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    L’EDITORIALE – Il problema di Polverino, l’ultima spiaggia di Del Gaudio, ovvero ecco perchè allontanare dalla giunta uno tra Enzo Ferraro, Peppe Greco ed Emilio Caterino non è peccato


                Lunedì prossimo, un interpartitico di maggioranza affronterà la questione del braccio di ferro tra il primo cittadino, l’Udc e il gruppo dei federati. Servirà a qualcosa solo se ci si arriverà con le deleghe tutte azzerate, e se il primo cittadino, liberato dalla cappa delle necessità elettorali di Polverino, […]

    Dall’alto, in senso orario: Ubaldo Caprio, Angelo Polverino, Enzo Ferraro e Pio Del Gaudio

     

     

     

     

     

     

    Lunedì prossimo, un interpartitico di maggioranza affronterà la questione del braccio di ferro tra il primo cittadino, l’Udc e il gruppo dei federati. Servirà a qualcosa solo se ci si arriverà con le deleghe tutte azzerate, e se il primo cittadino, liberato dalla cappa delle necessità elettorali di Polverino, si mostrerà, per una volta, libero da condizionamenti e concentrato sulle ragioni della città e non solo su quelle delle geometrie del potere e dei poteri locali

     

     

     

     

    CASERTA - Quella che sta vivendo il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, se non è un un’ultima spiaggia, è, quanto meno, una penultima spiaggia.

    Il caso Polverino, al di là dei suoi aspetti umani, cambia e sblocca, infatti e sostanzialmente, l’orizzonte della politica cittadina, liberandola dall’ipoteca fortissima e paralizzante delle necessità elettorali di Polverino che, a questo punto, anche se dovesse uscire dal carcere, come gli auguriamo, per effetto di una decisione del Tribunale del Riesame, rimarrà pesantemente indagato, per questa e per le altre vicende della Regione, e, a questo punto, vedrà sfumare il suo sogno di candidarsi al Parlamento Europeo, che aveva accarezzato pochi giorni fa, nel corso della riunione, di cui Casertace ha dato notizia, che lo ha messo attorno allo stesso tavolo con il coordinatore regionale Francesco Nitto Palma e con  il governatore Caldoro, entrambi pronti a sponsorizzare una sua candidatura e, magari, anche a sostenere un ticket formato dallo stesso Polverino e uno tra Fulvio Martusciello, Paolo Russo o  Giggino “Meatball” Cesaro.

    L’impossibilità sopravvenuta alla candidatura di Polverino fornisce, paradossalmente, al sindaco Del Gaudio la chance irripetibile di compiere, a due anni e mezzo dall’inizio della consiliatura, qualche azione effettivamente finalizzata al bene della città e non a quello della cassaforte elettorale di Angelo Polverino.

    Fino a ieri, proprio queste ragioni avevano rappresentato un elemento di tutela e di salvaguardia delle posizioni, divenute delle vere e proprie rendite,  dei signori dell’urna elettorale, quali Enzo Ferraro, Peppe Greco ed Emilio “Algida” Caterino.

    E men che meno, su un terreno apparentemente diverso, ma fondamentalmente associabile e forse associato alle questioni inerenti alla rappresentanza all’interno della giunta comunale, il sindaco, che stamattina vogliamo trattare bene, poteva sognarsi, ammesso e non concesso che la ragion d’essere fosse solo legata alle necessità di Polverino, di porsi qualche legittima domanda sulla serie impressionante di appalti aggiudicati alla famiglia Caprio, originaria di Casal di Principe e trapiantata a Caserta, la quale, ad oggi, gestisce, nell’ordine, il GLOBAL SERVICE del verde pubblico cittadino, il GLOBAL SERVICE della manutenzione delle strade di Caserta, e che si è aggiudicata gli appalti, finanziati con i fondi del PIU Europa, della Casola-Valle di Maddaloni, della ristrutturazione della caserma Sacchi e della Tuoro Garzano, in un en plein incredibile e, crediamo, senza precedenti in Italia.

