Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    Il Nobel Pamuk divide i romanzieri in ingenui e sentimentali. Noi i politici in ridondanti e pragmatici


    Più che scegliere, preferire, elogiare una tipologia rispetto all’altra, nell’articolo  ci assumiamo l’impegno e l’incombenza di dirvi su quale risultato del palinsesto “come andrà a finire” punteremo  CASERTA – Il premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk nelle sue “Lezioni americane”, riprendendo le categorie schilleriane di poesia ingenua e sentimentale, ha mostrato alla modernità l’esistenza di […]

    Nella foto Orhan Pamuk

    Più che scegliere, preferire, elogiare una tipologia rispetto all’altra, nell’articolo  ci assumiamo l’impegno e l’incombenza di dirvi su quale risultato del palinsesto “come andrà a finire” punteremo 

    CASERTA – Il premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk nelle sue “Lezioni americane”, riprendendo le categorie schilleriane di poesia ingenua e sentimentale, ha mostrato alla modernità l’esistenza di due tipologie di lettori: lettori “ingenui” e quelli “sentimentali”. I primi non riescono a scindere nel romanzo realtà e finzione, i secondi, invece, sono consci dell’avventura fantastica che vivono durante la lettura.

    La stessa distinzione ( logicamentesarà necessario cambiare i dovuti connotati del caso) possiamo applicarla alla classe politica.

    Esistono i politici avulsi, o fintamente avulsi, dall’andamento reale e tecnico dei fatti, tipici della periferia, ammaliati dal ruolo di rappresentanza sociale che svolgono, ruolo che cercano di riconfermare ad ogni giro con toni pleonastici e che per questo definiamo “politici ridondanti”. E poi ci sono i politici consci dell’avventura “fantastica” che vivono e  che cercano di riaffermarsi ad ogni buona occasione. Si differenziano dai ridondanti perché alla loro fisiologica ed accettabile voglia di proroga accostano la consapevolezza dell’esigenza tecnica, emancipativa, proiettata alla programmazione gestionale e allo sviluppo. Spesso, oltre a percepirne la necessità sono anche muniti di tale competenza tecnica, bisogna vedere, poi, in quale direzione la indirizzano… Comunque, questi politici, tipici delle città, li chiamiamo “pragmatici”

    L’analisi di Pamuk non ha fini manicheistici: non vuole assolutamente tracciare la classe dei buoni e dei cattivi lettori (o romanzieri). Nemmeno noi vogliamo metterla in questi termini, anche perché le categorie, per loro natura, tendono ad eleminare quella zona grigia fondamentale, diffusa in ogni contesto sociale e vitale per chi si approccia alla quotidianità con piglio pratico. Diciamo che la nostra è una presa d’atto impressionista, o meglio è la cattura di un’impronta nata da una panoramica del territorio.

    Se parliamo di politica, di gestione pubblica, però, forzatamente siamo chiamati alla scelta. Dobbiamo allontanarci dagli intenti di Pamuk, che ringraziamo per lo spunto donatoci, ma, seppur non vogliamo decretare dal pulpito chi è bene e cosa è male, abbiamo l’obbligo della preferenza, anzi, più che preferenza abbiamo l’obbligo di dirvi come andrà a finire. Aspettate,  vogliamo essere ancora più precisi: ci assumiamo l’impegno e l’incombenza di dirvi su quale  risultato del palinsesto “come andrà a finire” punteremo.

    Gli amministratori ridondanti rappresentano una politica comiziante ormai datata. Si aggirano ancora nei paesi cavalcando l’onda ormai spenta della gestione intesa come mandato affidato a eletti, sia chiaro, non dal popolo ma dalle forze familistiche. Ma l’ineluttabilità del progresso li ottenebrerà.

    Dunque, scommettiamo sui pragmatici. Sopravvivrà la classe dei pragmatici. Lo consideriamo un bene. Come abbiamo accennato prima, resterà, però, da capire in quale direzione lanceranno, e tuttora lanciano, perché in alcuni contesti sono già loro ad avere il controllo, il proprio pragmatismo. Ma questo è un problema di laico libero arbitrio.

    I pragmatici avranno due meriti. 1) Soppianteranno  la classe ridondante  2) Formeranno un ceto politico maggiormente svezzato dai dirigenti tecnici che, volente o nolente, costituiscono il nocciolo decisionale di ogni macchina comunale. In sostanza il potere dei tecnici verrà limitato perché si confronteranno con amministratori non digiuni di conoscenze specifiche. Ne dovrebbe uscire una gestione migliore, più oculata, meno univoca e quindi più democratica degli indirizzi programmatici.

    Perché abbiamo eseguito questa distinzione ristretta  tra ridondanti e pragmatici? Perché vi abbiamo comunicato la nostra scommessa? Perché guardandoci in giro abbiamo notato come i ridondanti sono abilissimi nel perdere occasioni, nel non seguire gli eventi essenziali extracomunali  (eventi salienti per tutte  gestione territoriali). Naturalmente la loro presenza, quella dei ridondanti, è forte nei piccoli comuni, nei paesi, perché sono contaminati mentalmente da residui feudali.

    Direte, vabbè, magari aleggiano in qualche paesello, là non danno fastidio. Sbagliate. Come nella Serie A di calcio, dove  una squadra può vincerla solo battendo tutte le “piccole”, perché è con i team minori che si fanno i punti,  così il territorio italiano ha solo un’opportunità per salvarsi:  migliorare il locale per il globale. Si registrerà sviluppo solo migliorando le gestione dei  piccoli comuni.

    Potremmo aprire la rubrica delle occasioni perse, dei fondi inusati dagli enti comunali. Va di moda, per esempio, il riempirsi la bocca con blateri pro verde, pro energia pulita. Prediche a parte, però, quando ci sono occasioni reali per concretizzare progetti del genere in quanti si rimboccano le mani e lavorano?

    E’ stato pubblicato un bando per il Fesr Campania che invita le amministrazioni alla “Presentazione di istanze per la realizzazione di interventi finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile a servizio di edifici di proprietà dei comuni” Per la loro realizzazione è stato previsto “un contributo pubblico in conto capitale la cui entità è pari al 100% della spesa ritenuta ammissibile in sede di istruttoria tecnica.”

    “Il costo ammissibile massimo finanziabile è pari a € 1.500.000,00 per i piccoli comuni inferiori ai 10 mila abitanti ed € 2.000.000 per gli altri enti. Ogni amministrazione può inviare un’unica istanza di finanziamento”

    “I soggetti beneficiari devono trasmettere l’istanza, costituita dal modello di domanda a decorrere dalle ore 9.00 del 30/09/2013 e, comunque, entro e non oltre le ore 17.00 del 25/10/2013.”

    Ecco, i ridondanti si lasceranno sfuggire anche questa occasione.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 4 settembre 2013 ALLE ORE 16:39