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    TERRA DEI FUOCHI – Gli americani sapevano già tutto


        Hanno sempre condotto le analisi delle acque in maniera indipendente   GRICIGNANO DI AVERSA – Gli americani lo sapevano già che le falde acquifere nelle zone diCaserta e Napoli erano contaminate e avevano vietato ai propri militari impiegati nelle basi campane di far uso dell’acqua dei rubinetti per qualunque impiego. Il rapporto è datato e […]

     

     

    Hanno sempre condotto le analisi delle acque in maniera indipendente

     

    GRICIGNANO DI AVERSA – Gli americani lo sapevano già che le falde acquifere nelle zone diCaserta e Napoli erano contaminate e avevano vietato ai propri militari impiegati nelle basi campane di far uso dell’acqua dei rubinetti per qualunque impiego. Il rapporto è datato e oggi è tornato alla ribalta della cronaca grazie ad un articolo de L’Espresso che riporta fedelmente lo studio effettuato dalla Us Navy. Oggi quello studio è diventato materiale per un’interpellanza al Ministro dell’Ambiente e al Ministro della Salute da parte dei deputati di Sel. Gli esperti americani hanno individuato luoghi con “rischi inaccettabili per la salute” disseminati ovunque nelle due province, persino nel centro di Napoli. Per tali motivi scrivono che è impossibile indicare zone sicure dove risiedere: i pericoli sono dappertutto. Nelle due province non si deve abitare al piano terra, dove penetrano i veleni che evaporano dal terreno, e vanno evitate cantine o garage sotterranei. Inoltre lo studio individua delle zone “rosse” intorno a Casal di Principe, Villa Literno, Marcianise, Casoria e Arzano dove in pratica vietano di prendere casa: i rubinetti pescano da pozzi contaminati da composti cancerogeni e dal suolo escono gas micidiali mentre la concentrazione di discariche tossiche è troppo alta. Nei grandi complessi statunitensi di Capodichino e di Gricignano d’Aversa le minacce per la salute sono considerate “accettabili” solo “perché il personale vi resta in media per 2,2 anni e comunque per meno di sei anni”: una scadenza che non va superata. Dallo scorso giugno i contratti per tutti gli altri centri residenziali in Campania sono stati disdetti. Lo studio americano risalente ad alcuni anni fa e costato circa 30milioni di dollari per capire quanto fosse pericoloso vivere in Campania. Oggi i deputati Sel chiedono di “istituire una “task, force” di ricercatori multidisciplinare, al fine di avviare una seria e approfondita analisi critica dei dati disponibili, funzionale per la predisposizione di un piano di interventi e/o mitigazione dei rischi ambientali e sanitari, e per la bonifica di tutti i fattori di rischio riscontrati dalle ricerche dell’Us Navy e se non si reputi necessario assumere iniziative per provvedere nei limiti di competenza ad un campionamento delle acque destinate al consumo umano, non riferito ai normali parametri di potabilità, ma ricercando le sostanze denunciate nello studio americano esposto in premessa”.

    PUBBLICATO IL: 20 novembre 2013 ALLE ORE 10:58