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    STRAGE DI SAN GENNARO / Granato e Letizia provano a scansare l'ergastolo


        Stamattina, martedì, hanno rinunciato ai motivi di Appello, chiedendo solo l’applicazione delle attenuanti generiche. Strategia diversa per Setola e c. Ma il procuratore generale ha chiesto ai giudici della corte di Assise di Appello di Napoli la conferma del carcere a vita per tutti   CASTEL VOLTURNO - A 5 anni circa dalla […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Davide Granato e Giovanni Letizia

    Stamattina, martedì, hanno rinunciato ai motivi di Appello, chiedendo solo l’applicazione delle attenuanti generiche. Strategia diversa per Setola e c. Ma il procuratore generale ha chiesto ai giudici della corte di Assise di Appello di Napoli la conferma del carcere a vita per tutti

     

    CASTEL VOLTURNO - A 5 anni circa dalla strage di “San Gennaro”  compiuta a Castel Volturno, in località Ischitella, dal gruppo di fuoco di Giuseppe Setola, e nella quale morirono sei extracomunitari, la Corte di Assise di Appello, presieduta dal presidente Zeoli e dal giudice a latere dott. Ciampa, si è riunita stamane, martedì, in quanto all’ordine del giorno vi era, appunto l’udienza a carico di Giovanni Letizia (detenuto al 41bis) e degli altri componenti del commando dei setoliani, quali lo stesso Giuseppe Setola, Davide Granato e Alessandro Cirillo.

    Per l’episodio criminale avvenuto nella sartoria Ob Ob exotic fashions, i suddetti esponenti del gruppo criminale operante sul territorio di Castel Volturno, furono condannati all’ergastolo in primo grado. Oggi, nel contempo Giovanni Letizia  ha ammesso le proprie responsabilità su quella strage e lo stesso a fatto anche  Davide Granato, formalizzando, anche una rinuncia ai motivi principali dell’Appello e cioè della richiesta di assoluzione ed esclusione del delitto di strage, limitando il gravame al riconoscimento delle attenuanti generiche e alla esclusione dell’ergastolo.

    La difesa rappresentata dagli avvocati Giovanni Zannini, Elena Schiavone, Angelo Raucci e Romolo Vignola, in effetti, ha deciso di cambiare la propria strategia.

    Il procuratore generale, a questo punto, ha deciso di richiedere la conferma delle condanne sancite in primo grado ritenendo le confessioni rese, stamattina, in udienza, dagli imputati Letizia e Granato “tardive e mosse da finalità esclusivamente utilitaristiche quindi non conciliabili con un vero e proprio ravvedimento“.

    Il 26 marzo prossimo la parola passa ai difensori e si attende la sentenza.

    Massimiliano Ive

    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2013 ALLE ORE 17:10