Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    CASERTA LA STORIA E LE STORIE- La Reggia chiusa? Era accaduto già nel 1925


      Anche allora c’erano problemi di degrado. Tra i politici del tempo si litigava sulle soluzioni e sulle prospettive di infrastrutturazione primaria e secondaria 5 dicembre 2013 la Reggia chiusa e si parla della sua valorizzazione. 5 dicembre 1925 si riunisce a Caserta il Comitato per la difesa degli interessi di Caserta. Caserta - Una […]

     

    Anche allora c’erano problemi di degrado. Tra i politici del tempo si litigava sulle soluzioni e sulle prospettive di infrastrutturazione primaria e secondaria

    5 dicembre 2013 la Reggia chiusa e si parla della sua valorizzazione. 5 dicembre 1925 si riunisce a Caserta il Comitato per la difesa degli interessi di Caserta.

    Caserta - Una questione vecchia di secoli quella del degrado della Reggia di Caserta. Calamità atmosferiche eventi politici che hanno bisogno di una degna cornice, spesso diventano occasioni di scontri tra le autorità proposte, visto che la gestione del monumento è affidata allo Stato e non agli enti locali. Una evenienza quest ultima che, tutto sommato, è stata un vantaggio per la città di Caserta perché nonostante tutto la Reggia è ancora pressappoco come il Vanvitelli l’ha realizzata. Altrimenti le cose sarebbero andate diversamente, come si deduce dal piano regolatore proposto nel 1927 dall’ing. Memma che voleva sottrarre ai Giardini Reali il suolo prospicente corso Giannone per farne dei palazzi ed allargare la strada. Momenti brutti la Reggia li ha sempre visti, come quelli subito dopo la prima guerra mondiale, quando diventò sede della Guardia Reggia che la devastò completamente o durante l’occupazione del comando alleato nella seconda guerra Mondiale. Il monumento fu requisito insieme all’albergo Vittoria, i circoli sociale e Nazionale di Piazza Margherita e molti locali lungo il Corso Trieste.

    Era sabato 5 dicembre del 1925 quando il prefetto dott. cav. uff. Gaetano De Blasio, commissario prefettizio, riunì nella sala del Municipio, i rappresentanti del Comitato per la difesa degli interessi di Caserta e per la valorizzazione di Palazzo Reale. Erano presenti l’avv. comm. Pietro Monti, l’on. avv. Giovanni Tescione, il cav. avv. Alfonso Lamberti, il prof. Angelo Fusco, il cav. Nicola Durante, l’avv. Teodoro Du Marteau, l’ing. Giovanni Campopiano, il cav. prof. Ernesto Sosso, il cav. Alfredo De Lillo, 1’ing. Mario De Martino, il prof. Ciro Vaccaro e il sig. Gustavo Malasomma, presidente dell’Associazione dei Commercianti. Parteciparono, inoltre, il gr. uff. Parpagliolo, vice-direttore generale delle Belle Arti, e il comm. Gino Chierici, soprintendente ai Monumenti. Le cronache raccontano che il comm. Chierici espose:“il progetto di valorizzare il più insigne monumento del Mezzogiorno e il più bel Palazzo Reale di Europa, il quale, per quanto abbia avuto diverse destinazioni, pur tuttavia costituisce un insieme monumentale di così gran pregio, che è interesse di tutti di veder conservato e mantenuto con maggior decoro”. Giunse alla conclusione che la migliore destinazione che possa avere il Palazzo stesso, è quella di “Palazzo di Rappresentanza Nazionale, per uso dei Congressi Internazionali.”

    L’on. Giovanni Tescione, che sarà il futuro primo Podestà di Caserta, nel rilevare la concordia di intenti e nell’apprezzare altamente le idee del Sopraintendente ai Monumenti, “il quale è confortato nella sua azione dall’adesione autorevole della sua Direzione Generale”, pur condividendo l’iniziativa era del parere che non bastava cambiare la destinazione d’uso, ma realizzare una serie di opere, sussidiarie, come strade e alberghi, che allora mancavano. Fu in quella occasione che si prospettò la possibilità di costruire un’ autostrada Napoli-Caserta, tenendo presente il progetto originario di Vanvitelli del rettifilo Caserta – Napoli, con impegno che la spesa relativa, per parte della Provincia di Napoli, sarebbe stata eseguita con i fondi del Commissariato. Si voleva che fosse a carico della Provincia di Caserta la costruzione di meno di dieci chilometri di strada. A tale proposito il gr. uff. Parpagliolo riferì di avere avuto un colloquio con S. E. Castelli, alto commissario per la Provincia di Napoli, il quale lo aveva assicurato di aver disposti gli studi per la costruzione. Per Tescione, parte di Palazzo Reale doveva essere destinata a sede di espositiva permanente dei manufatti delle piccole industrie locali, alludeva a quella miriade di setifici che era in quel particolare momento in forte crisi. Fu l’occasione per fare una pulizia degli spazi circostanti Palazzo Reale e fu deciso di abbattere i casotti alla ferrovia, costruiti durante la guerra e che impedivano la vista della Reggia.

    Si decise anche di dislocare le scuole elementari e costruire un apposito edificio in Via Giannone, attuale scuola De Amicis, e che il Parco della Flora dovesse essere aperto al pubblico e restituito all’antico splendore grazie alle cure del personale addetto ai giardini pubblici. Il comm. Monti, da parte sua era convinto che si potevano raggiungere maggiori e più qualificati risultati per attrarre turisti se i due Comitati locali, quello di Caserta e Napoli, costituito dalle più eminenti personalità della Metropoli, avessero collaborato senza campanilismi. Avrebbe mediato un’apposita commissione eletta dal Rotary Club di Napoli, di cui facevano parte i Deputati e Senatori di quelle Province, “perché esso più facilmente potrà rendersi interprete presso il Governo Nazionale dei sentimenti e delle aspirazioni di queste popolazioni”. Ad unanimità si stabilì, di indire al più presto possibile una riunione del Comitato di Caserta nel Palazzo Reale, estendendo l’invito a tutti i Senatori e Deputati, a S. E. il Ministro della Pubblica amministrazione alle Gerarchie Fasciste, con il proposito di invitare S. E. Mussolini ad una visita al gioiello d’arte così magnifico e così poco conosciuto “perché il Duce, mente aperta ad ogni più ardita concezione ed entusiasta di tutto ciò che può mettere in valore la Nazione Italiana, darà anche in questo campo il suo fattivo appoggio affinché il radioso programma enunciato dal Sovraintendente ai Monumenti sia presto un fatto compiuto.

    Ma Ne Ro

     

    PUBBLICATO IL: 5 dicembre 2013 ALLE ORE 17:11