Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    CASERTA / Il gioco è fatto: il belvedere diventa un pub. Ecco il progetto approvato


    COMUNICATO STAMPA – Dura presa di posizione del Consigliere Comunale Luigi Cobianchi . “Ormai si va verso un disconoscimento dell’UNESCO che potrebbe togliere al monumento la qualifica di Patrimonio dell’Umanità”. CASERTA - Dopo avere, more solito, negato ad oltranza, l’Amministrazione Comunale, di fronte all’evidenza degli atti amministrati, ha dovuto ammettere le proprie reali intenzioni in […]

    COMUNICATO STAMPA – Dura presa di posizione del Consigliere Comunale Luigi Cobianchi . “Ormai si va verso un disconoscimento dell’UNESCO che potrebbe togliere al monumento la qualifica di Patrimonio dell’Umanità”.

    CASERTA - Dopo avere, more solito, negato ad oltranza, l’Amministrazione Comunale, di fronte all’evidenza degli atti amministrati, ha dovuto ammettere le proprie reali intenzioni in merito al restauro delle Scuderie del Reale Belvedere di San Leucio: la creazione di un “Wine Bar”.

        Un pub in un sito museale?!

        Ebbene sì, con il benestare dell’Assessore al ramo che ha sottoscritto, assieme al resto della Giunta Comunale, dapprima il progetto preliminare e, poi, quello definitivo, approvati addirittura nella medesima seduta dell’Organo Amministrativo, quella dell’8 Aprile u.s. (quale esempio di efficienza…..!) con deliberazioni n°43 e, rispettivamente n°44.

        Come una siffatta attività sia compatibile con le esigenze di conservazione di un bene monumentale pur l’Assessore dovrebbe spiegarlo alla Città, atteso che, sinora, più volte compulsata da reiterate interpellanze consiliari da me presentate, ci aveva sempre elencato tutto ciò che non si potesse fare nel sito di San Leucio, senza, tuttavia, indicare quale fosse la strada del suo riscatto.

        Un dato è certo e, cioè, che l’apertura di un pub appare assolutamente inconciliabile rispetto al disciplinare tanto voluto dall’Assessore – adottato neanche un anno fa, con deliberazione di Giunta Comunale n°77/2012 – che, peraltro, si richiama, senza alcuno slancio di originalità ai principi, più scontati, della gestione del patrimonio tutelato.

        Nel frattempo il Belvedere muore, condannato ad un inesorabile declino da un progetto di mero restauro che non prevedeva una sua rifunzionalizzazione, corretta sul piano storico-filologico, che ne assicurasse la sopravvivenza nel tempo, riempendo il contenitore di contenuti validi anche sotto un profilo economico, per garantirne, quantomeno, l’autosussistenza.

        Il Sindaco ed autorevoli componenti della Maggioranza Consiliare che lo supporta, messi alle strette, si giustificano adducendo la mancanza di progetti alternativi ed il rischio di perdere fondi regionali, in tempo di ristrettezze economiche.

        Niente di più lontano dalla verità!

        Nel lontano 2007 il sottoscritto si fece promotore della creazione di un centro di ricerche d’avanguardia sulla seta e, più in generale, sulle fibre tessili di interesse ingegneristico-strutturale, che ebbe l’appoggio ed il convinto sostegno del Polo delle Scienze e delle Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, della SUN, di Confindustria Nazionale e che fu lasciato morire, quando oramai tutto era pronto – compresa la struttura giuridica che legasse i soggetti appena menzionati con l’Imprenditoria privata del settore e l’Amministrazione Comunale di Caserta, attraverso l’istituzione di un’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) – per l’inerzia degli allora “inquilini” di Palazzo Castropignano, da una parte, legata, soprattutto, a squallidi veti incrociati tra Leuciani, e  le ben note, meschine riottosità dei serici, dall’altra.

