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    Gli prometteva il dolce sesso, poi li stordiva con l’amaro “corretto” del Bar Tropical: ecco i trucchi della Circe


      A 24 ore dall’arresto del complice della maga di Mondragone, emergono ulteriori dettagli sull’intricata e particolare vicenda nella quale c’è scappato anche un morto. Oggi, l’interrogatorio di garanzia a carico di D’Angelo. di Massimiliano Ive MONDRAGONE E CASTEL VOLTURNO – Adescava le sue vittime fuori ai bar della Domiziana chiedendo con la sua particolare dolcezza […]

     

    Nelle foto, Monica Voira e D’Angelo

    A 24 ore dall’arresto del complice della maga di Mondragone, emergono ulteriori dettagli sull’intricata e particolare vicenda nella quale c’è scappato anche un morto. Oggi, l’interrogatorio di garanzia a carico di D’Angelo.

    di Massimiliano Ive

    MONDRAGONE E CASTEL VOLTURNO – Adescava le sue vittime fuori ai bar della Domiziana chiedendo con la sua particolare dolcezza un analcolico, una bibita oppure ancora un amaro. Poi ammaliando con lo sguardo e distraendo le vittime con discorsi tipo “Mi offri un passaggio…; aiutami a scappare sono inseguita“, prendeva dalla borsetta un narcotizzante (il minias) e lo versava nella bevanda dell’uomo che aveva poco prima adescato.

    Nei casi più estremi, davanti ad un amaro seduceva la vittima con fantomatiche offerte sessuali. Con questo tipo di azione la Maga Circe, al secolo Monica Voira riusciva ad ottenere il passaggio, a farsi traghettare lungo la Domiziana e ad appartarsi in luoghi isolati in cui come la mantide religiosa (poco religiosa) attendeva che l’elisir facesse effetto per colpire il maschio e derubarlo di tutto con l’aiuto del complice Vincenzo D’Angelo.

    Alcuni adescamenti sono stati effettuati e segnalati proprio fuori al Bar Tropical della frazione di Ischitella-Villaggio Coppola. In uno degli episodi denunciati, addirittura la Maga Circe si infilò nell’auto della sua vittima con la scusa di essere inseguita da dei persecutori.

    Secondo le indiscrezioni raccolte, la donna faceva bella mostra di sé sulla Domiziana ed era lei ad avvicinarsi alle vittime designate. Sul suo corpo è tatuato anche un disegno tribale, particolare che ha consentito agli inquirenti di identificarla facilmente.

    La stessa fu arrestata lo scorso mese di luglio, a seguito del decesso di una delle vittime.

    Dopo un mese, dalle dichiarazioni rese ai magistrati dalla Maga Circe, è stato possibile identificare anche il complice che è stato arrestato ieri, mercoledì dai carabinieri della Compagnia di Mondragone.

    Stamane, Vincenzo D’Angelo – difeso dall’avvocato, Giovanni Zannini –  durante l’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    Quindi non ha voluto esternare nulla il complice di Monica Voira. L’uomo è stato ascoltato presso il carcere di S. Maria Capua Vetere. Il tutto si è svolto, innanzi al Gip Enea.  A carico dell’indagato sussistono le accuse della complice e i riscontri consistiti da alcune risultanze emerse dai tabulati telefonici. La difesa ha già proposto ricorso al tribunale della libertà di Napoli.

     

    PUBBLICATO IL: 31 ottobre 2013 ALLE ORE 15:20