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    Don Franco Galeone sull’elezione di Papa Francesco: non è mai un’alchimia politica, ma un’illuminazione dello Spirito Santo


    Il sacerdote ed intellettuale salesiano commenta, a mente più fredda il grande evento di ieri sera. La forza della Chiesa Ci sono dei momenti in cui la Chiesa ci sembra così affaticata e stretta d’assedio, calunniata e sporcata dai suoi stessi rappresentanti che noi stessi – che pure l’amiamo da dentro – soffriamo il suo […]

    Nelle foto, da sinistra, Don Franco Galeone e Papa Francesco

    Il sacerdote ed intellettuale salesiano commenta, a mente più fredda il grande evento di ieri sera.

    La forza della Chiesa

    Ci sono dei momenti in cui la Chiesa ci sembra così affaticata e stretta d’assedio, calunniata e sporcata dai suoi stessi rappresentanti che noi stessi – che pure l’amiamo da dentro – soffriamo il suo avvilimento. E poi, sempre scompigliando ogni previsione e profezia, la Chiesa ci appare improvvisamente capace di superare se stessa. Un colpo d’ala e il vento dello Spirito la riporta in alto mare, tra battesimi di luce. È questo che è accaduto, ieri sera, più o meno nell’ora di Emmaus.


    Sono le 19 di mercoledì 13 marzo 2013. Fumata bianca! Si liberano le campane e in Piazza San Pietro esplode la gioia. La Piazza si riempie. È strano trovarsi in tanti, tutti sconosciuti e tutti felici insieme, una Bebele di lingue e di colori, eppure tutti felici insieme. Potenza dell’unico Spirito!


    Habemus Papam! Viene da oltre Atlantico. La chiesa è universale. Un papa polacco, poi uno tedesco, oggi uno argentino gesuita di origine piemontese. Si chiama “Papa Francesco”, come quel San Francesco che vide in sogno crollare la chiesa e che si impegnò a restaurare, anzitutto nella sua vita.


    L’attesa del nuovo Papa è stata breve, e ci ha ricordato che tutto è nelle mani del Signore. Gli “esperti” stentano a narrare e a contenere un evento come quello cristiano, sempre sorprendente. Anche questa rapidissima elezione del nuovo Pontefice, è stata veramente “altro” rispetto ai fatti delle cronache dedicate alle debolezze e miserie di alcuni “servi infedeli”.


    I “tuttologi” dovranno farsene una ragione. L’elezione di un nuovo Papa non si decide nell’alchimia di vere o presunte politiche degli apparati. Calcoli, previsioni, cordate, toto-papa… tutto “extra omnes”. L’agente principale del Concistoro è lo Spirito. È Dio che sceglie il nuovo Papa e i cardinali si limitano solo a individuarlo. Ogni altra logica è sempre fuorviante. La Chiesa è fondata sulla roccia di Cristo, le forze ostili “non praevalebunt”. Fosse solo una pia organizzazione, una società umana, un regno mondano, sarebbe già scomparsa! Da secoli. Molti ci hanno provato: loro sono scomparsi, ma la Chiesa resiste

     

    Papa Francesco I

    Quel nome “Francesco” l’abbiamo già nel cuore. Il capo chino, le mani giunte sul petto. Si affaccia quasi impacciato, il sorriso timido, l’applauso è immenso e diventa più fragoroso: “Fratelli e sorelle, buona sera!”, augura con la dolce cadenza latino-americana. Prima di benedire il popolo, chiede al suo popolo di pregare il Signore di benedirlo: “Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. Papa Francesco si inchina, un minuto che sembra eternità. E l’oceano di gioia diventa irreale silenzio: tutti un cuor solo pregano per Francesco I, che invita a pregare anche per il “nostro vescovo emerito Benedetto XVI”. La simpatia è totale!

    Che il nuovo Papa venga dall’America Latina è ancora un segno. In quel continente il cristianesimo si è fatto strada attraverso sofferenze e generosità inenarrabili. Da lì lo Spirito ci manda un Papa per indicare a noi la strada della fiducia, della speranza, della nuova fraternità con i popoli. La nostra vecchia Europa ha bisogno di nuova linfa; già nel 1900 uno studioso tedesco ha profetato il “tramonto dell’Occidente”. La cristianità europea rischia di diventare una religione senza fede, una crisalide senza vita, una struttura senza futuro. E allora quelli che nel 1500 sono stati evangelizzati dai missionari europei ora attraversano l’oceano e annunciano a noi, sfiduciati pessimisti, razionalisti presuntuosi, materialisti senza futuro la sempre nuova Parola di Dio.Papa Francesco I dovrà guidare la barca della Chiesa, evitando che nuova sporcizia torni ad appesantirne il timone, ma altrettanto certamente senza che tale pensiero possa diventare un’ossessione condizionante. Scandali, corvi, veleni… tutto improvvisamente sparisce davanti allo Spirito che fa nuove tutte le cose.                             

    Don Franco Galeone

    PUBBLICATO IL: 14 marzo 2013 ALLE ORE 13:01