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    AVERSA, Sagliocco al convegno organizzato da Marino: “Chi ha un dovere deve compierlo in funzione di principi di crescita e non considerarlo come esercizio del potere”


    “La storia dei vinti – prospettive di riscatto” questo il nome dell’evento a cui hanno partecipato anche Pompeo Marino (nella veste di presentatore) Pino Aprile e il prof. Gulì AVERSA - Tanta partecipazione, soprattutto di giovani, ha caratterizzato l’evento di ieri mattina, sabato, patrocinato dal comune di Aversa, organizzato dal Consigliere Marino e presentato da […]

    “La storia dei vinti – prospettive di riscatto” questo il nome dell’evento a cui hanno partecipato anche Pompeo Marino (nella veste di presentatore) Pino Aprile e il prof. Gulì

    AVERSA - Tanta partecipazione, soprattutto di giovani, ha caratterizzato l’evento di ieri mattina, sabato, patrocinato dal comune di Aversa, organizzato dal Consigliere Marino e presentato da Pompeo Marino, presidente dell’associazione culturale Terra di Lavoro.

    Il momento culturale “La storia dei vinti – prospettive di riscatto” ha portato a conoscenza dei presenti una serie di verità, risultanti da dati scientifici, sulla vera storia del nostro territorio.

    Il sindaco Giuseppe Sagliocco ha sottolineato come l’argomento trattato, pur essendo appartenente ad un’epoca passata è in realtà attualissimo perché “il divario tra nord e sud è una questione mai risolta. Sono necessari interventi, vere e proprie azioni di recupero, per portare l’equilibrio nel Paese. Le occasioni di crescita e di sviluppo nel nostro territorio vanno sfruttate al meglio. Abbiamo risorse, fantasia e nonostante ciò gli indici di crescita sono tra i più bassi d’Europa“.

    Il primo cittadino ha fatto anche riferimento alle amministrazioni dicendo: “Chi  ha un dovere deve compierlo in funzione di principi di crescita e non  considerarlo come esercizio del potere”.

    Non poteva mancare anche l’intervento del  consigliere. Marino che ha espresso il suo desiderio di far conoscere a chi ancora non ne è a conoscenza che, in realtà, “noi del Sud non eravamo un problema, così come risulta dalla definizione ‘questione meridionale’, ma lo abbiamo risolto al Nord”. Marino ha pure manifestato la sua intenzione di dedicare una piazza alla dinastia borbonica “per l’importanza e il valore che il regno dei Borboni ha avuto nella nostra storia”.

    Il prof. Gulì, autore del libro “Il saccheggio del Sud” ha evidenziato “il grande spessore economico del regno delle due Sicilie , di gran lunga superiore a tanti stati del Nord”. “L’unità non ha giovato – continua il professore – per noi è stata estremamente dannosa. L’unione  sotto alcuni aspetti già c’era, perché già esisteva l’interesse verso gli altri regni. Il regno di Napoli, prima dell’unità, era già nel G3 mentre come nazione siamo entrati nel G 7 solo qualche decennio fa. Dal 1861 è iniziato il nostro declino. Probabilmente l’unità d’Italia andava fatta diversamente. Con l’unificazione siamo diventati una colonia del nord e come si sa la colonia serve da valvola di sfogo. L’obiettivo perseguito con l’unità è stato quello di prendere i soldi delle banche del sud. A partire da quel momento i conti correnti, una cifra spaventosa, dei nostri antenati sono stati immediatamente confiscati. L’Italia è nata con il furto delle ricchezze dei privati. Il nostro denaro è stato usato per far diventare produttivo il nord, dove sono state create le grandi fabbriche. Per fare questo, cioè per sottometterci, sono stati usati strumenti terribili. Prima dell’unità i nostri prodotti, nonostante la nostra economia e il nostro mondo lavorativo fossero fondati  sul rispetto dell’uomo, i nostri prodotti erano estremamente concorrenziali. Facevano concorrenza a quelli inglesi. In Inghilterra nacque, allora, la massoneria per distruggere la nostra forza economica. Infiltrati di questo movimento diedero vita all’inizio della rovina per il nostro regno”.

    Lo scrittore Pino Aprile, autore del best seller “Terroni” ha espresso la sua autorevole tesi secondo la quale “si venne a creare un rapporto di solidarietà tra il nostro popolo e il nord. Il senso di inferiorità ci è stato trasmesso affinché il nostro Sud non fosse più in grado di essere protagonista della propria storia”.

    La  ventata di ottimismo, portata dai primi due autori che si sono soffermati sulle reali e tutt’ora esistenti potenzialità del Mezzogiorno, si è rafforzata con il riferimento al significato del testo “Separiamoci” di Marco Esposito. Il testo affronta il tema del “depauperamento subito dalle regioni meridionali con l’unità d’Italia” e offre al lettore lo spunto per riflettere sulla inutilità dell’aiuto caritatevole dello Stato.

    Speranza Cardillo

    PUBBLICATO IL: 8 dicembre 2013 ALLE ORE 15:04