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    TRAGEDIA DI BELLONA – Siamo alle solite. Il Dipartimento sicurezza dell’Asl indaga su se stesso. Ombre pesanti sull’autorizzazione alla struttura dove è morto il 22enne


    Il dirigente Quarto ha nominato la sua fedelissima Ida Affinito per le verifiche sulle eventuali responsabilità. Informandovi seriamente sulle procedure relative al rilascio delle autorizzazioni per questo tipo di strutture vi diciamo che il Dipartimento sicurezza aveva il dovere di controllare.   CASERTA – La morte di Enrico Corroboli avvenuta nella struttura di riabilitazione psichiatrica […]

    Il dirigente Quarto ha nominato la sua fedelissima Ida Affinito per le verifiche sulle eventuali responsabilità. Informandovi seriamente sulle procedure relative al rilascio delle autorizzazioni per questo tipo di strutture vi diciamo che il Dipartimento sicurezza aveva il dovere di controllare.

     

    CASERTA – La morte di Enrico Corroboli avvenuta nella struttura di riabilitazione psichiatrica di Bellona, ci offre ancora una volta la possibilità di evidenziare quanto poca consistenza abbiano i processi decisionali e gli atti dell’Asl di Caserta. In queste ore, si parla di alcuni avvisi di garanzia arrivati ai dirigenti del Dipartimento di salute mentale, al titolare della gestione della struttura bellonese. ma come al solito nessuno affronta la questione con serietà e rigore cognitivo. La notizia, che assomiglia ad altre notizie simili date negli anni da Casertace e che l’Asl ha promosso un’inchiesta amministrativa e sapete, il responsabile del Dipartimento sicurezza, il pensionando Quarto a chi ha dato l’incarico di indagare? A Ida Affinito innandosantonastaso.

    E’ come chiedere,citando il vecchio detto, all’acquaiolo se l’acqua è fresca.

    Ora vi spieghiamo noi che cosa è la struttura di Bellona dove è avvenuto il tragico incidente e quali sono le procedure che hanno portato questa struttura, di proprietà dell’Asl e gestita da un privato, ad operare.

    Trattasi di una SIR (Strutture Intermedie Residenziali). Questo tipo di struttura può operare solo in presenza di autorizzazione da parte del sindaco del comune in cui è ubicata. Autorizzazione che viene rilasciata su parere vincolante dell’ASL, in particolare dal Dipartimento di Prevenzione e nello specifico da una apposita commissione istituita ai sensi della Delibera Regionale n. 7301 del 2001, commissione presieduta, badate bene non da un’entità spirituale ma dal Direttore del Dipartimento, che negli ultimi anni è stato proprio  il Dott. Quarto. Questo organismo è composto da diversi esperti compresi quelli in materia di sicurezza. Inoltre, oltre ad esprimere il parere per il rilascio della autorizzazione, la stessa commissione ha precisi compiti di vigilanza sulle strutture di sua competenza. Nello specifico le norme che regolano l’esercizio delle SIR, come quella dove è avvenuto l’incidente mortale, non consentono assolutamente terapie che comprendano l’utilizzo di piscine o similari che posso rappresentare un serio pericolo per la sicurezza degli utenti, come si è visto, oltre a non trovare corrispondenza alle norme di sicurezza per lo stesso motivo. La prima domanda di Casertace,a cui naturalmente l’Asl non risponderà, ma sarebbe opportuno che le autorità competenti rivolgessero anche loro alla dirigenza dell’Azienda Sanitaria Locale, è la seguente:

     

    la struttura di Bellona era autorizzata e se si come è possibile che potesse esserlo con una piscina al suo interno?

    Seconda domanda:

    come è possibile che nessuno abbia mai vigilato sulla esistenza e utilizzo della piscina?

    G.G.

     

    PUBBLICATO IL: 17 luglio 2013 ALLE ORE 15:34