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    CASERTA LA STORIA E LE STORIE – Quando la città era protagonista. Per “Immagini Sud” veniva la Cardinale


    Le polemiche e le doverose critiche per l’identità e la concezione che anche quest’anno modellano l’evento di Settembre al Borgo, autorizzano a tornare indietro nel tempo, quando questa città non era più il portone di Napoli, come, invece è ritornata ad essere CASERTA - Tra gli invitati alla conferenza stampa che si è tenuta in […]

    1985 teatro di Corte
    1 foto Claudia Cardinale con il sindaco Vincenzo Gallicola ed il presidente della provincia Pasquale D’Albore
    2 foto Pasquale Squitieri regista

    Le polemiche e le doverose critiche per l’identità e la concezione che anche quest’anno modellano l’evento di Settembre al Borgo, autorizzano a tornare indietro nel tempo, quando questa città non era più il portone di Napoli, come, invece è ritornata ad essere

    CASERTA - Tra gli invitati alla conferenza stampa che si è tenuta in provincia per il 43° Settembre al Borgo, c’era il presidente dell’Ascom Mario D’Anna. Un veterano doc la cui casertaneità non può essere messa in dubbio.  Eppure,  mentre si era in attesa del presidente della provincia Domenico Zinzi e del direttore artistico Casimiro Lieto, D’Anna ha avuto il tempo di  (come si vuol dire) “sbottare” e ricordare al giornalista Franco Tontoli  il protagonismo che la città aveva avuto per  la cultura e per essere stata in prima linea per manifestazioni di ogni genere che si svolgevano al sud della nostra Italia.

    Col tempo tutto e sparito e Caserta è diventato  il “paesone” alle porte di Napoli,  senza una identità e senza vocazione culturale.

    L’auto elogio  del presidente della provincia per aver salvato la kermesse  di Casertavecchia ed avere recuperato i trecentomila euro dalla regione Campania, poteva valere per coloro che non erano al corrente degli antefatti , e come lo stesso trattamento riservato alla Provincia di Caserta dall’assessore al turismo Pasquale Sommese,  fosse stato riservato anche al comune di Benevento alla “Città spettacolo”. Una rassegna che vanta oggi,  un programma ben più sostanzioso  di quello casertamo.

    Da qui la nostra curiosità di fare un percorso a ritroso nel tempo e vedere se il presidente Mario D’Anna stava nel giusto.

    Che Caserta in quanto  a rassegne  culturali e manifestazioni  ha fatto passi indietro è indiscutibile. Basta ricordare le scomparse  delle Piedigrotte  che avevano come protagonisti  gli enti pubblici e i commercianti di via San Carlo, nonché le innumerevoli rassegne che si tenevano in estate nei cortili della Reggia, il concorso ippico, i concerti e gli spettacoli di prosa al belvedere di San Leucio, le mostre dei grandi della pittura e della fotografia a Palazzo Reale, la biennale di Fotografia ed in ultimo i “Percorsi di Luce”.

    Correva l’anno 1985 mese di dicembre l’assessore alla Cultura al comune di Caserta era un giovanissimo Mimmo Di Cresce, (diventerà successivamente sindaco), sindaco Vincenzo Gallicola, segretario cittadino DC Lello Menditto, presidente alla provincia Vincenzo D’Albore. Nei consigli comunali si parlava del recupero del Macello in via Laviano e spuntò  il progetto di fare  del capoluogo di Terra di Lavoro la sede della multimedialità del sud dell’Italia.

    Del resto la città lo meritava per essere, fin dagli anni settanta una delle protagoniste del mondo della fotografia,  con la presenza del Gruppo Fotografico il Borgo  con la relativa galleria e  una miriade di iniziative in merito che trovavano  spazio sul corso Trieste.

    La rassegna che ebbe il suo battesimo e tale rimase  come unica. Si intitolava “Immagini Sud” era  dedicata al meridione d’ Europa. La kermesse inaugurale fu impreziosita dalle presenze di Claudia Cardinale e del suo non meno noto marito, il regista Pasquale Squitieri. Pio Baldelli,   l’ ideatore e il coordinatore riunì per  la prima volta insieme, sul tema “Cinema e Sud” film e materiali televisivi di autori, appunto, meridionali, ma appartenenti a quel Sud del mondo intero dal quale, erano  nate opere come Tangos di Fernando Solanas, o Carnaval di Carlos Marques e Ralph Justino, e, ancora Mi hijo El Che, di Fernando Birri, presentate proprio quell’anno alla Mostra di Venezia

    L’ obiettivo,  – scriveva D’Avanzo dalle pagine nazionali di Repubblica – come si dice, è di quelli ambiziosi: se tra i meridionali nazionali ci sono inevitabilmente autori del cinema più giovane, come Muzzi Loffredo o Francesco Laudadio, Salvatore Piscicelli e Luciano Odorisio, non poteva mancare in una rassegna come quella che Caserta ospiterà tra pochi giorni, una scelta antologica di opere che portano la firma di autori come Francesco Rosi e Pietro Germi, Luchino Visconti, e Pier Paolo Pasolini, Florestano Vancini, Ettore Scola e Lina Wertmuller. Opere che nascono dal Sud, le loro, e che vengono dal Sud. Come, del resto i film recuperati dagli archivi della vecchia Notari film, le opere napoletane nate negli anni Venti, che Immagini Sud mostrerà. O ancora, quelle, datate 1930, e legate al periodo del regime (Scipione l’ africano o Lo squadrone bianco, anch’ esse in rassegna). Ancora il Sud dagli anni e dalle grandi firme del neorealismo con: La terra trema, Sciuscià, che sono in programma insieme alle sceneggiate di Pino Mauro e Nino D’Angelo e insieme, all’ ultimo film di Lina Wertmuller, tuttora inedito; intitolato Intrigo di vicoli e delitti.

    La rassegna fu presentata al teatro di Corte della Reggia e fu abbinata ad una mostra fotografica di Tano d’ Amico che avrebbe dovuto rappresentare  un primo punto di partenza per archiviare nel tempo le immagini del Sud.

    Ma di quelle immagini oggi non si sa che fine hanno fatto.

     

    tobia

     

    PUBBLICATO IL: 20 agosto 2013 ALLE ORE 18:49