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    L’EDITORIALE – Gli insulti anonimi su Facebook, il rapporto tra Casertace e Lazzaro Luce e l’etica di Santa maria Capua Vetere peggiore di Sodoma e Gomorra messe insieme


      Ieri sera, dopo il nostro articolo sul super incarico legale dato alla concittadina della professoressa Sgambato     Di solito, il sottoscritto non indugia nella partecipazione a dibattiti sulle bacheche di Facebook. Ieri sera, mercoledì, ho fatto un’eccezione e ho comunicato qualche carineria a un account, naturalmente anonimo, di Santa Maria Capua Vetere, città […]

     

    Ieri sera, dopo il nostro articolo sul super incarico legale dato alla concittadina della professoressa Sgambato

     

     

    Di solito, il sottoscritto non indugia nella partecipazione a dibattiti sulle bacheche di Facebook. Ieri sera, mercoledì, ho fatto un’eccezione e ho comunicato qualche carineria a un account, naturalmente anonimo, di Santa Maria Capua Vetere, città codina e vigliacca, adusa a tirare la pietra e nascondere la mano, che ha sempre amato le lettere anonime, che traslate nel 21esimo secolo del social forum si trasformano in post ugualmente anonimi.

    Il soggetto in questione, di cui ho compreso bene l’identità, nascondendosi, naturalmente, come solo gli uomini vili sanno fare, dietro all’anonimato, ha sciorinato qualche insulto rituale nei confronti del sottoscritto, vedendosi, ovviamente, restituito pan per focaccia.

    Una delle cose scritte per rabbia dopo l’articolo che ho dedicato alle signore Alois e Sgambato in Stellato, ha riguardato il rapporto tra il sottoscritto, Casertace, e Lazzaro Luce.

    Però, quando ho risposto al pusillanime che la “Derichebourg Spa” aveva stipulato contratti pubblicitari con Casertace, con tanto di esposizione di banner e con una fatturazione precisa fino all’ultimo centesimo di euro, puntualmente riscontrata dal pagamento salatissimo delle imposte all’Agenzia delle Entrate, non ha più replicato.

    Perchè lì a Santa Maria non riescono proprio a mettere in codice, da un punto di vista genetico, che ci possa essere un giornalista o un quotidiano, che, pur stipulando contratti di pubblicità, frutto di una istanza, nel caso specifico, proveniente dallo stesso Lazzaro Luce e mai stimolata dal sottoscritto, nulla deroga alle ragioni e ai doveri della cronaca quando la notizia c’è.

    Al pusillanime in questione e ai suoi mandanti dico che non esiste cifra, anche milionaria, che possa essere considerata dal sottoscritto un’offerta indecente tale da farmi decidere di percorrere la strada dell’autocensura.

    Nel giorno in cui sono entrato, per il pesantissimo reato di omesso controllo su articoli giornalistici scritti da altri, nelle patrie galere, non mi sono sognato neanche lontanamente di auspicare che il mio nome o la mia foto non campeggiassero sulle prime pagine dei giornali regionali e locali, come è effettivamente accaduto.

    Lazzaro Luce è stato presidente del “Gladiator Calcio”, ha avuto un rapporto corretto e anche cordiale con il sottoscritto, ma quando, davanti al mio naso, è arrivata la notizia che all’Asl di Caserta ne stavano succedendo di cotte e di crude, sul fronte delle proroghe di affidamenti milionari, Casertace ha aperto il fronte giornalistico da cui ha preso le mosse l’inchiesta che ha portato all’arresto anche di Lazzaro Luce.

    Mai e poi mai, anche con un milione di euro sulla scrivania, avrei deciso di girare la faccia dall’altra parte.

    Esiste un prezzo per tutto o per tutti? Non per me, e non esiste cifra che possa mettere in sottordine le ragioni della verità, le ragioni della vera legalità, le ragioni del diritto.

    Ma il pusillanime anonimo e i suoi mandanti queste cose non le possono comprendere, e impazziscono, afflitti dalla sindrome della mosca bianca che, in realtà, non è un’anomalia del sottoscritto, ma un’anomalia di questa terra, dove la normalità è rappresentata dall’illegalità, dall’illegittimità, dall’inurbanità, e tutti gli alti “in” del mondo. La loro vita è legata alla subordinazione nei confronti dei potenti, alla pratica clientelare più rozza, alla immeritocrazia, all’oltraggio quotidiano inflitto al diritto.

    Imbroglioni, ladri dei sogni più puri dei giovani di queste terre, che voi umiliate ogni giorno, decidendo una scala di valori che mette la cultura, l’identità, l’appartenenza, il senso della comunità, agli ultimi posti di un sistema che continuate ad avvelenare ogni giorno con le vostre trastole.

     

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 5 dicembre 2013 ALLE ORE 13:06