Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    LE CENTO associazioni di MARCIANISE, un esempio di vitalità sociale e culturale da non disperdere


      Mariella Capobianco racconta la particolarissima identità di una città che attraverso questo tipo di aggregazione riesce a non disperdere se stessa Le associazioni sono fatte di persone e di uno spazio. E’ necessario che le persone siano tante ed è inevitabile e sacrosanto che le persone siano tutte diverse. Questo luogo si riempie di […]

    Nella foto il logo di Clebbodano

     

    Mariella Capobianco racconta la particolarissima identità di una città che attraverso questo tipo di aggregazione riesce a non disperdere se stessa

    Le associazioni sono fatte di persone e di uno spazio. E’ necessario che le persone siano tante ed è inevitabile e sacrosanto che le persone siano tutte diverse. Questo luogo si riempie di idee, di visioni e di prospettive differenti le une dalle altre. Da questo scontro nasce il vero incontro. Qualche volta l’associazione si apre all’esterno, attraverso attività che coinvolgono anche i non-soci, ai quali viene offerto il frutto del lavoro dei soci. I non-soci lo mangiano ed i soci ne traggono soddisfazione. Dal confronto con l’esterno si riescono a trarre nuove idee. Quand’è così l’associazionismo trova il suo vero senso. E’ nel confronto con il nuovo che può farsi Cultura. Spesso si è critici verso il proprio territorio, ma troppo spesso ci si ferma a quella critica e si fa poco per cambiare qualcosa anche semplicemente della propria giornata, delle proprie abitudini, di se stessi. A Marcianise i giovani hanno tanti motivi per lamentarsi, ma non sono rimasti a guardare.

    Cosa sono oggi le associazioni a Marcianise e perché parlarne?

    Innanzitutto a Marcianise esistono un grande numero di associazioni, ben più di 100, se si fa riferimento a quelle iscritte al registro del Comune. Sono di giovani, meno giovani, anziani, disabili, sportivi, appassionati. Ce ne sono veramente di tutti i tipi.

    Le associazioni che stanno facendo la differenza in una città come Marcianise, difficile e provata dal malaffare e dall’anticultura, intesa come chiusura al nuovo e spesso anche al vicino, si chiamano “club”.

    Mai dimenticherò un sabato sera di circa quindici anni fa, avevo più o meno sedici anni. Una serata diversa da quelle che Caserta, la mia città, offriva. Trascorsi la serata in un “club” a Marcianise, solo questa parola mi piaceva tantissimo. Non era un locale, né la casa di un amico, era un appartamento preso in affitto da una ventina di ragazzi. Una casa vera e propria, con una cucina, dei divani, uno spazio per la musica, un camino, un terrazzo. Uno spazio di condivisione simile ad una piazza, aperto a tutti i soci, gli amici dei soci e agli amici degli amici dei soci, che molto presto sarebbero diventati anch’essi soci. Il club si chiamava “La bohème” (alla bellezza della parola “Club” si aggiungeva la bellezza del nome del club) e fui accolta con curiosità. Alla vista di un volto nuovo, tutti si avvicinavano e si presentavano. Molti di quei ragazzi sono diventati miei grandi amici. Mi sentivo a mio agio.
    I giorni successivi, nella piazza che a Caserta frequentavo, raccontai entusiasta di quell’esperienza che piacque a tutti. Nonostante tanti buoni propositi quel “club” che ci ripromettevamo di aprire non fu mai aperto. Quel senso di comunità nella mia città non l’avevo travato. A Caserta erano e restano rari i momenti e gli spazi di aggregazione. Accade una volta l’anno nel pomeriggio del trentuno dicembre in Via San Carlo gli anni scorsi, in Via Ferrante in tempi più recenti. Dopo la mezzanotte però si ripropone inesorabile la disgregazione ed in molti, sempre di più, scelgono Marcianise – più in avanti capiremo perchè – per trascorrere insieme agi amici le prime ore del nuovo anno. A Caserta risulta difficile addirittura incontrare i propri amici se non si frequenta la stessa zona.

    I Club di Marcianise sono delle associazioni di giovani, ma anche di meno giovani, ne è un esempio la storica “Le case”, i cui soci sono ad oggi quasi tutti ultraquarrantenni. Quando cominciai a frequentare Marcianise, partecipavo volentieri agli eventi organizzati da “Le case” ed è li che ho assistito ai primi concerti che ancora oggi ricordo, insieme ad un’atmosfera molto stimolante per una adolescente.

    Oggi i Club di Marcianise offrono moltissime occasioni di incontro ed è difficile nominarli tutti. Ci sono appuntamenti annuali imperdibili e che coinvolgono non solo i giovani di Marcianise ma quelli di tutta la provincia di Caserta.

