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    L'ELDITORIALE / Il battesimo della nuova fabbrica di dolci unico momento positivo dell'inutile giornata di Fulvio Martusciello a Caserta


      Tante parole rituali dentro ad un modello di interazione tra istituzioni e agenzie rappresentative del territorio, stantio, vecchio e superato. Ecco perchè la presentazione, avvenuta in Camera di Commercio della nuova azienda DolceAmaro, che si insedierà a Presenzano è stata l’unica boccata di aria fresca CASERTA - L’unica cosa veramente concreta della giornata casertana di […]

    Nella foto, un momento dell’evento svoltosi ieri, martedì alla Camera di Commercio, alla presenza del presidente Tommaso De Simone, di Fulvio Martusciello e dell’imprenditore Claudio Papa

     

    Tante parole rituali dentro ad un modello di interazione tra istituzioni e agenzie rappresentative del territorio, stantio, vecchio e superato. Ecco perchè la presentazione, avvenuta in Camera di Commercio della nuova azienda DolceAmaro, che si insedierà a Presenzano è stata l’unica boccata di aria fresca

    CASERTA - L’unica cosa veramente concreta della giornata casertana di Fulvio Martusciello, consigliere regionale con delega alle Attività produttive, promosso sul campo assessore, con locuzione imprecisa quanto pelosetta dal sindaco Del Gaudio, è stata rappresentata dalla moneta sonante di una fabbrica che di qui a poco aprirà i suoi battenti in provincia di Caserta.

    Lo farà rendendo la nostra provincia, almeno per una volta parte attiva di un’attività di delocalizzazione che caricherà la sua passività economica sulla provincia di Isernia. La DolceAmaro localizzerà, infatti, i suoi stabilimenti nella zona industriale di Presenzano, ad un tiro di schioppo dalla provincia di Isernia, che l’imprenditore Claudio Papa abbandonerà, varcandone i confini e premiando Terra di Lavoro con un insediamento, utile ad aggiornare in positivo i numeri degli indicatori del Pil locale.

    Difficile applicare ad un’operazione di questo tipo, al di là della computistica macro economica, più solide e più concrete argomentazioni di tipo micro economico, dato che spostarsi di 40, 50 km per una fabbrica di dolciumi va ad investire le valutazioni e gli indicatori positivi delle economie di scala, tutto sommato, in maniera marginale.

    Dunque, non ci aspettiamo che questa operazione si traduca in un incremento sostanziale dei dipendenti di questa fabbrica.

    Detto questo, però,  i numeri, seppur non strategici, delle dinamiche occupazionali locali, non resteranno invariati ed invariabili, dato che la particolare tipologia produttiva di DolceAmaro ben si adatta alle potenzialità del nostro territorio, di quel territorio in particolare, in cui esiste un settore primario, collegato, a delle autentiche eccellenze dell’agro alimentare, come possono essere la produzione di nocciole e di mandorle, che un insediamento come la DolceAmaro può stimolare al punto da creare, lì sì, nuovi e solidi posti di lavoro, se è vero, come è vero che i fatturati di questa azienda, nonostante la crisi, sono cresciuti in questi anni, proprio grazie alla determinata scelta di puntare sulla qualità del made in Italy, che ha consentito a Claudio Papa di insediarsi solidamente in buoni segmenti dei mercati internazionali.

    Come avete potuto notare, in 20 righe filate, ho avuto la possibilità di scrivere solo intorno alla dinamica economica. Il fatto che non abbia azionato le solite campane a morto delle storiche diseconomie di questo territorio, vuole essere un buon augurio, più che un esorcismo, dato che ieri, complessivamente nulla di nuovo, se non questo piccolo raggio di sole, è passato sotto il cielo del sistema-Caserta.

    La giornata trascorsa ieri, da noi ieri, dal delegato di Caldoro alle Attività produttive  è al riguardo, emblematica, ha attraversato, in qualche modo i rituali stanchi di centinaia e centinaia di speculari visite che negli anni hanno compiuto in questo territorio i suoi predecessori. Un viaggetto all’interno di mondi che evocano tutto quello che ha impedito alla provincia di Caserta di crescere ed emergere: nepotismo, profonda incultura economica, accoppiata alla corruzione diffusa e tanta, tanta camorra, soprattutto quella dei colletti bianchi, dei fatturati costruiti all’interno delle zone grigie.

    Martusciello ha incrociato ieri questo mondo, poi è salito in Camera di Commercio e gli hanno spiegato che 20, 30 agricoltori, produttori di nocciole e di mandorle raddoppieranno le loro produzioni dentro un indotto che costituisce una minifiliera, spontanea architettura di un modello di distretto industriale che la becera, oligarchica imprenditoria di questa terra non ha saputo realizzare e neanche ha voluto imparare a farlo.

    Non lascio mai una mia affermazione priva di argomentazione, ed allora, ecco perchè la presentazione di questo nuovo insediamento industriale è stata l’unica cosa seria e concreta, l’unica boccata di aria fresca, dell’altrimenti, inutile ed oziosa giornata casertana di Fulvio Martusciello.

    Significative le parole pronunciate dal presidente della Camera del Commercio, De Simone durante la presentazione: “Questa decisione rappresenti la prima di una lunga serie di altre analoghe. Caserta è una terra ideale per investire. Di fronte a chi ha il coraggio di rischiare i propri soldi, noi abbiamo il dovere di adoperarci con tutti i mezzi di cui disponiamo perché l’investimento vada a buon fine. Da domani – ha spiegato ancora il presidente dell’ente camerale – saremo al lavoro per attivare il tavolo tecnico istituzionale perché l’iter burocratico si porti a compimento nel più breve volgere di tempo“.

    E già i servizi: che bella parola!!! Una parola che riassume in sé tutti i ritardi economici, ma soprattutto culturali di questo territorio, che negli ultimi 20 anni non essendo riuscito a cambiare mentalità, a cambiare la sua classe dirigente, gli uomini che la rappresentavano all’interno delle associazioni datoriali fondamentali, come Unione Industriali, ha allargato spaventosamente il divario con altri territori dentro al meccanismo della crescita della qualità dei servizi immateriali, quelli relativi alla innovazione, alle pluridigitalizzazioni, alla comunicazione interattiva della propria offerta territoriale, non riuscendo a capire che questa parola, minuto per minuto, vedeva crescere le sue forme, i suoi strati, le sue sfaccettature, diventando sempre più cruciali e centrali nella promozione dei meccanismi della crescita economica.

    Ma qui entriamo in un discorso lugno e complicato, per il momento limitiamoci a registrare una volta tanto, una buona notizia.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 16 gennaio 2013 ALLE ORE 19:12