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    L’Intervento / Incidenti stradali causati dall’Alcool: le sanzioni non hanno ridotto il fenomeno


    L’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo affronta, nella sua consueta rubrica su Casertace una questione di grande impatto e di grande importanza. Va ridisegnato anche il reato di omicidio colposo E’ storia di ogni giorno leggere sui giornali di persone che, guidando le autovetture o le moto in stato di ebbrezza, mettono in serio pericolo non solo […]

    Nella foto, l’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo

    L’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo affronta, nella sua consueta rubrica su Casertace una questione di grande impatto e di grande importanza. Va ridisegnato anche il reato di omicidio colposo

    E’ storia di ogni giorno leggere sui giornali di persone che, guidando le autovetture o le moto in stato di ebbrezza, mettono in serio pericolo non solo la propria vita, ma anche quella degli altri, rendendosi responsabili, frequentemente, anche di omicidi colposi dovuti ad  atteggiamenti improntati all’imprudenza più macroscopica.

    L’ Istituto Superiore di Sanità (leggevo su un sito internet) ci rendeva partecipe del fatto che, in Italia, ben  il cinquanta per cento degli incidenti stradali mortali sono di certo causati da conducenti che siedono al volante o in stato di ebbrezza oppure dopo di aver  assunto delle  sostanze stupefacenti.

    Di recente mi è capitato di affrontare questo argomento con un chirurgo che presta la sua opera professionale, da tempo ed  in prima linea, presso il  servizio di pronto soccorso di un importante ospedale napoletano. Il mio amico, con tristezza,  mi riferiva  che ogni sabato notte l’indice di mortalità tra i giovani è  altissimo,  proprio a causa dello stato di alterazione psico-fisica derivante o dall’influenza dell’alcol oppure dall’assunzione di  droghe (pesanti o leggere ).

    Il medico, compreso il mio evidente interesse al problema,  mi spiegava anche, da competente qual era,  che l’assunzione di  queste sostanze non faceva  altro che innestare, sul conducente, un’ impasse seria, come ad esempio una enorme difficoltà a captare e recepire gli stimoli, una dilatazione sproporzionata ed indescrivibile dei tempi di reazione rispetto ad un pericolo improvviso ed infine una indubbia difficoltà ( e talvolta addirittura mancanza )  di coordinazione dei movimenti sia mentali che fisici indispensabili per un pieno autocontrollo di sé.

    E le Istituzioni che cosa hanno fatto ( o che cosa fanno ) per cercare di porre un freno a questo triste e dilagante fenomeno  sociale? Questa è la domanda che da più parti ci si sente porre, peraltro con frequenza ed insistenza.

    Ebbene, sappiamo che è  in vigore una legge  che si propone il seguente primario obiettivo  : non solo  contrastare questo forte fenomeno in crescita, ma anche e soprattutto, in un certo qual senso, prevenire, a largo raggio, il verificarsi di condotte pericolose ed irresponsabili di soggetti sicuramente incoscienti, protagonisti di azioni folli, quando si pongono al volante delle loro  auto.

    Con la nuova normativa ( … spiegavo al riguardo…), sono stati stabiliti una serie di parametri : ad esempio  la quantità minima di alcol che consente ad una persona di guidare, superata la quale,  scattano le sanzioni di legge;  sono stati anche stabiliti diversi  gradini di punibilità,  a seconda del tasso alcolemico accertato, di volta in volta, nel sangue del guidatore fermato;  operando, di conseguenza, così, una netta e chiara distinzione tra chi provoca  un incidente e chi, invece,  non lo provoca.

    Queste le novità e queste le barriere cui prima abbiamo riferimento le quali mirano a  tutelare  la sicurezza della collettività facendo fronte a comportamenti di soggetti irresponsabili  che non hanno – ancora oggi ! –  per nulla compreso che guidare un‘ autovettura è sicuramente un fatto serio e che appartiene a  persone mature ed equilibrate.

    Quanto, poi, all’accertamento del tasso alcolemico (cosiddettoT.A), dal canto suo, il  mio amico medico, in quell’occasione, mi spiegava anche che l’ eseguire un accertamento del genere,   non era certamente  impresa  facile.

    Ciò  non tanto per i giovani, ma soprattutto per quanto riguarda gli  anziani, in quanto i livelli del T.A. sicuramente variano in relazione ai molteplici fattori che concorrono a determinarlo quali, ad esempio,  l’età, le patologie epatiche ecc.. che hanno la conseguenza di elevarlo anche quando la quantità di alcol ingerita sia al di sotto della soglia consentita per legge.

    Al mio amico che mi chiedeva se una normativa del genere era  in grado di tutelare la collettività,  risposi molto semplicemente  che, secondo me,  l’aver aumentato, di fatti,  soltanto  le  sanzioni ( queste in sintesi erano le novità !!) era  cosa non del tutto  esaustiva.

    Quando, poi, mi fu chiesto se c’era differenza tra il conducente in stato di ebbrezza responsabile dell’ incidente e  chi responsabile non era, affermai che, nel primo caso, le pene andavano sicuramente aumentate.

    In definitiva alla nostra domanda iniziale sul “se”  la nuova legge  in tema di “ guida in stato di ebbrezza “,  sia  veramente sufficiente a  garantire  e prevenire la salvaguardia della sicurezza stradale  alla nostra collettività,  dobbiamo avere il coraggio di rispondere che le tabelle di riferimento (sui tassi alcolemici  consentiti per legge ) devono essere  armonizzate con quelle europee.

    Ciò  non solo al fine di aumentare l’indice di sicurezza sulle strade, ma anche e soprattutto al fine di  prevenire  i comportamenti a rischio di soggetti non solo  irresponsabili, ma anche più giovani e meno esperti,  che devono essere necessariamente sensibilizzati ai pericoli legati all’alcol.

    In tale contesto, infine,  riteniamo che debba  essere ridisegnato  anche il reato di  “omicidio colposo per incidente stradale “  se a commetterlo sia  un  soggetto in preda all’alcol o all’assunzione di  droghe : in questa eventualità,  riteniamo corretto sostenere –  non come mera, sterile provocazione,  ma come seria e concreta proposta di riflessione –  che possa essere seriamente riconsiderata l’ipotesi che si  possa versare nel caso classico di “ evento comunque da prevedersi e, quindi, in conclusione,  chi commette un fatto del genere deve rispondere non  già di omicidio colposo, ma di omicidio volontario.

    avv. Raffaele Gaetano Crisileo

    PUBBLICATO IL: 20 ottobre 2012 ALLE ORE 12:10