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    VERGOGNA AL COMUNE DI AVERSA / Dopo l’avviso di garanzia al dirigente Navarra, la “provvidenza” fa scomparire un fascicolo di una concessione edilizia di via Kennedy


    La vicenda riguarda la costruzione di un sottotetto che non rispetta le distanze stabilite dal Regolamento edilizio. Una storia intrigatissima ed intricatissima in cui sono intervenuti anche i Vigili Urbani Riportare ‘i fatti’ è una dura realtà ma è doveroso per coloro che informano. Tutto ha avuto inizio grazie alla testimonianza e perseveranza di un […]

    La vicenda riguarda la costruzione di un sottotetto che non rispetta le distanze stabilite dal Regolamento edilizio. Una storia intrigatissima ed intricatissima in cui sono intervenuti anche i Vigili Urbani

    Riportare ‘i fatti’ è una dura realtà ma è doveroso per coloro che informano. Tutto ha avuto inizio grazie alla testimonianza e perseveranza di un cittadino, Salvatore Romaniello, il quale, per il turbamento psicologico e per i disagi effettivi causati dalla costruzione di un tetto posizionato a circa 2 metri dal suo balcone e distante irrispettosamente sia dalla strada che dal fabbricato, l’11/06/2012 è finito col denunciare il Dirigente Area Urbanistica Arch. Ciro Navarra ed il Responsabile dell’Ufficio Edilizia Privata Arch. Nicola Menale per abuso d’ufficio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ma i fatti circostanziali dell’ante e del  post sono stati vari ed articolati. Il signor Salvatore Romaniello è comproprietario dell’appartamento in via Bixio n°38, primo piano del Palazzo Mariniello, il cui omonimo ed effettivo costruttore, all’atto esecutivo del palazzo, lasciò un’area scoperta non recintata confinante con Viale Kennedy, come fascia di rispetto della strada, un perimetro da poter essere utilizzato come parcheggio ed altro ma non di certo per edificare. Il Mariniello ha poi venduto i terranei e l’area davanti ad Angelo Grassia al quale, in data 18/03/2010, viene rilasciato dal comune di Aversa un permesso a costruire una tettoia di copertura, con muretto di recinzione dell’area scoperta di pertinenza, posta a 3,90 mt. da Viale Kennedy ed 1,35 mt. da via Bixio, antistante l’ingresso della proprietà, in appoggio al  muro perimetrale del fabbricato condominiale, al di sotto e a 1,70 mt. di distanza dal balcone di proprietà di Salvatore Romaniello. Poteva essere eseguito tutto ciò? Consultando le norme di attuazione del PRG Capitolo II all’ART.3 alla voce Distanze si è riscontrato che ‘….Gli edifici inoltre devono rispettare la distanza minima di metri 6.00 da pertinenze, baracche, tettoie, box e simili, preesistenti, sorte con destinazione diversa dall’abitazione’. Per tali ragioni, agli occhi del condomino Salvatore Romaniello risultò consequenziale chiedere delucidazioni ai vigili urbani i quali dichiararono che, a lavori eseguiti, nulla gli era stato chiesto ma che il permesso risultava valido a tutti gli effetti e che l’opera non si poteva interrompere. Ma sapete perché? Perché l’ok era stato lanciato considerando solo le distanze previste dal codice civile e non quelle preordinate dalle norme di attuazione del piano regolatore. Cosa accade poi stranamente? I vigili urbani effettuano un sopralluogo ad opera completata in data 15/05/2012 dove si appura che l’iniziativa sia stata intrapresa in assenza di autorizzazione sismica in quanto erano stati presentati i calcoli al genio civile senza successiva approvazione, per cui i lavori non sarebbero potuti iniziare. In data 01/06/2012 il Dirigente della Polizia Municipale di Aversa invia comunicazione al Dirigente UTC Area Urbanistica del Comune di Aversa Arch. Ciro Navarra in cui s’invita lo stesso ‘a riferire l’orientamento d’ufficio in merito alla legittimità del permesso n° 90/2011 a favore del sign. Grassia Angelo’ in cui si specifica che viale Kennedy è una strada urbana di tipo D e che il nuovo codice della strada prevede che ci sia una fascia di rispetto di 20 metri. A tale lecita domanda non è susseguita alcuna risposta. Da ciò la denuncia al Procuratore della Repubblica nonché una successiva richiesta alla Regione ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. 380/2001, testo unico dell’Edilizia, redatta per annullare il permesso a costruire. La Regione allora risponde che, dall’agosto del 2011, in base ad un regolamento della Regione, la competenza è passata al comune. Detto fatto, in data 10 Luglio, Romaniello chiede l’annullamento al comune ed il sindaco Sagliocco gira la richiesta all’addetto architetto Navarra il quale  il 24/07/2012 fa avviso di avvio di procedimento di revoca del permesso a costruire ad Angelo Grassia e gli attribuisce 30 giorni di tempo per presentare le controdeduzioni. Cosa accade? Solo il 9 ottobre 2012, cioè martedì scorso, (ben 78 giorni dopo) Ciro Navarra emette il provvedimento di revoca dove non compare la motivazione della distanza dalla strada e si fa appello alla mancanza di autorizzazione sismica. Nel periodo dell’emissione dell’avvio di procedimento, poco dopo, il fascicolo del permesso a costruire rilasciato ad Angelo Grassia risulta scomparso(!!??). Queste le parole di Romaniello: ‘Adesso Grassia potrà ricorrere al Tar per far annullare il provvedimento di revoca espresso da Navarra, ricorso che verrà sicuramente approvato’. Tutti i perché che verrebbero da rivolgere sono innumerevoli ma l’auspicio vero è che si giunga ad una chiarificazione risolutiva, rispondendo nel rispetto della vivibilità del singolo condomino, della libera circolazione del passante e di se stessi!!!

    I.R.M.

    PUBBLICATO IL: 15 ottobre 2012 ALLE ORE 8:40