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    IL FERRAGOSTO DI CASERTACE L’EDITORIALE – Ricottar estorsori della presunta stampa provinciale e regionale prendeteveli voi i soldi della pubblicità di Settembre al Borgo


      A qualcuno sfugge che l’anno scorso Casertace è stata coperta d’oro per la promozione della rassegna. Quest’anno ci è stato offerto il doppio. Ma non c’è prezzo, non c’è legittimo diritto al lucro di fronte a una situazione come quella che si è creata per la più importante rassegna culturale della città. Noi i […]

    Nella foto D’Alessio e Lieto

     

    A qualcuno sfugge che l’anno scorso Casertace è stata coperta d’oro per la promozione della rassegna. Quest’anno ci è stato offerto il doppio. Ma non c’è prezzo, non c’è legittimo diritto al lucro di fronte a una situazione come quella che si è creata per la più importante rassegna culturale della città. Noi i soldi da uno come Casimiro Lieto non li vogliamo

    CASERTA - I professionisti dell’estorsione, seppur vellutata, a mezzo stampa si industriano in questi giorni ad addebitare ad altri organi di informazione quel sistema che loro hanno affinato e sublimato negli anni come pura tecnica di acquisizione impropria di risorse. Lo conoscono bene il sistema dato che questa terra in cui il sottoscritto non è né nato, né cresciuto, ha nell’estorsione un tratto costitutivo di tutta la sua dinamica criminale.

    Estorsori di camorra, o per camorra, estorsori politici con la variabile concussoria, ampiamente praticata in soldi, ma anche in natura considerando le tante donne e donnine che abitano gli uffici dei comuni e degli enti di sottogoverno, fino a degradare nell’oceano sterminato della corruzione; estorsione a mezzo stampa.

    C’è il caso classico del Corriere di Caserta nel quale il proprietario editore è stato condannato in primo grado a 9 anni. Beh, di quel giornale sono stato direttore per più di 5 anni e oggi posso rivelare un retroscena che non ho mai rivelato: una pacca sulle spalle che l’allora Pm Alessandro D’Alessio, titolare di quell’inchiesta e oggi impegnato nella Dda, mi rifilò sull’uscio del suo ufficio, dove ero entrato per una questione assolutamente diversa da quella che coinvolgeva in quei mesi Maurizio Clemente. Mi disse una frase sull’onestà intellettuale che era ed è un suo orgoglio, ma che apparteneva e appartiene anche a me.

    Quel giudice, che chiese e ottenne l’arresto per Clemente aveva, infatti, appena finito di leggere due o trecento pagine di intercettazioni del mio telefonino di direttore. E alla luce di quello che aveva sentito e letto oltre alla pacca non volle ascoltarmi nemmeno come persona informata sui fatti, men che meno risultai indagato in quell’inchiesta quando, tutto sommato, ve ne erano anche le ragioni giuridiche, dato che insieme al mio predecessore saremmo potuti apparire come gli esecutori materiali di quei tentativi di estorsione.

    Già da allora dimostravo, dunque, profonda  incompetenza nella materia. Genetica, biologica, etnica, tutto quello che era conosciuto, invece, dalla presunta scuola giornalistica casertana e da quella marcianisana in particolare.

    Vedete questa vicenda di Settembre al Borgo. C’è qualcuno che dice che Casertace attacca perchè non ha avuto soldi per la pubblicità. Puttanata monumentale dato che l’anno scorso Casertace è stata ricoperta d’oro da Settembre al Borgo e quest’anno saremmo passati al platino.

    Ma ai ricottar-estorsori della presunta stampa casertana sfugge un altro particolare: sarà follia, sarà egocentrismo, sarà narcisismo, sarà fede radicalmente liberale incomprensibile alle tante menti ignoranti che bazzicano nel nostro mondo, ma io avendo scoperto quest’anno la vicenda del marchio, depositato privatamente da Casimiro Lieto, e avendo scoperto che è Lieto che decide i soldi per la pubblicità da assegnare ai vari giornali, io, ancora io, da questo tizio, non voglio un euro perché il retroterra, quello che ispira ogni suo atto, ogni sua azione, è collegato all’idea cialtrona di profonda retroguardia culturale (altro che maestro e direttore artistico) che le pubblicità su un giornale si compra per tenerselo buono, per conculcare l’indipendenza di giudizio, il dovere della ricerca, la denuncia sullo spreco del pubblico denaro quando questo è necessario.

    Prendeteveli voi, ricottar-estorsori, i soldi di Casimiro Lieto. Con lui e con i suoi metodi, di cui parleremo ancora diffusamente nei prossimi giorni, vi intendente a meraviglia. Siete carne della stessa carne e siete i custodi del peggior modo di gestire la res pubblica.

    Ci fosse stato uno di voi che si sia fatto assalire, quantomeno, dal dubbio che uno come Lieto, che ha confessato di aver depositato il marchio di Settembre al Borgo, privatamente, solo quando è stato smascherato da Casertace, e non certo non da voi, ripeto,  ci fosse stato uno di voi che si sia  fatto venire il dubbio che  Lieto  non avesse i titoli morali (ma non esageriamo neanche con queste categorie estreme), e allora diciamo solamente i titoli morali della buona creanza per presiedere ancora e per dirigere  come un vero dominus la rassegna culturale più importante della città di Caserta.

    No, non ve lo siete chiesti, perché la maggior parte dell’informazione di questa provincia si comporta nelle proprie redazioni, nella esplicazione dell’angolo visuale attraverso cui si rapporta con il proprio mondo professionale e dal proprio mondo professionale con gli altri poteri, soprattutto con quelli politici ed economici, drammaticamente connessi e compromessi qui da noi, esattamente come Casimiro Lieto.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 15 agosto 2013 ALLE ORE 14:11