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    II VIDEO – IL CONTINENTE DELL’ANIMA Vittorio Russo presenta ‘L’India nel cuore’.


    Nella foto, l’autore del libro, Vittorio Russo Un cittadino di Castel Volturno diventato cittadino del Mondo. Russo racconta con maestrìa uno dei paesi più discussi negli ultimi tempi: l’India. Tra sacro e profano; miseria e ricchezza, tutto declinato attraverso la quotidianità. L’incontro, tenutosi alla Feltrinelli, è stato organizzato da l’associazione le Piazze del Sapere, di […]

    Nella foto, l’autore del libro, Vittorio Russo

    Un cittadino di Castel Volturno diventato cittadino del Mondo. Russo racconta con maestrìa uno dei paesi più discussi negli ultimi tempi: l’India. Tra sacro e profano; miseria e ricchezza, tutto declinato attraverso la quotidianità. L’incontro, tenutosi alla Feltrinelli, è stato organizzato da l’associazione le Piazze del Sapere, di Pasquale Iorio. (CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO

    «Un capitano di lungo corso» così si definisce Vittorio Russo -dato l’impegno ricoperto in marina- autore di un libro che sta scalando le classifiche e con il quale sta ricevendo prestigiosi riconoscimenti: ultimo, non per importanza, quello di «Ambasciatore di Pace» conferitogli dalla città di Assisi. Capitano sì, o almeno fino a che le parole, i racconti sentiti dei due ospiti -ma, soprattutto, amici di vecchia data- Mario Luise, ex sindaco di Castel Volturno e Giovanni Traettino, vescovo evangelico, non gli fanno dire: «beh, forse più che capitano, sono un viaggiatore; un viaggiatore di lungo corso». Effettivamente Russo più che stare dietro al timone della razionalità, più volte, ha preferito immergersi nelle acque, profonde e insidiose, dell’irrazionalità; del sentimento, senza filtri.

    L’India nel Cuore: un frutto, maturo, colto dall’albero dell’esperienza, quella vissuta sul luogo del racconto. Meglio: suoi luoghi. Nelle pagine si coglie la sconfinata bellezza che risiede in una terra che tiene insieme culture, lingue, religioni diversissime tra loro ma tenute insieme dal collante della spiritualità. Ecco, la spiritualità: ingrediente fondamentale nella prosa dell’autore che ne narra e ne fa uso.

    Russo racconta: «a volte ho impiegato nottate per scegliere non un aggettivo, ma l’aggettivo, quello giusto, che richiamasse, nel lettore, quella precisa sensazione; quella immagine che io, con i miei occhi, mi sono trovato dinanzi» e ci riesce, presentandosi con le vesti di un artigiano della parola, che cura ogni particolare con lunghe digressioni; anche un drappo trovato a terra, in un tempio, possiede una propria vita, a volte millenaria come quella del tempio stesso, nel quale si trova.

    La sofferenza è vita. Non solo suggestioni storiche ma il racconto della quotidianità, declinata attraverso i riti; gli sguardi delle persone che si bagnano nel Gange, tra le bufale sacre. Una quotidianità nella quale si ritrovano, da un lato, persone che vivono la giornata con meno di quaranta centesimi di euro -la soglia di povertà, stabilità dal governo è di 0,40 €, se possiedi di meno sei povero, altrimenti no- e da persone ricchissime, quelle che hanno lanciato, nel mercato globale, l’India che, da qualche anno ormai, figura tra le economie più in salute del pianeta. Dagli slum, le tipiche baraccopoli, espressione della miseria; ai grattacieli, contenitori di ricchezza.

    Un libro da portare con sé e con il sé: un continente dell’anima.

    Giovanni Vanore

    PUBBLICATO IL: 4 ottobre 2012 ALLE ORE 10:30