ristoro per i cittadini di Marcianise.

    Ma questo a Filippo Fecondo e al giornale “La Marchetta” non interessa. Loro hanno fretta e fanno pressioni perchè la giunta comunale di Marcianise autorizzi immediatamente l’allargamento dell’Outlet, la costruzione dei nuovi negozi.

    E se il livello occupazionale dei marcianisani all’interno di quelle strutture è solo del 3% in rapporto a tutta la forza lavoro chissenefrega, l’importante è il business, caro compagno Fecondo, l’importante è non turbare i piani di Gianni Carità e degli scozzesi di McArthur, non rompergli le scatole inducendoli a mettere in riga i commercianti e i negozianti, che dovranno aprire nuovi punti vendita all’interno dell’Outlet. Metterli in riga per collegare il loro contratto di locazione all’assunzione di un  numero congruo di giovani di Marcianise, rispettando lettera e norma di quello che, i titolari di Outlet, senza che alcuno gli puntasse una pistola alla tempia, hanno accettato nel momento in cui hanno apposto la propria firma sotto al contratto stipulato col comune di Marcianise.

    Titola “La Marchetta”: “Outlet, investimenti a rischio”. Ma quali investimenti? Quelli che sono destinati ad aumentare i profitti dei padroni della struttura commerciale ad un passo dal casello autostradale di Caserta Sud.

    “La Marchetta” ci deve dire se è vero che le convenzioni stipulate a suo tempo tra Comune e Outlet prevedevano o meno la determinazione dell’identità dei beneficiari di questo investimento, e se, in quella che è una banale equazione di macroeconomia, non si sia registrata una distorsione.

    Cui prodest? Ai marcianisani no. A queste condizioni, senza il rispetto intransigente degli impegni assunti nel piano occupazionale, McArthur se ne può andare a Venezia, a Voghera, al Polo Nord, ma non può certo ricattare una intera comunità come sta facendo attraverso i facili strumenti di pressione di un giornale rotto a tutte le cause delle oligarchie, quale è “La Marchetta”.

    E che si tratti di una pressione si comprende dalla scelta lessicale di utilizzare il verbo “temporeggiare”. “Il Comune temporeggia” e dunque Gianni Carità e gli scozzessi fanno il broncio.

    E chissenefrega se fanno il broncio. Ci hanno detto che stamattina, martedì, a mezzogiorno si svolgerà una riunione in Comune. Beh, se il sindaco De Angelis calerà le braghe davanti alle pressioni di Outlet, davanti alle sollecitazioni plutocratiche (In questo articolo abbiamo utilizzato, non a caso, molti termini socialisti, sia di tipo social-comunista, sia di tipo social-nazionalista, e non è un caso), allora dovremo pensare che, anche in questo caso, come accade nella generalità dei casi in questa provincia, la politica ha chiesto e ha avuto a monte, e dunque l’imprenditore rivendica, avendo dato a monte, la licenza di uccidere.

    A Caserta, la Publiservizi si “pappa” l’80% dell’importo dei parcheggi e non paga un euro di tasse, a Marcianise Gianni Carità, nei nuovi negozi Outlet, assume chi gli pare e piace.

    Ci siamo intesi, sindaco? A parlar chiaro è fatto per gli amici. Schiena dritta e  faccia gli interessi della sua città, dei tanti giovani disoccupati. Chiami quelli dell’Outlet e gli dica una cosa molto semplice: noi facciamo il nostro e vi approviamo l’allargamento, voi firmate a lettere di sangue l’impegno ad assumere un congruo numero di giovani locali.

    Questo è un vero sindaco.

     

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 5 novembre 2013 ALLE ORE 10:46