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    CASERTA: LA STORIA E LE STORIE Le prime elezioni a suffragio universale. I tumulti di Aversa e il ritiro di Peppuccio Romano


    Nel collegio aversano i due maggiori esponenti erano Alfredo Capece Minutolo Di Bugnano e Giuseppe Romano. Il primo di origini nobili, il secondo vicino al capo del governo Giolitti Correva l’anno 1913 e per la prima volta si svolgevano le elezioni con sistema maggioritario e  a suffragio universale. La legge che ammetteva al voto i cittadini di sesso […]

    Nel collegio aversano i due maggiori esponenti erano Alfredo Capece Minutolo Di Bugnano e Giuseppe Romano. Il primo di origini nobili, il secondo vicino al capo del governo Giolitti

    Correva l’anno 1913 e per la prima volta si svolgevano le elezioni con sistema maggioritario e  a suffragio universale. La legge che ammetteva al voto i cittadini di sesso maschile con 21 anni per quelli che erano acculturati e 30 anni per gli analfabeti era stata approvata il  30 giugno 1912, e portava il numero  n. 666.  Per i maggiorenni di età inferiore ai 30 anni era necessario avere le condizioni di censo o di prestazione del servizio militare o il possesso di titoli di studio già richiesti in precedenza.

    Il corpo elettorale  fece un balzo enorme per l’epoca si passò da 3.300.000 a 8.443.205, di cui 2.500.000 analfabeti, pari al 23,2% della popolazione.

    Un novità in assoluto  che per i  candidati comportava il timore di uno stravolgimento della rappresentanza e la battaglia per le elezioni si fece dura.

    Nel collegio di Aversa i due maggiori esponenti erano Giuseppe Romano di Sessa Aurunca e Alfredo Capece Minutolo Di Bugnano.  Il primo molto vicino al capo del governo Giovanni Giolitti  aveva sulle spalle un passato chiacchierato ed anche  un processo da cui uscì assolto  perché accusato di essere il capo della camorra aversana. Il secondo benché nobile non era uno stinco di santo.   Aveva debiti e creditori da ogni parte del paese.

    Entrambi avevano votato contro il voto alle donne. Era l’anno che incomiciarono i primi sondaggi e così si inventavano le più assurde procedure ed anche apparecchiature che presero il nome di “votometri”o “votografi”

    La notte delle elezioni ad Aversa, come pure in altri collegi la città rimase  sveglia con la  banda  municipale  che chiamava  a raccolta gli elettori.

    Così come raccontano le cronache, poco dopo l’alba, tutte le vie si animarono  straordinariamente. I sostenitori di  Peppuccio Romano accusati di essere camorristi ed agitatori  non pernottarono  nelle proprie case per paura di essere  arrestati.

    Un grande folla si riversò nei seggi elettorali prime che venissero aperti. A sorvegliare il buon andamento ed eventuali disordini  fu mobilitata la cavalleria dei carabinieri, la guardia di finanza e la pubblica sicurezza. .

    Le prime scaramucce  si ebbero  quando gli elettori dell’on. Romano si presentano alla sede del Municipio  per ritirare  le schede.  Trovano ad aspettarli un blocco di altri elettori, parteggianti per l’on. Capece Minutolo di Bugnano, che gli ostacolarono  l’entrata.

    Da qui i primi disordini e le prime  colluttazioni. L’agitazione aumentò ed  Aversa  divenne    una bolgia infernale.

    “Per le vie giravano figure sinistre, armate di bastoni. Molti elettori amici dall’on. Di Bugnano portavano ritratto del candidato, e i seguaci del Romano sostenevano  che questo era un segno di impunità.  Avvennero  incidenti in tutte le sezioni.”

    Il fratello del Romano affermò  di essere stato aggredito e di avere  invano richiesto la tutela di un maresciallo di P. S. Innanzi alla prima sezione avvennero   violenti colluttazioni  tra gli  elettori dei due candidati. Molte persone  rimasero  contuse.

    Incidenti della  stessa natura si ebbero  alla seconda sezione. Il figlio di Romano si  lamentò  di essere stato aggredito da  un camorrista molto noto, che gli aveva puntato in faccia la rivoltella costringendolo a fuggire. Alla  stessa sezione avvennero  gravi tumulti con tafferugli.   I rappresentanti dell’on. Romano accusavano  di essere stati impediti ad entrare nelle sezioni  e di essere stati fatti segno ad una pioggia di patate e torsoli. Alla quarta sezione  anche i  rappresentanti del Romano furono costretti a  fuggire inseguiti dagli amici dell’on. Di Bugnano. I primi sostenevano che la P.S non li aveva difesi   togliendo  loro armi e bastoni. Alla sesta sezione avvennero  scene clamorose. Il fratello del Romano fu  colpito al viso da un elettore di Bugnano. Il Peppuccio Romano comprendendo  la gravità della situazione abbandonò con tutti i suoi amici la lotta così il  Bugnano restò solo.

    Fu eletto  Alfredo Capece Minutolo Di Bugnano Nato a Napoli il 8 settembre 1871

    Deceduto a San Sebastian (Spagna) il 26 ottobre 1942.

    Marchese; Scrittore.  Nella XXII Legislatura del Regno d’Italia nel primo  governo Fortis fu

    Sottosegretario al Ministero delle Poste e Telegrafi, nel secondo   Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, dal 24.12.1905 al 08.02.1906

    Nella XXIV Legislatura del Regno d’Italia quella delle elezioni del 1913 fu membro dell’ Ufficio di presidenza

    Nella foto Minutolo

    Manero

    PUBBLICATO IL: 18 agosto 2013 ALLE ORE 16:09