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    Casertani, i soliti ignoranti! Quante sciocchezze dette e scritte sulla massa debitoria e sui debiti del Comune di Caserta


    La notizia, data in esclusiva da Casertace, giovedì sera, ha scatenato ieri, venerdì, una ridda di reazioni. E come sempre basate sulla più totale ignoranza della materia, del suo dettaglio e dei suoi aspetti generali. Per la centesima volta, ci spieghiamo, col cucchiaino, cos’è la contabilità di un ente locale. Ma, in tutta onestà, ci […]

    Nelle foto, il consigliere di opposizione Enrico Tresca e l’assessore Nello Spirito.

    La notizia, data in esclusiva da Casertace, giovedì sera, ha scatenato ieri, venerdì, una ridda di reazioni. E come sempre basate sulla più totale ignoranza della materia, del suo dettaglio e dei suoi aspetti generali. Per la centesima volta, ci spieghiamo, col cucchiaino, cos’è la contabilità di un ente locale. Ma, in tutta onestà, ci siamo anche stufati di predicare alla luna.

    Caserta – Siamo costretti, nostro malgrado, a ritornare ancora una volta sulla vicenda dei debiti del Comune di Caserta. Nei cinque anni di vita di Casertace, abbiamo dedicato all’argomento cinque chilometriche inchieste e almeno un centinaio di articoli. Alcuni scritti con la dovizia e il rigore di chi, è inutile negarlo per falsa modestia, possiede precise competenze specifiche, in materia di contabilità degli enti locali, altri propinati, letteralmente, per cucchiaino. Assolutamente inutile. L’ignoranza regna sovrana in questa città, tra i suoi politici, e, ancor di più, nei giornali e negli altri strumenti di informazione. Che cazzo c’entra la massa debitoria con l’importo reale e complessivo dei debiti del Comune ? Che cazzo significa dire che l’amministrazione comunale in carica, che certo non ha nel sottoscritto un suo entusiasta estimatore, ha inflitto alla città il dissesto per “soli” 64 milioni di euro di debiti, quando per anni si è parlati di circa 200 milioni? Ve lo dico io cosa significa. Significa che chi lo dice è ignorante, incompetente e presuntuoso perché parla di cose che non conosce.

    Volendola dire alla Fantozzi (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO) “dicesi” massa debitoria quella parte dei debiti che il Comune riesce a determinare attraverso l’apertura di una procedura di transazione con u creditori che si fanno avanti, dichiarano e certificano il loro credito, e accettano, appunto, di transarlo incassando in tempi brevi circa il 40% del suo importo. I 64 milioni di euro, sono relativi a questa categoria del debito. Anzi, neanche all’intera tipologia, dato che, se qualcuno si fosse preso la briga di leggere con attenzione la delibera della commissione liquidatrice, avrebbe scoperto che restano, ancora, da determinare altre 150 posizioni, forse minori, ma che sono destinate a far crescere ulteriormente, di qualche milioncino ancora, la massa debitoria.

    Detto questo, utilizzando una locuzione avverbiale, cara ai politici parolai del nostro Paese, il debito reale del Comune di Caserta è “ben altro”. Ma in questo caso non si tratta di retorica benaltrista ma di moneta sonante.

    Andiamo per ordine, ora ve lo spiego la centesima volta con cucchiaino, così, forse, Enrico Tresca ce la fa a capirlo. Nella massa debitoria non sono calcolati i 15-15 milioni di euro che il Comune, per colpa dell’amministrazione Petteruti, deve dare alle imprese titolari del servizio di raccolta rifiuti; nella massa debitoria non sono calcolati gli altri 14-15 milioni che il “professore” Petrella, al tempo capo dell’area Economico finanziaria del Comune, ispirato dall’allora direttoressa generale Antonella Andrisani, andrò a distogliere dai fondi vincolati. Questi soldi, il Comune, che non a caso si trova sotto un’inchiesta della Finanza per questo motivo, li dovrà rifondere fino all’ultimo euro. Ma dove l’ignoranza siderale dei politici e dei presunti organi di informazione di questa Provincia, tocca il suo acme siderale, è quando, nelle loro valutazioni, si dimenticano di valutare lo sterminato contenzioso che schiaccia il Comune sotto un’altra montagna di debiti. Dei cento milioni di euro, sì, avete letto bene, cento milioni di euro, rappresentativi delle azioni legali, mosse da chi ritiene di vantare un credito, una parte, diciamo così un 50-60%, è già puntellata, come nel caso delle azioni attivate da Mario Pagano, da una sentenza di primo grado che, chi ha studiato, non dico all’università, ma in un semplice istituto commerciale, qualche rudimento di diritto civile o di procedura civile, sa bene che è uno strumento esecutivo, al di là di quello che potranno essere i successivi gradi di giudizio. Esecutivo, bestioline di casertani che non siete altro, significa che io, avendo in mano quella sentenza, posso già procedere al recupero tramite un pignoramento, diretto o presso terzi.

    E non finisce qui, perché la stupidità collettiva di chi ha parlato e scritto in questi giorni su questo argomento, lo ha portato a ritenere che nella massa debitoria siano compresi tutti i creditori che non hanno fatto causa al Comune. E invece non è così. Perché, ci sono decine e decine di loro che hanno preferito non entrare nel novero di coloro che accettano di transare il loro credito. Giusto per fare un esempio: tra questi ci sono l’Inps e l’Inpdap che, insieme, devono ricevere,un milioncino di euro dal Comune e che hanno scelto la procedura ordinaria, preferendo tempi più lunghi, pur di recuperare tutto il dovuto.

    Giurin giurello, questa volta è l’ultima volta che ve lo spiego

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 22 dicembre 2012 ALLE ORE 14:59