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    AGG. 15,45 – DRAMMA LAVORO – Jabil di Marcianise: l’azienda ufficializza 450 licenziamenti, la FIOM insorge


    AGG. 15,45 – Questa mattina, venerdì, oltre 500 lavoratori dello stabilimento di Marcianise della Jabil, hanno bloccato l’uscita autostradale di Caserta Sud e i varchi d’ingresso al centro commerciale “Campania” per protestare contro l’annuncio di 440 esuberi (più l’indotto rappresentato dalle ditte esterne, dunque ulteriori 150 unità) annunciati ieri sera dall’azienda ai sindacati. Secondo la nuova […]

    AGG. 15,45 – Questa mattina, venerdì, oltre 500 lavoratori dello stabilimento di Marcianise della Jabil, hanno bloccato l’uscita autostradale di Caserta Sud e i varchi d’ingresso al centro commerciale “Campania” per protestare contro l’annuncio di 440 esuberi (più l’indotto rappresentato dalle ditte esterne, dunque ulteriori 150 unità) annunciati ieri sera dall’azienda ai sindacati. Secondo la nuova disposizione i 44o dipendenti, sui 750 totali dell’azienda, che erano in cassa integrazione già da due anni, dovranno andare in mobilità forzata entro i prossimi 70 giorni, mentre i rimanenti 300 si troveranno costretti a retrocedere al livello minimo di appartenenza, il secondo, perdendo i superminimi e, in generale, tutti i sacrifici di questi anni di lavoro.

    I lavoratori, della cui protesta potete farvi un’idea dalle foto, hanno liberato le uscite bloccate appena il Prefetto di Caserta ha comunicato loro di essere disponibile già in mattinata ad accoglierli e ascoltare le loro ragioni.

     

     

     

    Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa diffuso dalla Ugl in merito alla vicenda:

    “E’ massima allerta in casa Ugl. Le proteste dei lavoratori della Jabil, la major statunitense operante nel comparto elettronico, hanno spinto il segretario provinciale Sergio D’Angelo ad istituire con urgenza un apposito tavolo di crisi necessario a fare il punto della situazione e, ricercando la massima sinergia con le altre sigle sindacali, ad evitare una nuova cronicità sul territorio. 

    Per il dirigente provinciale dei Metalmeccanici Ciro Tarotto che congiuntamente al Responsabile del settore industria Ferdinando Palumbo ha convocato l’azienda presso la sede di Confindustria Caserta “La riduzione delle commesse da parte delle multinazionali delle telecomunicazioni ha creato l’attuale stato delle cose. Chi protesta” ha spiegato “è spinto dalla condivisibile paura di perdere il posto di lavoro; all’azienda dico che bisogna fare il possibile affinché non siano i soli lavoratori a  pagare il costo della crisi e l’ottimizzazione delle voci di bilancio“. “La questione Jabil ci inquieta” ha commentato Palumbo “le sue difficoltà rischiano di portare via un altro pezzo dell’industria locale. Se come viene paventato, scomparissero la metà dei posti di lavoro che assicura, un numero importante di famiglie nella provincia di Caserta dovrebbe dare l’addio al proprio sostentamento. La ricaduta sarebbe drammatica, colpirebbe i consumi, dunque il commercio, l’istruzione dei figli e la spesa sociale. La Ugl” ha concluso il sindacalista “è già scesa in piazza nel mese di Ottobre per richiedere al governo un impegno serio in tema di politiche industriali, oggi abbiamo l’ennesima dimostrazione che il tempo stringe e non c’è più un solo minuto da perdere”.

     

     

     

    Il prossimo 12 dicembre sciopero davanti la Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Caserta – Ieri la direzione della Jabil, azienda multinazionale dell’elettronica, ha annunciato alle organizzazioni sindacali un piano di ristrutturazione aziendale che prevede 440 licenziamenti su un totale di 750 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento di Marcianise. La notizia e’ gravissima e la Fiom esprime la sua totale contrarieta’ al piano dell’azienda. Roberta Turi, segretaria nazionale della Fiom-Cgil e responsabile del settore Ict. dice: “La fabbrica di Marcianise e’ l’ultima unita’ produttiva della Jabil rimasta in Italia, che nel nostro paese ha come principale mercato di riferimento quello delle telecomunicazioni, oggi fortemente in crisi. Nokia Siemens, oggi Nokia solution Networks, ed Ericsson sono stati per anni i suoi principali clienti. Oggi queste aziende hanno ridotto le loro commesse e questo ha causato una situazione di crisi in Jabil. Due anni fa l’azienda decise di chiudere la fabbrica di Cassina de’ Pecchi e di licenziare tutti e 320 i lavoratori, che ancora oggi sono in presidio permanente ai cancelli dello stabilimento”.

    Per salvare il settore il 12 dicembre verrà indetto uno sciopero generale. Con questo annuncio viene inferto un ulteriore, durissimo colpo a un’industria strategica del settore Ict. Proprio per difendere e rilanciare quello che rimane dell’information and comunication technology nel nostro paese, la Fiom ha proclamato per il 12 dicembre lo sciopero generale del settore con manifestazione davanti alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Sono necessari interventi concreti e immediati per salvaguardare tutta la filiera dell’Ict, si devono bloccare i licenziamenti per non disperdere saperi e competenze importanti e depauperare ulteriormente territori come quello di Caserta che si sta velocemente de-industrializzando. C’e’ bisogno di una vera politica industriale per il settore. 

    PUBBLICATO IL: 29 novembre 2013 ALLE ORE 13:32