        Per non parlare della più recente proposta di cui mi feci latore assieme al prof. Mario DE CUNZO, di ospitare, cioè, nel Belvedere, la preziosissima Biblioteca dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici, che, oggidì, nel disinteresse generale, giace smembrata in alcuni containers., destinata all’oblio, o ad essere depredata (Biblioteca dei Gerolamini docet!).

        “Folle” fu definita questa iniziativa dallo stesso Assessore che oggi avalla la creazione di un pub in un Monumento di interesse mondiale…..

        Nel frattempo, la Soprintendenza di Caserta ha completato la discutibilissima “sistemazione” della collinetta su cui sorge il Belvedere (un richiamo ai templi Maia?!), e gli osceni cancelli, apposti ai piedi del monumento, che dovevano essere provvisori, nella migliore tradizione italica sono divenuti opera permanente (e, peraltro inutile, se, per consentire l’accesso al “wine bar” dovranno restare sempre aperti) a fare pessima mostra di sé.

        Le denunce da me presentate, anche alla competente Procura, sugli scempi edilizi perpetrati a danno della “Locanda Trattoria”, che funge da “pronao” al sito, anche da parte di ex-Amministratori della Città sono rimaste lettera morta, mentre, nel silenzio generale, un’apposita Commissione dell’UNESCO, dopo una serie di visite ispettive, sta valutando di cancellare il Reale Belvedere dall’elenco dei siti “Patrimonio dell’Umanità” per la grave incuria in cui versa, l’orrendo allestimento dei locali, la mancanza di qualsivoglia struttura di supporto, degna di un Museo Europeo.

        Nella vicenda della creazione del “wine bar”, che, peraltro, vede quale Responsabile Unico del Procedimento un Dirigente Comunale ben noto alla cronaca per il numero esorbitante di procedimenti in corso, a suo carico, per reati contro la Pubblica Amministrazione, vi è un dato ancor più inquietante: gli oscuri criteri con i quali sono stati selezionati i progettisti, dei quali nessun dato curriculare è noto. Uno è avellinese, l’altro napoletano: orbene, Caserta, tra i Suoi Architetti – alcuni di indiscutibile esperienza, come fa prova, una per tutte, la brillante carriera accademica che stanno svolgendo – non aveva nessuno in grado di reggere il confronto di questi professionisti esterni?!

        Beati i tanto ingiustamente vituperati tempi dei Borbone, in cui, già alla fine del Settecento, si bandivano concorsi internazionali per il semplice affidamento della direzione dell’Accademia di Belle Arti, piuttosto che, qualche decennio dopo, di quella del Reale Orto Botanico di Napoli:

        Alle perplessità, da me sollevate, sulle modalità di affidamento della progettazione ha risposto pubblicamente, con disarmante sincerità, il collega Napoletano, in un pubblico confronto che abbiamo avuto, ieri, presso la benemerita Libreria Guida di Caserta, che ha tenuto a battesimo l’encomiabile iniziativa della istituzione del Comitato “Salviamo San Leucio”, cui invito tutta la Cittadinanza ad aderire: il progetto sarebbe stato affidato, in particolare, al professionista avellinese, in “ossequio” al ben noto “padrino” politico di quella Provincia, che avrebbe procurato i finanziamenti regionali……..

        Se il concetto del “disobbligarsi”, tanto caro a noi Meridionali, può avere un senso nel privato, non mi sembra che sia accompagnato, in ambito pubblico, da un sostegno giuridico-normativo…. (che anzi!).

        Ma al Comune di Caserta, oramai, affidi diretti, cottimi fiduciari, nomine “intuitu personae” di direttori generali e dirigenti vari sono all’ordine del giorno, tanto che non sembrano neanche interessare più né la Guardia di Finanza, né la Magistratura.

    CLICCA QUI PER LEGGERE IL PROGETTO PRELIMINARE

    PUBBLICATO IL: 26 maggio 2013 ALLE ORE 21:31