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    L’ANALISI DEL VOTO – Le scelte di Polverino e D’Anna si sono rivelate un flop. Il centro destra va bene solo a Marcianise dove il candidato è stato imposto dalla Petrenga


      A Maddaloni, la De Lucia era convinta di vincere nettamente a primo turno e ora rischia di perdere al ballottaggio. A San Felice a Cancello, D’Anna è stato capace di far risorgere Lazzaro De Lucia. A Marcianise, De Angelis è al ballottaggio, perchè la deputata ha fatto muovere il partito nazionale e ha difeso […]

    Nelle foto, da sinistra, Giovanna Petrenga, Angelo Polverino e Enzo D’Anna

     

    A Maddaloni, la De Lucia era convinta di vincere nettamente a primo turno e ora rischia di perdere al ballottaggio. A San Felice a Cancello, D’Anna è stato capace di far risorgere Lazzaro De Lucia. A Marcianise, De Angelis è al ballottaggio, perchè la deputata ha fatto muovere il partito nazionale e ha difeso a spada tratta Gerardo Trombetta i cui voti sono risultati decisivi, in Fratelli d’Italia, per l’affermazione del neurologo 

     

     

    di Gianluigi Guarino

     

    La premiata (anche troppo) ditta Polverino-Enzo D’Anna si è presa il monopolio della candidature in queste elezioni comunali. Il loro obiettivo primario, più che legarsi alla vittoria dei candidati a sindaco, era funzionale alle nuove e rinnovate velleità di Angelo Polverino, che come è noto, intende portare le sue indubbie competenze culturali, politiche e amministrative, luminosamente mostrate negli otto anni in cui ha svolto la funzione di consigliere regionale, in cui, se non ricordo male, è stato il padre di almeno dieci nuove leggi, trasformando la provincia di Caserta da così a così, al di là delle Alpi, cioè a Strasburgo e a Bruxelles.

    A D’Anna, ripetiamo da tempo, purtroppo inascoltati, che se continua ad andare appresso a Polverino, si ritroverà il partito trasformato in una dependance elettorale del consigliere regionale di Caserta, al quale ha prestato bordone. A Maddaloni gli hanno fatto credere che Rosa De Lucia, anche grazie alla potenza economica di Esposito, quello dei pannicelli vecchi, per intenderci, avrebbe sbancato al primo turno. Ed invece non è andata così e ora la De Lucia rischia seriamente di buscarle al ballottaggio, qualora De Filippo riuscisse a miscelare bene la sua tensione verso il rinnovamento dei metodi della politica e dell’amministrazione con le ragioni più pratiche legate alla necessità di avvalersi degli appoggi di altri attori di questa contesa elettorale, proponendo loro un programma vincolante e dei criteri cogenti per la determinazione della nuova giunta.

    Il disastro di San Felice a Cancello è frutto di un altro atto di debolezza, compiuto dal senatore D’Anna, il quale si è genuflesso di fronte a Massimo Grimaldi che gli imponeva l’improbabile candidatura di Palmieri, un ometto simpatico, ma assolutamente improponibile per la carica di sindaco. D’Anna, questo, lo sapeva bene. E allora perchè bisogna considerare malignità o malevolenze le voci che ci parlano di un D’Anna attento soprattutto a difendere gli interessi della Federlab e dei laboratori d’analisi che lui rappresenta a livello regionale?

    Non c’è che dire: D’Anna, cedendo a Grimaldi è riuscito a realizzare un capolavoro, che vale un accostamento, che alla proverbiale vanità del parlamentare suessolano, farà sicuramente piacere. Parliamo dell’episodio di Lazzaro, raccontato nel nuovo testamento, precisamente nel Vangelo di Giovanni.

    Solo, che Gesù Cristo resuscitò un uomo probo e giusto, mentre D’Anna ha risuscitato un uomo controverso come Pasquale De Lucia.

    E meno male per il Pdl, che tra le sua fila milita una donna, mite, misurata, saggia e pacata come Giovanna Petrenga.

    E’ stata lei e solo lei ad imporre la candidatura di Antonio De Angelis a Marcianise. Lo ha fatto ottenendo da Alfano una sorta di delega in bianco, trasformatasi in una telefonata, ricevuta dal coordinatore provinciale Pasquale Giuliano dai piani altissimi del Pdl.

    La Petrenga credeva in De Angelis proprio perchè non lo vedeva ingabbiato all’interno di logiche correntizie e lo vedeva libero dal gioco delle bandierine, che Polverino sta applicando in maniera sistematica in relazione ai suoi interessi elettorali futuri, non certo in relazione agli interessi del Pdl.

    Polverino e D’Anna avrebbero voluto candidare il sindaco “trombato” Antonio Tartaglione, destinato sicuramente a pagare dazio, dato che Gerardo Trombetta si sarebbe sfilato sicuramente e oggi staremmo a parlare di un ballottaggio tra Ciro Foglia e Filippo Fecondo, che, probabilmente Polverino avrebbe gradito maggiormente di quanto non gradisca quello tra Foglia e De Angelis.

    Rimanendo a Gerardo Trombetta, fosse dipeso dalla premiata (anche troppo) ditta Polverino – D’Anna, lo avrebbero cacciato dalla coalizione. Qui oltre alla Petrenga, che ha difeso ad oltranza Trombetta, è stato bravo anche Gimmi Cangiano ad assorbirlo nella sua lista, motivandolo in un progetto politico nuovo. Oggi scriviamo per tutti questi motivi, per la cocciutaggine e la pervicacia mostrata dalla Petrenga sull’opzione De Angelis, per le lotte che la deputata casertana ha dovuto fare per evitare l’epurazione di Gerardo Trombetta e dei suoi, di un’ottima affermazione del centro destra e delle possibilità che De Angelis si può giocare in un ballottaggio contro il candidato di Zinzi, che si preannuncia molto incerto.

     

    PUBBLICATO IL: 28 maggio 2013 ALLE ORE 13:20