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    Spara e ferisce un suo rivale. Stanato in una masseria. Arrestato 36enne di S.MARIA la FOSSA


    Giovanni Parente ha esploso una fucilata a terra. I pallini sono rimbalzati e hanno colpito le gambe del pregiudicato Guglielmo Mirra. L’uomo è stato ammanettato dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta S.MARIA LA FOSSA – All’alba di stamattina, a seguito di ricerche prolungatesi tutta la notte, la Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice […]

    Nella foto Giovanni Parente e il fucile che ha usato per sparare

    Giovanni Parente ha esploso una fucilata a terra. I pallini sono rimbalzati e hanno colpito le gambe del pregiudicato Guglielmo Mirra. L’uomo è stato ammanettato dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta

    S.MARIA LA FOSSA – All’alba di stamattina, a seguito di ricerche prolungatesi tutta la notte, la Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore dr. Alessandro Tocco, ha arrestato, in flagranza di reato, per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da sparo alterata, Giovanni PARENTE , nato a Capua il 20.09.1977, residente a S. Maria la Fossa, con precedenti di polizia.

    Il giovane, per futili motivi, poco dopo la mezzanotte, aveva esploso due colpi, con un fucile da caccia modificato, all’indirizzo del pregiudicato  Guglielmo Antonio Luigi MIRRA, nato a S. Maria la Fossa il 21.06.1952. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Giovanni PARENTE , aveva atteso sotto la sua abitazione la vittima e, dopo averla affrontata, accusandola di un gesto sgarbato che avrebbe compiuto alcuni giorni fa nei suoi confronti, aveva prelevato dalla vettura a lui in uso un fucile da caccia, con le canne mozzate ed il calcio modificato, e aveva esploso sul selciato, vicino ai piedi del malcapitato, due colpi. Poi, mentre il MIRRA si trovava a terra, ferito di rimbalzo dalla scarica di pallini, l’aggressore lo colpiva ripetutamente al capo con il calcio dell’arma, causandogli profonde ferite lacero contuse.

    L’immediato intervento, presso l’Ospedale S. Sebastiano di Caserta dove il MIRRA era stato subito trasportato per le ferite, prima di una “Volante”, e subito dopo degli investigatori della Squadra Mobile, permetteva di ricostruire la dinamica del grave episodio delittuoso e di individuarne il responsabile. Pertanto, con l’ausilio di equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale, del Reparto Prevenzione Crimine e del Comm. to di P.S. di Castel Volturno venivano effettuate irruzioni e perquisizioni presso l’abitazione di Giovanni PARENTE e dei suoi familiari, ubicate tra le campagne di Santa Maria la Fossa, che, inizialmente, sortivano esito negativo. La battuta, poi, veniva estesa alle masserie che si trovavano nelle vicinanze, poiché la vettura utilizzata per la fuga, appartenente ad un fratello dello sparatore, veniva rinvenuta presso la sua abitazione.

    Poco dopo le 07.00,  Giovanni PARENTE veniva stanato in una masseria, dove si trovava anche la madre, che assisteva un’anziana congiunta, nascosto in un sottoscala, innanzi alla cui porta era stata posizionata una grossa panca. I poliziotti recuperavano anche l’arma utilizzata, una doppietta, a cui erano state segate le canne ed il calcio, trasformandola in un micidiale fucile a canne mozze, all’interno del quale erano ancora alloggiate le due cartucce esplose.

    Il fucile, insieme ad altri due rinvenuti nell’abitazione di PARENTE Giovanni, apparteneva al defunto padre, e risultava regolarmente denunciato.

    Pertanto, il giovane veniva arrestato in flagranza di reato e, dopo le formalità di rito, associato presso la Casa Circondariale N.C. di S. Maria C.V. a disposizione della Procura di S. Maria C. V.

    PUBBLICATO IL: 26 maggio 2013 ALLE ORE 11:09