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    ALLA SCOPERTA DEL PIANETA GIOVANI. Chiara Gravina, aspirante docente di matematica, e il sogno controcorrente di un lavoro nel mondo scuola


    Ex studentessa del Diaz, Chiara, terminata la specialistica, è pronta a lasciare la provincia: “Non penso di stare qui perché il  percorso che voglio fare offre più opportunità al Nord. Non per scelta, quindi, ma per necessità immagino di vivere e di lavorare fuori, ma rimarrei volentieri qui” Chiara Gravina, 23 anni appena compiuti, un […]

    Ex studentessa del Diaz, Chiara, terminata la specialistica, è pronta a lasciare la provincia: “Non penso di stare qui perché il  percorso che voglio fare offre più opportunità al Nord. Non per scelta, quindi, ma per necessità immagino di vivere e di lavorare fuori, ma rimarrei volentieri qui”

    Chiara Gravina, 23 anni appena compiuti, un  brillante  triennio in Matematica, si avvia alla conclusione della laurea specialistica. Un 100 e lode al Diaz e poi verso questo percorso che, anche a sentirlo, sembra difficilissimo, una laurea in matematica! Le chiedo cosa l’abbia spinta verso questa scelta…perché la matematica? “ È quello che ho voluto fare sin da bambina, l’insegnante di matematica! Per me è stata una materia che mi ha permesso di crescere…capire un teorema, riuscire in una dimostrazione, concludere un esercizio difficilissimo, rappresentano per me la conquista di traguardi…sono per me una grande soddisfazione!”

    Forse ha inciso nella scelta di Chiara anche il fatto di essere figlia di due docenti di matematica “Senz’altro è dipeso anche dall’educazione che mi hanno dato i miei genitori, la scuola e lo studio sempre al primo *posto”. Ma avrebbero potuto anche generare resistenze, non è affatto scontato che i figli amino le professioni dei genitori ed è difficile che ne seguano le orme. Chiara in questo senso rappresenta un’eccezione, ma io che conosco i suoi genitori, due ottimi colleghi, so anche con quanta dolcezza si relazionano con gli alunni. “Certo sono stati bravi, forse l’elemento vincente è stato il dialogo, costante e sereno. Mio padre e mia madre mi hanno sempre spiegato tutto, non c’è stata mai un’imposizione”.

    Ho incontrato Chiara a scuola dove è venuta a fare il tirocinio, non la vedevo da quando frequentava il liceo, ma non ha perso quell’aria da ragazza, anzi nei suoi begli occhi neri c’è oggi una diversa consapevolezza. Mi racconta che il suo impatto con l’università non è  stato facile “Appena iscritta alla facoltà di matematica qui alla Sun a Caserta, ho scoperto un mondo completamente diverso da quello liceo, non facile l’impatto con una dimensione in cui il rapporto con i docenti è connotato da un distacco formale e anche tra gli studenti l’eccessiva competizione non facilita quello spirito goliardico che avevo immaginato. Nonostante questo primo impatto non positivo, devo dire, però, che essendo pochissimi siamo molto seguiti, c’è sempre spazio per una spiegazione e personalmente non ho avuto alcuna difficoltà nello studio”.

    Chiara è una di quelle ragazze proprio brave, è costante nello studio, ha un profondo senso del dovere e quindi di responsabilità, è anche però una sognatrice, le piace viaggiare e tra le capitali europee preferisce Londra. Apparentemente calma è vivace e molto simpatica, sorride quando le chiedo cosa sia nelle sue corde visto che una laurea in matematica apre molti orizzonti, dal magement industriale, alla carriera bancaria fino alla ricerca e all’insegnamento. “Veramente so bene quali mondi possa aprire la mia laurea, ma…non ci crederà prof…desidero proprio fare il suo lavoro…la docente al liceo!”

    Certo mi stupisce che una ragazza, giovane, carina, moderna  ha deciso di fare la docente proprio oggi che tutti parlano male della scuola e del nostro lavoro. Ma in lei c’è voglia di una “piccola” rivoluzione “Per me l’insegnamento è un’avventura meravigliosa, i docenti devono stare al fianco dei ragazzi  ancora di più in questo tempo in cui le famiglie sono prese da tempi lavorativi stringenti,vorrei essere un punto di riferimento non solo didattico,ma, soprattutto educativo. In poche parole penso che il docente debba essere preparato per agire a trecentosessanta gradi, che debba rapportarsi alla dimensione dei ragazzi con il dialogo e la comprensione, ma anche tenendo ben chiari gli obiettivi da raggiungere”.  Giovani docenti crescono… una speranza per la scuola così vessata dalle difficoltà e tartassata dai tagli nonché socialmente non più riconosciuta come una volta, eppure Chiara vive la Scuola come il suo progetto futuro. Coraggio e determinazione, ma penso anche che le arda dentro una passione educativa…è bello sentire che una giovanissima sceglie la scuola, non come un ripiego, come accadeva tempo fa, ma come traguardo, come realizzazione di un progetto accarezzato da sempre. Così ne parliamo e lei , anche se consapevole del percorso non facile di inserimento lavorativo, è tanto piena di entusiasmo  che veramente mi affascina. Ne parla con passione “Anche se mi sono resa conto che i ragazzi di oggi sono molto diversi da quelli di qualche anno fa, questo rappresenta per me una sfida…penso che la scuola non si sia aggiornata ed è proprio sulla matematica che si registrano molte difficoltà. I mei alunni la ameranno!!”  E sicuramente sarà così!

    Siamo alla fine del nostro incontro e le chiedo di immaginarsi a trent’anni, se sarà sposata, se avrà figli, dove ha intenzione di vivere e di lavorare. “ Trent’anni…non penso di stare qui perché il  percorso che voglio fare offre più opportunità al Nord. Non per scelta, quindi, ma per necessità immagino di vivere e di lavorare fuori, ma rimarrei volentieri qui. L’incertezza lavorativa condiziona altri aspetti esistenziali, ma se ho chiaro il percorso lavorativo , per altri progetti mi risulta difficile fare previsioni. Mettiamo però che tutto fili liscio, a trent’anni lavorerò, ma forse è un po’ presto per un matrimonio e dei figli…tutto può succedere- mi dice con un sorriso dolce e divertito-…ma mancano solo sette anni!”

    Le chiedo, per concludere, una frase che la rappresenti, che sappia sintetizzare il suo modo di essere. “Non amo le citazioni, ma c’è una frase di Roosevelt che mi è sempre piaciuta e che condivido… Il futuro appartiene a quelli che credono nella bellezza dei propri sogni”

    Stefania Modestino

    PUBBLICATO IL: 29 dicembre 2013 ALLE ORE 14:41