    L’associazione Majeutica quest’anno si avvia verso la tredicesima edizione dell’ “Estate di San Martino” festa di vino, arte, tradizioni e sapori. Un evento straordinario che ridona vita al centro storico. Coinvolge un enorme numero di persone e si svolge tra le cosiddette “venelle”, le antiche traverse di via Santoro, dove ha sede l’associazione. Un evento che oramai è un vanto per Marcianise ed è tutta opera dei giovani di Majeutica. Altro appuntamento annuale è il Music Festival organizzato dalla Onlus Archè, che ha sede in Via Torri. Il tema dell’edizione del Festival di quest’anno è il precariato. E’ stato indetto un concorso non professionale di fotografie sul tema del lavoro e, durante l’ultima serata, quella del prossimo 6 Luglio, insieme al concerto musica sarà allestita una mostra delle foto che, secondo gli utenti web, meglio hanno raccontato cos’è oggi il precariato.
    In uno dei portoni della Piazza del Comune di Marcianise c’è invece il club Etnie, il club che si autodefinisce scherzosamente, ma forse anche seriamente, “in-differente”. Il club Etnie lotta e resiste contro l’indifferenza che a Marcianise impera riguardo a certi temi e a certe arti, come il teatro di ricerca. Per capire quanto si è attenti al teatro basta arrivare a due passi dal club Etnie ed ammirare le condizioni dello storico Teatro Mugnone, che è un esempio lampante di questa indifferenza. Il club Etnie organizza una festa popolare annuale “Jate a faticà” e organizza concerti di musica cantautorale. Tra le pagine del testo “Terre in disordine. Racconti e immagini della Campania di oggi” di Lorenzo Pavolini e Sara Sartori, con la collaborazione di Angela Tartaglione, edito da Minimum Fax nel 2009, Marcianise viene definita “la città dei club” e tra le associazioni più attive del territorio compare il Club Etnie grazie al progetto “Terra di pugili”, raccolta di storie e foto dei grandi campioni del pugilato marcianisano.
    E poi l’associazione Mirycae che organizza la festa San Patrizio, i seminari di lettura “La sesta ora” ed un concerto lirico di fine anno. Il club Eclettica, nella cui sede vengono organizzate presentazioni di libri, cineforum e seminari sulla comunicazione “In arte”.
    Mi scuso con le associazioni che non ho nominato, perché ognuna è parte di un “tutto” che viene finalmente riconosciuto nella città come una realtà da conoscere, ascoltare e rispettare.
    La forza delle associazioni è divenuta ancor più evidente durante queste ultime elezioni amministrative, quando è stato organizzato un incontro-confronto tra le associazioni e i candidati a Sindaco della città, evento dall’esplicativo titolo “Il primo socio”. E’ fondamentale che a Marcianise il primo cittadino sia il primo socio.
    Il fenomeno dei club è conosciuto dai giovani della provincia di Caserta soprattutto grazie al “Clebbodanno”, l’evento di Capodanno più interessante che abbia mai visto dalle nostre parti. Porte aperte di tutti i club e festa in strada. Ogni associazione propone un’idea di nottata. In ognuno dei club si respira una diversa atmosfera, vengono organizzati molti concerti, spettacoli con artisti di strada e c’è tanta, tantissima gente. Bello davvero. Nello stesso spirito ogni anno viene organizzato il “Clebbionato”, un campionato annuale di calcetto che coinvolge ben dodici associazioni, Archè, Club85, Eclettica, Il Covo, Il Vico, Nonè, Le Case, Logos, Majeutica, Club One, Pro Loco e Club Etnie.

    Penso che la realtà associativa marcianisana sia un’eccellenza. Penso anche che si possa fare di più. Ogni associazione, come ogni microcosmo, rischia di rimanere chiusa tra le proprie mura e di uscire allo scoperto soltanto durante grandi eventi ed appuntamenti annuali. Sprono dunque questi giovani – che già fanno tanto – a cercare di innalzare ancor più il livello di queste eccellenze e di farlo non solo per Marcianise, facendo nascere nuove collaborazioni tra i club, ma per tutta la Provincia, aprendosi e offrendo la propria esperienza come stimolo di organizzazione giovanile.

    In  merito a questo punto, sulla scia marcianisana, a Caserta è nata l’associazione Aula F, che organizza cineforum, concerti. Quando si varca la porta dell’ Aula F ci si sente a proprio agio. Ho riscontrato quindi lo stesso spirito dei club di cui stiamo parlando. Spero che non resti un caso isolato a Caserta.

    Tornando a Marcianise, ciò che potrebbe fare la differenza, oltre allo sforzo continuo della associazioni – sul quale punto non ho dubbi, visti i risultati fino ad ora raggiunti – è la lungimiranza e l’attenzione al tema della cultura – e delle occasioni di crescita per la comunità – degli amministratori.
    Parliamo di una città che ha bisogno di attenzione più di altre? Forse si, ma forse no visto che i giovani di Marcianise, messi alle strette dai fatti e dal contesto, reagiscono e riescono ad organizzarsi. L’amministrazione comunale deve investire sulle tante idee dei giovani delle associazioni. E bisogna fare in modo che non si ripeta mai quello che è accaduto con l’Università di Disegno Industriale, una vera e propria illusione per i cittadini di Marcianise. Quella sarebbe potuta essere, anzi era, la strada giusta per la città. Durante quegli anni stava cambiando qualcosa grazie al viavai di studenti. Si viveva un confronto stimolante tra i giovani marcianisani e gli studenti fuorisede. Sono nate attività commerciali attorno all’ Università. Attività nate con entusiasmo e che adesso stanno morendo.
    L’ex Palazzo Monte de Pegni, poi Palazzo della Cultura, poi sede dell’Università di Disegno Industriale, oggi è sede del nulla. E’ chiaro a tutti che si tratta di un edificio simbolo per i giovani di Marcianise e non merita di essere lasciato al suo attuale stato di abbandono. Il nuovo sindaco De Angelis durante la campagna elettorale ha ribadito più volte di volerlo adibire a “Casa delle associazioni”. Staremo a vedere.

    MC

    PUBBLICATO IL: 25 giugno 2013 ALLE ORE 18:23