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    SPECIALE CASERTACE – CAMORRA A SAN CIPRIANO, gli avvocati dell’ex sindaco Martinelli pronti a battersi in Appello. “Azzerati” i termini per la custodia cautelare preventiva. Braccio di ferro tra Dda e difesa sulla vicenda dei pizzini e sui favori ai clan


    Il professore Maiello sottolinea l’aspetto che l’ex fascia tricolore non era organica o interna ai Casalesi del gruppo Iovine… IN SINTESI LA VICENDA GIUDIZIARIA DAL GIORNO DEGLI ARRESTI ALLA CONDANNA IN PRIMO GRADO   di Massimiliano Ive SAN CIPRIANO D’AVERSA – Dopo quasi un anno e 11 mesi si è conclusa una vicenda giudiziaria nella quale […]

    Nelle foto, da sinistra l’ex sindaco Enrico Martinelli e il boss omonimo e cugino Enrico Martinelli

    Il professore Maiello sottolinea l’aspetto che l’ex fascia tricolore non era organica o interna ai Casalesi del gruppo Iovine… IN SINTESI LA VICENDA GIUDIZIARIA DAL GIORNO DEGLI ARRESTI ALLA CONDANNA IN PRIMO GRADO

     

    di Massimiliano Ive

    SAN CIPRIANO D’AVERSA – Dopo quasi un anno e 11 mesi si è conclusa una vicenda giudiziaria nella quale è coinvolto l’ex sindaco di San Cipriano di Aversa, Enrico Martinelli, condannato lo scorso 3 febbraio, al termine di un rito abbreviato dal Gup del tribunale di Napoli, Antonio Cairo, a 6 anni di carcere in quanto riconosciuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa con il clan dei Casalesi.

    Il pm antimafia Antonello Ardituro aveva chiesto, durante la sua requisitoria discussa il 5 novembre dello scorso anno la condanna dell’ex fascia tricolore a 8 anni per partecipazione diretta all’associazione camorristica e per aver favorito alcune ditte vicine al boss Antonio Iovine  ed al ras di San Cipriano, suo omonimo, Enrico Martinelli.

    L’AZZERAMENTO DEI TERMINI DELLA CUSTODIA CAUTELARE PREVENTIVA - Ebbene, oggi, gli avvocati che difendono l’ex sindaco di San Cipriano intendono affrontare due questioni, la prima riguardante la fase di custodia cautelare preventiva e la seconda pertinente il ricorso in Appello per la condanna subita in primo grado. I due binari giudiziari nel contempo, a seguito della sentenza emessa dal Gup Cairo si intersecano nel punto in cui, una volta emessa una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, si azzerano i termini previsti per la carcerazione preventiva e il conteggio, appunto degli stessi riparte dal giorno del pronunciamento del giudice. Quindi in base a quanto è previsto dalla procedura della carcerazione preventiva nel caso in specie, i termini si protrarranno per un anno circa, partendo dal giorno in cui è stata comminata la condanna dal Gup nella fase processuale, anche se le due vicende hanno due procedure diverse e sono due percorsi distinti nell’ambito della disciplina giudiziaria.

    Intanto gli avvocati della difesa potranno produrre un’istanza di scarcerazione che poi sarà valutata, appunto dal giudice, anche se è in corso un ricorso in Appello nella fase processuale. Di fronte a tale iniziativa la Dda potrebbe opporsi motivando le opportune ragioni del caso.

    Di fronte a tale scenario abbiamo avuto un colloquio telefonico col professore Maiello, uno dei difensori dell’ex sindaco di San Cipriano, Maritnelli, il quale ci ha tenuto a precisare a Casertace che il suo assistito: “Non è stato condannato  per partecipazione diretta alla fazione Iovione del clan dei Casalesi, ma per concorso esterno in quanto si è ritenuto che abbia  favorito nell’aggiudicazione di alcuni appalti lo stesso clan. Per il legale tale pronunciamento, per il quale fra 90 giorni verranno depositate le motivazioni, “Non indica che Martinelli fosse interno al clan….. “Non riusciamo comunque nel contempo a comprendere su quali basi, poi si possa ritenere che l’ex fascia tricolore abbia favorito i clan. Valuteremo il tutto attraverso la lettura delle motivazioni e siamo pronti a ricorrere in Appello, nonchè a presentare istanza di scarcerazione“.

     

    IL 30 APRILE 2013 L’EX SINDACO DI SAN CIPRIANO TORNA IN CARCERE - Di fronte a tale scenario giudiziario, va ricordato che all’ex sindaco Martinelli, il 30 aprile scorso fu notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli , poiché, appunto, ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso. Il Provvedimento, venne emesso in seguito all’annullamento operato dalla Corte di Cassazione con un’ordinanza di scarcerazione disposta in precedenza sempre dal Riesame nel maggio del 2012, successiva al provvedimento emesso nel mese di marzo dello stesso anno dall’Ufficio del Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale DDA per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, nei confronti del Martinelli e di altri 8 indagati tra cui anche Antonio Iovine.