    Il problema di Polverino offre la possibilità al sindaco Del Gaudio di acquisire un’autentica centralità politica che, fino ad oggi, non ha mai seriamente avuto. E anche il lungo duello con il gruppo dell’Udc e dei federati diventa un’occasione per stabilire un metodo nuovo, più ortodosso, ma soprattutto, almeno in parte,  finalmente legato alle ragioni della città e non solo a quelle di casa Polverino.

    L’interpartitico, che il segretario cittadino del Pdl Giovanna Petrenga si appresta a convocare per lunedì prossimo, è quell’ultima spiaggia, o penultima, di cui parlavamo all’inizio.

    Un interpartitico che discute solo di ragioneria delle poltrone, non avrebbe alcun senso e soprattutto marchierebbe definitivamente di infamia politica l’esperienza di questa amministrazione. Se, al contrario, gli incarichi e gli assessorati saranno posti in funzione dell’interesse della città, allora Del Gaudio potrebbe anche dare un senso agli altri due anni e mezzo della sua consiliatura, ma questo può accadere solo se l’analisi parte da quello che si è fatto, da quello che soprattutto non si è fatto, e da quello che non si è potuto fare. Il sindaco, con l’aiuto del suo partito, ha potere e titolarità per compiere questa analisi e da questa analisi trarre delle conclusioni, che toccano solo a lui e a nessun’altro, perché la legge questo dice, e dunque, questo si deve rispettare.

    Ma l’operazione può riuscire solo se chi entrerà nella stanza dell’interpartitico avrà la libertà materiale e mentale per ragionare senza riserve dell’opera dei vari assessori e dei vari dipartimenti del comune di Caserta.

    Celebrare un interpartitico senza sgomberare il campo dalle ipoteche e dalle influenze che ogni singolo assessore ha nei settori di propria competenza, ma, purtroppo, anche in altri settori, significherebbe rendere il confronto tra i partiti sterile, ozioso, retorico e, per l’appunto, inutile.

    La parola è quella solita: azzeramento. Nessun assessore appartenente al Pdl, cioè al partito del sindaco, ha il diritto di sentirsi al sicuro. Perchè se è vero che i vari Ferraro, Greco e Caterino hanno dalla loro parte l’argomento del consenso ricevuto, in un modo o nell’altro, alle ultime elezioni, è anche vero che due anni e mezzo di esercizio delle funzioni e del potere di governo hanno reso la loro legittimazione elettorale e, diciamolo pure, fino a prova contraria, democratica, molto più evanescente, molto meno difendibile e rivendicabile, vista la scarsezza dei risultati raggiunti in settori importanti, cruciali e ben finanziati.

    Sarebbe una vera e propria barzelletta se il sindaco Del Gaudio entrasse, ad esempio, nella riunione dell’interpartitico, con l’idea di continuare a rispettare il foedus sceleris, il patto politicamente scellerato, stipulato a suo tempo con Enzo Ferraro, il quale  pretese che la delega all’Ambiente, che non avrebbe potuto gestire formalmente, in considerazione del suo ruolo dirigente  nella Ecocar,  rimanesse, in pratica, pro forma, nelle mani del sindaco Del Gaudio.

    Tutto questo, alla luce della vicenda Polverino e della sopravvenuta impossibilità di questi a candidarsi alle europee,  imbarcando tutto quello che si può imbarcare, da Garofalo a Ferraro, da Greco a Caterino, da Capriopaolomarzo all’ultimo privilegio dell’ultimo impiegato del comune di Caserta, trasformando, in pratica, l’amministrazione in una dependance della sue ambizioni personali, ora il sindaco Del Gaudio ha la possibilità di riformarlo, partendo da una scelta oculata, seria, meritocratica, a favore di una giunta di maggiore qualità.

    E una giunta di maggiore qualità, che incorpori il problema politico di dover trovare lo spazio per un terzo assessore dell’Udc, può fare tranquillamente a meno di uno tra Enzo Ferraro, Peppe Greco ed Emilio Caterino.

     

     

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 12 novembre 2013 ALLE ORE 13:37