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    CASERTA LA STORIA E LE STORIE/ Piazza IV Novembre. Doveva essere come la Charles de Gaulle è diventata l’ennesima incompiuta


        Mauro Nemesio Rossi ripercorre le tappe dei progetti su una delle aree nodali del capoluogo, pubblicando la lettere che nel 2008 l’architetto Pagliara scrisse a Petteruti chiedendogli di adoperarsi perché l’opera fosse completata. CASERTA – Se la reggia di Caserta ogni primavera viene alla ribalta per i degrado e la mancata sorveglianza che […]

     

     

    Mauro Nemesio Rossi ripercorre le tappe dei progetti su una delle aree nodali del capoluogo, pubblicando la lettere che nel 2008 l’architetto Pagliara scrisse a Petteruti chiedendogli di adoperarsi perché l’opera fosse completata.

    CASERTA – Se la reggia di Caserta ogni primavera viene alla ribalta per i degrado e la mancata sorveglianza che la rendono preda di vandali, abusivismo e altro, ci sono altri simboli della città che vengono lasciati nelle stesse condizioni.

    Primo tra tutti Piazza IV Novembre che nelle intenzioni  degli amministratori del ventennio fascista, doveva costituire quello che adesso per Parigi è piazza Charle de Gaulle,  non appena si rendevano disponibili i suoli del Macrico.

    Tale era il progetto dell’ing. Vincenzo Memma, padre di molti palazzi storici della città compreso quello delle poste.

    Ma i casertani ignorando la loro storia  ed anche linee di sviluppo dei loro avi, con una politica che ha tratto linfa vitale dai cementificatori locali, non hanno trovato di meglio che  trasformare  un gioiello architettonico in un posteggio sotterraneo, al fine di graziarsi l’imprenditore di turno.

    Come è noto i posteggi sotterranei che si progettarono all’inizio degli anni 80 del secolo scorso erano tre:  Quello sotto piazza Carlo III, sotto al monumento e sotto Piazza Vanvitelli, quest’ultimo fu risparmiato grazie ad una forte campagna di ambientalisti.

    Il risultato fu che nel frattempo nel 1992 con l’avvento di tangentopoli, molti costruttori scomparvero dalla scena fallendo e  lasciando incompiuto i lavori avviati. Per completare il posteggio di Piazza IV Novembre ci vollero quasi vent’anni.

    Per porre rimedio al malfatto, il sindaco Luigi Falco non appena insediato a Palazzo Castropignano si rivolse all’architetto Nicola Pagliara che propose un suo progetto senza tener conto dei passati piani relgolatori ed immaginando un monumento ai caduti come soggetto a se stante e non integrato nel tessuto urbano della città.

    Lo scempio è  sotto gli occhi di tutti senza che l’intellighenzia locale abbia alzato la voce.

    La realtà oggi è  palese e né  la Giunta Petteruti, ancor meno quella di Del Gaudio è risuscita a completare l’opera. Anzi una volta la fontana era funzionante, ora  sono mesi che oramai l’acqua è scomparsa ed il monumento sta cadendo a pezzi, compreso la statua di bronzo sovrastante che è lesionata in più punti mentre le erbacce furiescono dalla parte superiore.

    In effetti il progetto dell’architetto Pagliara non è stato completato.  Mancano elementi essenziali che dovevano essere realizzati. Come è facile vedere dallo schizzo allegato.

    Invano lo stesso Pagliara ha scritto delle note agli amministratori, poi ha desistito.

    Nell’ultima inviata al sindaco Petteruti il 4 giugno del 2008 diceva: “Gentilissimo, Le scrivo non per chiederle un favore personale, ma per una questione  non marginale  che riguarda l’immagine della Città.Credo che Lei sappia della mia collaborazione con l’Amministrazione precedente e del lavoro svolto in quei due anni del quale restano poche tracce rispetto alla mole  delle proposte che con i Vostri uffici, avevamo elaborato.Fra le opere che erano state fortunatamente realizzate, resta il giardino prospiciente la  Prefettura; il cimitero dei caduti Casertani e la sistemazione di Piazza Quattro Novembre, che come Lei ricorderà, era stata devastata da un improvvido ingresso al parcheggio interrato ed al quale  sono riuscito a dare una onorevole sistemazione.

    Purtroppo i fondi andarono esauriti  poco prima che l’opera fosse conclusa, lasciando monco il coronamento dei quattro  torrini di scale ed ascensori e privando  del verde le belle fioriere del pergolato. Per il resto tutto sotto la mia assidua direzione, è stato eseguito al meglio.

    Restano come Le ho detto i terminali dei quattro torrini, per i quali erano previste quattro grandi coppe in bronzo, alimentate da un fuoco simbolico in memoria dei caduti. Sono sicuro che alla Sua sensibilità sarà apparso incompleto quel dettaglio della  sistemazione, ricca di fontane e percorsi. Le sarei grato perciò se, riprendendo il mio progetto, anche modificandolo con una soluzione più economica, vorrà dare corso a  quel necessario completamento.A disposizione se vorrà  incontrami o sentirmi, restando in attesa di un Suo riscontro , Le porgo i miei più distinti saluti. “

    Manero

    PUBBLICATO IL: 13 aprile 2013 ALLE ORE 17:49