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    LA LETTERA – Anatocismo, correntisti sveglia: si possono chiedere i rimborsi alle banche


      Intervento dell’avvocato Gianluca Casertano che illustra le profonde modifiche delle norme, anche per effetto di diverse sentenze della Cassazione. Variazioni che ribaltano una condizione che in passato ha consentito alle banche di tartassare senza pietà i propri clienti.    E’ risaputo, l’argomento che più di ogni altro coinvolge noi italiani è la  “crisi economica”, […]




     

    Intervento dell’avvocato Gianluca Casertano che illustra le profonde modifiche delle norme, anche per effetto di diverse sentenze della Cassazione. Variazioni che ribaltano una condizione che in passato ha consentito alle banche di tartassare senza pietà i propri clienti. 

     

    E’ risaputo, l’argomento che più di ogni altro coinvolge noi italiani è la  “crisi economica”, che non ha risparmiato nessuna classe e categoria sociale. Al continuo aumento del costo della vita si affianca il fiorire di offerte commerciali di ogni genere, che garantiscono risparmi certi; tra tutte spiccano quelle degli Istituti di Credito bancario, che promettono allettanti guadagni con minimi investimenti.

    Spesso però con sommo rammarico scopriamo che la Banca non è una nostra alleata, bensì una matrigna che sa ben celare i propri appetiti.

    Sia il cittadino medio, che l’imprenditore grande o piccolo che sia, si scontrano con clausole e condizioni contrattuali di difficile comprensione a causa della poco chiara esposizione, prescindendo dai tanto acclamati “patti chiari”, o cosa ancor peggiore con spese o interessi addebitati in conto; costi che incidono notevolmente sulla, già difficile, gestione finanziaria.

    Non di rado si è costretti ad intraprendere delle azioni giudiziarie nei confronti della propria Banca al fine di vedersi riconoscere il diritto alla restituzione di quelle somme indebitamente trattenute, oppure un risarcimento dei danni per operazioni (per lo più finanziarie, es. acquisto di obbligazioni argentine, polizze indicizzate) dall’esito infausto.

    Da quindici anni a questa parte si sta via via consolidando l’orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione che delegittima la prassi dell’anatocismo da parte delle Banche(cioè pagamento da parte del clienti di interessi su interessi capitalizzati), pratica avallata dalla stessa Corte nel ventennio antecedente.

    “L’Anatocismo” è l’addebito (in conto corrente) di interessi su interessi: gli interessi sul capitale periodicamente vengono capitalizzati dalla banca e producono a propria volta interessi. L’inversione di rotta della Corte di Cassazione nel 1999 (dopo venti anni solidamente a favore delle banche) in direzione dell’illegittimità di questa pratica desta l’attenzione del correntista (singoli ed imprese) sulla possibilità che gli addebiti imposti per decenni dalla propria banca avrebbero potuto essere abusivi e, dunque, avrebbero potuto essere restituiti, generando un notevole contenzioso, oltre che un inaspettato introito.

    Questo favor nei confronti del correntista ha consentito di allargare il campo di studio, e rivolgere l’attenzione anche ad altri addebiti in conto corrente che vanno ad aggiungersi all’anatocismo, quali: interessi debitori superiori al tasso legale (“ultralegali”) nulli perché senza pattuizione scritta, commissioni di massimo scoperto e spese di conto nulle, variazioni in peius delle condizioni di conto corrente a piacimento della banca, quindi nulle ed interessi usurari, anch’essi nulli.

    Ricordiamo che tutto ciò che è affetto da “nullità”  deve essere restituito al malcapitato correntista.

    Al fine di meglio comprendere, cosa si può fare per “difendersi”, naturalmente ove necessario,  da coloro che dovrebbero tutelare i nostri risparmi,  ci rivolgiamo, ad uno specialista della materia, che da anni tratta con grande impegno e professionalità gli istituti bancari e finanziari: l’avv. Gianluca Casertano.

    L’avv. Gianluca Casertano, ci spiega che grazie ad orientamenti giurisprudenziali favorevoli (tra cui molti maturati sul territorio dal proprio studio), i titolari di rapporti di conto corrente ed i garanti (nella maggior parte dei casi fideiussori), da alcuni anni possono ottenere dalla propria banca la restituzione (“ripetizione”) di somme ingiustamente addebitate. Le azioni giudiziarie si possono proporre sia con riguardo a rapporti in corso, sia con riguardo a rapporti chiusi (in quest’ultimo caso, però, entro dieci anni dalla chiusura, salvo il caso in cui esistano lettere interruttive della prescrizione medio tempore) per addebiti relativi all’intera durata del rapporto, a titolo (fra l’altro) di:

    - capitalizzazione degli interessi passivi (c.d. “anatocismo”) con diverso regime normativo prima e dopo l’anno 2000;

    - interessi debitori superiori a quelli legali (c.d. “interessi ultralegali”) e non pattuiti dettagliatamente per iscritto;

    - variazioni del tasso debitore con modifica in senso sfavorevole alla correntista nel corso del rapporto da parte della banca, in violazione delle convenzioni fra le parti e della legge;

    - “commissioni di massimo scoperto”  e di ogni altro genere di commissione e di spesa se non rispettose delle condizioni fissate dalla legge e dalla giurisprudenza;

    - interessi usurari, ossia superiori alla soglia periodicamente fissata dalla legge, con e senza inclusione nella base di calcolo di oneri quali la “commissione di massimo scoperto”.

    E’ naturale che quanto appena detto è una visione generale degli strumenti che l’utente ha a sua disposizione per tutelarsi da illegittimi comportamenti della Banca. Sarà poi necessaria la disamina di un avvocato esperto della materia, il quale dovrà, previa lettura  della documentazione relativa ai rapporti in possesso del correntista (primo fra tutti il contratto di conto corrente) fornire un parere al cliente, eventualmente redigendo un prospetto contabile ad hoc.

    A questo punto è il caso che noi tutti riprendiamo in mano quel tanto odiato contratto di conto corrente, per capire se possiamo chiedere la restituzione di quelle somme sino ad oggi pagate malvolentieri e a quanto pare anche ingiustamente.




    PUBBLICATO IL: 4 febbraio 2013 ALLE ORE 10:19