    In tale frangente quindi venne annullata la scarcerazione dalla custodia cautelare preventiva in quanto, in base a quanto emerge da una nota stampa dell’Arma dei Carabinieri e della stessa Procura, pubblicata un anno fa vennero raccolti ” riscontri  dai militari dell’Arma, arricchiti da ulteriori elementi prova che hanno permesso al P.M. titolare dell’indagine di predisporre un articolata memoria che ha confermato la responsabilità del Martinelli circa il reato contestato”.

     

    LA VICENDA DEI PIZZINI PERNO DELL’INCHIESTA DELLA DDA - L’inchiesta della Dda sul caso Martinelli e non solo si è sviluppata e consolidata sull’analisi e sul ritrovamento dei pizzini che Enrico Martinelli, in questo caso ci riferiamo all’ esponente di spicco del Clan dei Casalesi, cugino e omonimo del sindaco Martinelli avrebbe trasmesso per dare ordini sulla presunta assegnazione degli appalti. All’epoca e precisamente nel giorno degli arresti, il 13 marzo 2012 emerse che il pizzino 32 ad esempio, venne considerato forse quello più importante, cioè l’elemento chiave di una vicenda giudiziaria, che, portò in carcere non solo l’ex fascia tricolore  di San Cipriano, ma anche il consigliere comunale Francesco Paolella e altre 6 persone.

    Nel pizzino in questione, scritto, secondo gli inquirenti, in un periodo che va dal 9 maggio 2007, data di approvazione di una delibera, in cui venivano assegnati una serie di importanti e molto ben remunerati lavori pubblici e il 29 agosto dello stesso anno, data in cui il boss Enrico Martinelli è stato arrestato a Fasano, in provincia di Brindisi; dicevamo, nel pizzino in questione, l’esponente di spicco dei Casalesi avrebbe impartito ordini ben precisi sulle persone a cui l’amministrazione comunale avrebbe dovuto assegnare determinati lavori: “Ora ti elengo(il boss Enrico Martinelli, evidentemente, non era né un fine dicitore, né un fine scrittore e la parola elenco la scrive con “g”, n.d.d.) tutti i lavori e chi li deve fare, per non creare malintesi”.Cimitero: Mastromenico”. Chiara l’indicazione del clan dei Casalesi a favore dei fratelli Mastrominico, notissimi imprenditori…. Così continua il pizzino: “Pip: Antonio Pagano Bambinone”e qui ci troviamo di fronte a un personaggio di importante rilievo criminale, da tempo, a sua volta, in carcere. Nell’operazione del 13 marzo 2012 finì in manette anche Pasquale Pagano, fratello di Bambinone.

     

    LA DIFESA METTE IN DISCUSSIONE LA VALENZA PROBATORIA DEI PIZZINI E MARTINELLI SI DIFENDE NELL’INTERROGATORIO DI GARANZIA - Il contenuto dei pizzini ovviamente è stato messo in discussione dalla difesa che intende sottolineare invece come lo stesso Martinelli abbia messo in cantiere iniziative contro la camorra. Lo stesso ex capo dell’esecutivo della città di San Cipriano il 16 marzo 2012, inoltre, decise di difendersi anche durante l’interrogatorio di garanzia tenutosi innanzi al gip  Oriente Capozzi,  Al riguardo vi riproponiamo uno stralcio dell’articolo dell’epoca:

    “Gli appalti? Chiamavo i carabinieri quando c’erano le gare d’appalto,venivano assegnate in loro presenza”.   “Chiedo ai giudici di verificare se durante la mia amministrazione sono state vinte gare dalle imprese che il latitante cita nei suoi bigliettini.Nessuna delle imprese vincitrici poteva essere solo sospettata diavere collusioni con la camorra. Non ho, inoltre, intrapreso alcuna corrispondenza con il mio omonimo”. Martinelli ha poi elencato le sue iniziative amministrative, come sindaco, contro il clan dei Casalesi:
    “Ho ottenuto i finanziamenti per 500 mila euro per la creazione di una nuova caserma dei carabinieri a San Cipriano d’Aversa, presidio di sicurezza e legalita’, ho dato ordine disgomberare le famiglie che occupavano i beni confiscati alla camorra per rimetterli a disposizionedella comunita’, ma tutte queste cose sono confermate dall’accoglimento del mio ricorso al decreto di scioglimentodella mia amministrazione, da parte del Consiglio di Stato, permancanza di presupposti”.

     

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 7 febbraio 2014 ALLE ORE 23:40