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    LA LETTERA – Capitale del degrado, altro che capitale europea della cultura! Spediteci questa foto al Ministero e all’Unione Europea


      Una pregevolissima lettera e delle pregevolissime foto smontano il castello di carta velina che si sta costruendo attorno a una possibile scelta di Caserta. Anche se questa città dovesse entrare, grazie solo al prestigio di qualche suo parlamentare, ma grazie a niente altro e a nessun altro, nel novero delle pre-selezionate, mai e poi […]

     

    Una pregevolissima lettera e delle pregevolissime foto smontano il castello di carta velina che si sta costruendo attorno a una possibile scelta di Caserta. Anche se questa città dovesse entrare, grazie solo al prestigio di qualche suo parlamentare, ma grazie a niente altro e a nessun altro, nel novero delle pre-selezionate, mai e poi mai potrà ottenere di capitale della cultura nel 2019.

    Egregio Direttore,

    scusi la mia insistenza  su Palazzo Reale, ma credo che esso non sia uno dei tanti problemi di Caserta, ma il problema, giacchè la città, disgiunta dal suo monumento, sarebbe poca cosa, un anonimo e ancor più marginale capoluogo italiano.

    Leggo in queste ore i toni enfatici della candidatura di Caserta  a capitale europea della cultura per l’ anno 2019, benchè in concorrenza con città inarrivabili sotto questo profilo, perché insitamente prestigiose per il loro retaggio di civiltà cittadina e non certo scopertesi tali in vista dell’appuntamento europeo.

    Capisco per l’amministrazione comunale casertana  buttarsi in mezzo, per l’inevitabile vetrina nazionale ed internazionale che ne viene in occasioni del genere anche per la sola candidatura, anche la più velleitaria. Ma per gli altri enti che vi sono impegnati ?

    Penserò male, ma ho tutta l’impressione che la molla principale sia costituita da una  prospettiva affaristica, posta anche la pochezza dei progetti annunciati, peraltro conosciuti a quanto pare da pochi adepti, e l’assenza di riconosciuti ed autorevoli esponenti culturali in seno ai promotori della iniziativa.

    Intanto mi chiedo: ma tutto questo sta avendo un costo per le casse comunali ?

    Mi auguro vivamente di no, visto che, data la grama situazione cittadina, le priorità nelle spese pubbliche dovrebbero essere ben altre, non essendo ipotizzabile pensare al superfluo mentre si manca dell’essenziale.

    Qualcuno potrebbe dire che queste considerazioni costituiscono opinioni prettamente personali che riflettono rigorismi fuori moda.

    Bene, lo ammetto. Allora introdurrò qualche fatto concludente.

    Unisco, quindi, tre foto di domenica scorsa, quando nella cappella palatina si è tenuto un concerto di musica classica di un violinista di notevole fama, che ha attirato un bellissimo pubblico.

    Come si vede, lo scalone d’onore ed  il prospiciente   tratto del cannocchiale erano invasi da abusivi e mercanzie.

    Come si comprende, persino quello che dovrebbe essere l’ argomento forte della candidatura casertana, il Palazzo Reale, è tuttora alle prese con questi problemi, senza che nessuno sia in grado di mettervi mano. Figurarsi il resto e dunque dove ci presentiamo ?

    A proposito ! Il tanto decantato e da poco rinato info-point ( topolino nato dal parto della montagna della miriade di enti locali ) di piazzetta Gramsci già vacilla: anziché essere esteticamente inappuntabile e curato, espone sul banco informazioni due poster fotografici della Reggia malridotti e appiccicati maldestramente con il nastro adesivo.

    Il fatto è minimo, ma dice tutto, altro che capitale della cultura !!!

    Egregio Direttore, nel salutarla spero che vorrà dare spazio a questa segnalazione, perché  una sospetta sordina è stata messa dai giornali casertani su questa (sic !) candidatura.

     

    Pasquale MANZO

     

    La replica di CasertaCe

    Che dire? Stavolta l’ormai collaudato amico di CasertaCe, Pasquale Manzo, ha tolto la parola finanche al sottoscritto. D’accordo al 101 per cento su tutto il contenuto di questa lettera tanto impietosa quanto desolantemente reale e in pieno sovrapponibile al dramma di questa terra, che non possiamo nemmeno definire acefala, dato che qui non manca solo la governance, ma anche il suo tessuto connettivo e cioè una società civile, dignitosa e in grado di essere padrona del proprio destino.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 13 novembre 2013 ALLE ORE 17:07