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    VIDEO ESCLUSIVO / "Fu vera destra?" Quando Fini, Landolfi, Coronella, ospite Zinzi, riempivano il piazzale della Flora


        Questo prezioso documento, fornitoci dal Centro studi ed alta formazione maestri del Lavoro, oltre a rappresentare una gustosa testimonianza del tempo che fu, della campagna elettorale che portò l’elezione di Falco a sindaco, ci punge un pizzichino di ingegno e ci induce ad una piccola riflessione, non tanto sul crepuscolo di questi personaggi, […]

    Nelle due foto, tratte dal video fornitoci dal Cesaf, si riconoscono, Gianfranco Fini, Mario Landolfi, Gennaro Coronella e affianco di Fini, l’attuale sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio durante il comizio del 1997

     

     

    Questo prezioso documento, fornitoci dal Centro studi ed alta formazione maestri del Lavoro, oltre a rappresentare una gustosa testimonianza del tempo che fu, della campagna elettorale che portò l’elezione di Falco a sindaco, ci punge un pizzichino di ingegno e ci induce ad una piccola riflessione, non tanto sul crepuscolo di questi personaggi, ma sulla inappetenza culturale di un’area politica che non ha mai cominciato seriamente a riformarsi. IN CALCE AL NOSTRO ARTICOLO IL VIDEO DEL COMIZIO DEL 1997

    CASERTA – “fu vera destra?”. La parafrasi dell’interrogativo manzoniano può adattarsi bene, collegando la conoscenza di quelli che sono stati gli ultimi 15 anni della politica italiana a questo delizioso pezzo d’archivio, scovato su youtube e pubblicato nel più grande archivio multimediale esistente, ad opera del Cesaf, che sta per Centro Studi ed alta formazione dei maestri del lavoro.

    Una vera e propria adunata di Alleanza Nazionale che in una serata del 1997, campagna elettorale delle elezioni comunali che incoronarono Luigi Falco sindaco di Caserta, resero la Flora, un luogo debordante e strabocchevole di folla.

    Non vogliamo dilungarci più di tanto nel commento e nella valutazione postuma di quell’intervento e di quelle parole, dato che siamo a poco più di 24ore dalla conclusione della campagna elettorale.

    Dico solo che, ascoltando quel Fini, che, lo confesso, mi piaceva e mi ammaliava, come solo i leader “di pelle” , di epidermide, riescono a fare al di là di quello che dicono nei loro discorsi, dato che conta molto come lo dicono, mi accorgo, che quello che allora mi appariva un pensiero forte, rappresentava già all’epoca, fuor di valutazione postuma, un pensiero debole.

    Si potrebbe dire: fai presto ed è facile affermarlo oggi, sapendo come è finita tutta quella classe dirigente che affollava quel palco, da Landolfi a Coronella, da Cuscunà a Pasquale Viespoli. No.

    Non è l’esito della storia che mi aiuta a valutare quello che Fini, come leader della destra è stato, compreso il suo declino clamoroso ed inaspettato.

    La valutazione riguarda proprio il contenuto di quelle parole. Le provvidenze di Stato alla Fiat, il protagonismo delle piccole imprese rispetto alla grande industria iperassistita, ecc, ecc. La destra cercava già allora un linguaggio nuovo, perchè riteneva i suoi valori fondanti e tradizionali, ormai inadeguati a rappresentarla nel 21esimo secolo. Cercava nuovi temi, che la potessero connotare come forza di governo e non solo testimoniale, all’interno di una nuova famiglia di una destra europea. Ma alla fine non li ha trovati. Perchè al di là dei libretti di Gennaro Malgieri, associati alla svolta di Fiuggi, non ha mai curato seriamente l’elaborazione culturale del suo pensiero, partendo seriamente da questa elaborazione per stabilire una linea politica e i contenuti dei suoi programmi.

    Si è intorpidita  nel potere. Berlusconi glielo ha dato, ma Berlusconi non ha mai proibito a Fini di diventare l’autentico ideologo della svolta del pensiero della nuova destra. Berlusconi ha rappresentato un alibi per nascondere, tutto sommato, la pigrizia e l’inappetenza culturale di un leader e di questa sua classe dirigente.

    Ascoltate con attenzione il comizio di Fini a Caserta. Se avete orecchie per sentire, ingegno per comprendere e se, soprattutto, siete degli uomini e delle donne di destra, sociale o liberale che sia, capirete che già in quel discorso erano inoculati i germi di una malattia mortale.

     

    PUBBLICATO IL: 21 febbraio 2013 ALLE ORE 16:34