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    ALLA SCOPERTA DEL PIANETA GIOVANI Parla il bocconiano Rocco Scala, un 20enne controcorrente: “Voglio tornare a Caserta e migliorarla”


    Ha studiato dai salesiani e ritiene che la scuola dovrebbe formare i cittadini Dare sempre il massimo…Al terzo appuntamento della rubrica Alla scoperta del Pianeta Giovani , Rocco Scala un giovane  che ha  lasciato Caserta  nel 2012 per studiare Economia  alla Bocconi dove è entrato, dopo un brillante percorso liceale all’Istituto Salesiani di Caserta, tra […]


    Ha studiato dai salesiani e ritiene che la scuola dovrebbe formare i cittadini


    Dare sempre il massimo…Al terzo appuntamento della rubrica Alla scoperta del Pianeta Giovani , Rocco Scala un giovane  che ha  lasciato Caserta  nel 2012 per studiare Economia  alla Bocconi dove è entrato, dopo un brillante percorso liceale all’Istituto Salesiani di Caserta, tra i ragazzi della task-force della prestigiosa Università milanese.

    È già partito come un’eccellenza e continua con lo stesso successo anche alla Bocconi. Rocco vive nel Campus interno all’Università e torna a casa, a Caserta, nelle pause dei corsi e degli esami. Ora è a Milano. Ci sentiamo telefonicamente e ci diamo appuntamento per la sera. Si mostra divertito all’idea di “concedermi” un’intervista, lo conosco da sempre, da prima che nascesse. L’ho visto crescere bravo e determinato. Ora ha quasi vent’anni ed è un ragazzo serio e motivato, molto attento a tutto ciò che lo circonda ed è contrassegnato da una spiccata progettualità. Un giovane che difficilmente lascia qualcosa al caso.

    Durante il giorno  Rocco è impegnato nello studio e nei corsi universitari, ed è con una voce allegra che mi risponde al telefono. “Stiamo preparando la cena, che dici ce la facciamo in un quarto d’ora?”. È ormai trascorso più di un anno dal suo ingresso alla Bocconi, un tempo che gli ha fatto scoprire la dimensione dell’autonomia. Gli chiedo subito di raccontarmi la sua esperienza a Milano. “Sicuramente è stato un anno di studio, intenso e costante, la Bocconi richiede un impegno particolare e le regole, come i tempi, sono stringenti. Ma quello che mi ha affascinato è la dimensione internazionale, qua ci sono ragazzi di tutto il mondo e il confronto è esaltante”.

    Non dev’essere stato facile per un ragazzo abituato ad essere accudito in famiglia adattarsi a fare tutto da sé. “in effetti ci siamo organizzati, qui al Campus viviamo la dimensione universitaria con una goliardia che non mi fa rimpiangere quello che ho lasciato. La sera ci riuniamo  e ceniamo insieme, ci scambiamo le impressioni…il nostro tempo è veramente pieno, quasi non ce n’è  per pensare ad altro!”. Ma cosa ha portato con sé Rocco, cosa degli anni di liceo trascorsi ai Salesiani? “Al liceo mi hanno insegnato valori importanti, è proprio la filosofia di Don Bosco mettere i giovani al centro, non è solo un insegnamento religioso, è imparare l’altruismo, abituarsi a pensare che senza condivisione tutto è vano poichè l’egoismo è la cosa più sbagliata. Sono stati anni bellissimi quelli del liceo con i miei amici, i miei compagni di cinque anni, ma anche dei docenti ho un bel ricordo , la loro disponibilità, l’apertura verso noi ragazzi…insomma, porto con me quella serenità che ha contrassegnato il mio percorso liceale. Una cosa però mi sento di dirla e l’ho capito oggi, confrontandomi con ragazzi di tutto il mondo, la scuola italiana dovrebbe cercare di rispondere anche ad altri bisogni formativi, aprirsi a quelle che sono le dinamiche nazionali e internazionali, dovrebbe cercare di formare di più il cittadino come i college anglosassoni ma anche le scuole in altri paesi”.

    A questo punto gli chiedo di raccontarmi come si vede a trent’anni, laureato sicuramente, sposato, con una sua famiglia, all’estero o dove? “Spero di essere una persona impegnata, con mille cose da fare e mille interessi, il mio timore più grande è quello di non poter vivere da protagonista e di guardare gli altri vivere. Mi piace pensare a me come una persona autonoma, il che non significa che possa dimenticare o mettere da parte i miei affetti, la mia famiglia. Per un  quasi ventenne come me, il momento che stiamo attraversando è fonte di profonda preoccupazione, ma sono anche convinto che bisogna impegnarsi, cercare di dare il massimo e perseguire con forza i propri obiettivi. Sposato? Non penso proprio! Dove lavorerò? Mah…dove mi porterà la vita…so che sarà difficile, ma sarebbe bello anche tornare a Caserta, potrebbe essere una sfida affascinante impegnarsi per migliorare le cose nei luoghi da cui sono partito”  

    Stefania Modestino

    PUBBLICATO IL: 24 novembre 2013 ALLE ORE 12:04