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    ESCLUSIVA / Caserta – O L’Ascom di Caserta paga subito 200 mila euro di debiti o Mario D’Anna, Garbo, Maiello e Lamberti vanno a casa.


       Ieri, mercoledì, gli organismi nazionali, pur rinviando ancora una volta la decisione sulla chiusura della loro delegazione casertano, hanno, in pratica, bocciato il piano di rientro presentato, dando l’alto là anche ad una confederazione tra Caserta ed Avellino. Caserta – Sarebbe interessante, anche molto interessante, leggere con attenzione i bilanci dell’Ascom di Caserta degli […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Tonino Maiello, Mario D’Anna e Renato lamberti.

     Ieri, mercoledì, gli organismi nazionali, pur rinviando ancora una volta la decisione sulla chiusura della loro delegazione casertano, hanno, in pratica, bocciato il piano di rientro presentato, dando l’alto là anche ad una confederazione tra Caserta ed Avellino.

    Caserta – Sarebbe interessante, anche molto interessante, leggere con attenzione i bilanci dell’Ascom di Caserta degli ultimi 20 anni. Sarebbe interessante perchè, non dico che si capirebbe, ma sicuramente si potrebbe intuire qualcosa, sul posizionamento, sulla tipografia dei rivoli che hanno direzionato, chissà in quale verso o in quale capiente tasca, l’utilizzo della ponderosa massa di quattrini che la Confcommercio di Caserta avrebbe dovuto trasferire nelle casse degli organismi nazionali, dando corpo alla quota parte che viene utilizzata a Roma di ogni singola somma versata dagli iscritti, e che invece ha trattenuto per se.

    Questa storia si è trascinata per anni. Ai tempi della presidenza Farina, è diventata, praticamente, un’applicazione sistemica. Ma anche con la nuova gestione, targata Mario D’Anna, il trend, a quanto pare, non è stato invertito o, quanto meno, non è stato invertito nella misura sufficiente a convincere i vertici nazionali di Ascom-Confcommercio a chiudere definitivamente la loro delegazione di Caserta.

    La vicenda non è nuova, e Casertace se ne è già occupata. Ma nuovo è l’evento, verificatosi ieri, mercoledì,  a Roma, allorquando il Consiglio Nazionale di Ascom ha esaminato il piano di rientro della dirigenza casertana, che, in verità, qualche atto sostanziale l’ha compiuto, nel momento in cui ha tagliato il personale che operava nella sede locale da anni, personale ha rappresentato un fardello non indifferente per i bilanci dell’associazione.

    Nonostante questo, il piano non ha convinto granchè il Presidente Nazionale Sangalli e i suoi diretti collaboratori. Caserta deve a Roma circa 350 mila euro di quote non versate negli anni. Ieri, il Consiglio Nazionale, non ha deciso ancora la chiusura, dando un altro mese, mese e mezzo, di tempo al Presidente D’Anna per presentare un piano di rientro più convincente.

    In soldoni, è mai come in questa occasione, la metafora corrisponde al senso letterale del termine, o L’Ascom di Caserta scuce 200 mila euro sull’unghia e in una sola soluzione, per poi rientrare gradualmente sul resto del debito, o a fine anno chiuderà seriamente i battenti. E stavolta non sarà solo una minaccia.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 18 ottobre 2012 ALLE ORE 11:19