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    SESSA AURUNCA – Al museo nominato Crimaco, con i buoni uffici di Carlo Loffredo. Ma il direttore è stato travolto da una inchiesta giudiziaria sugli scavi di Pompei


    Il voto di Loffredo, per la cronaca, è stato decisivo per la sopravvivenza dell’amministrazione comunale. SESSA AURUNCA - Potrebbe trasformarsi, o forse lo è già, in un autogol dell’Amministrazione Tommasino la nomina a Direttore del costituendo Museo civico di Sessa Aurunca di Luigi Crimaco. Nomina a quanto pare fortemente voluta da ambienti politici e familiari […]

    Nelle foto, da sinistra, Luigi Crimaco e il Sindaco Tommasino

    Il voto di Loffredo, per la cronaca, è stato decisivo per la sopravvivenza dell’amministrazione comunale.

    SESSA AURUNCA - Potrebbe trasformarsi, o forse lo è già, in un autogol dell’Amministrazione Tommasino la nomina a Direttore del costituendo Museo civico di Sessa Aurunca di Luigi Crimaco. Nomina a quanto pare fortemente voluta da ambienti politici e familiari vicini al consigliere comunale Carlo Loffredo che, guarda caso, nonostante molte affermazioni critiche, espresse nei confronti del Sindaco e dell’amministrazione, ha poi votato il bilancio martedi sera.

    Ma andiamo con ordine.  Con delibera di giunta comunale n. 155 del 26 settembre 2013 si votava la “procedura di nomina del direttore del museo civico di Sessa Aurunca”.  Consultando la stessa, si legge che approvato il regolamento del museo con precedente delibera n. 43 e vista l’assenza nella pianta organica dell’Ente della figura professionale in questione è possibile sopperire con la nomina di un responsabile scientifico esterno. Quindi nella stessa delibera si vota anche un avviso pubblico cui possono partecipare tutti i soggetti interessati con dei particolari titoli e requisiti. E’ qui che iniziano a sorgere tantissimi dubbi alcuni dei quali sollevati anche su pagine locali di Facebook. Tra i requisiti di ammissione al punto 4 dell’art 1 si chiede chiaramente che il candidato deve “ non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso”. All’art 4 invece si legge chiaramente che la mancanza di uno solo dei requisiti di ammissione previsti dal bando è motivo di esclusione.  Al di là del corposo curriculum professionale presentato dal Crimaco, cliccando su un semplice motore di ricerca e digitando nome e cognome dell’interessato, di colpo compaiono sullo schermo del pc numerosi articoli di testate nazionali ( Corriere della Sera, Il giornale ecc) che individuano il Crimaco come responsabile presunto di una frode allo Stato di circa 700mila euro perpetrata in qualità di City Manager degli scavi di Pompei.  Leggendo attentamente i vari link si scopre un ordinanza della Corte dei Conti , la n. 241 del 2011 dove oltre al sequestro cautelativo di beni per circa 700mila euro si legge testualmente: “ Il Requirente, nella domanda introduttiva del procedimento cautelare ed a fondamento della medesima, ha riferito di aver avuto notizia, in relazione ad una vertenza iniziata a seguito del crollo della schola armatorum juventis pompeiani e dei successivi articoli di stampa relativi a tale evento, di una indagine penale intrapresa nei confronti di 266 persone, tutte dipendenti dalla predetta Soprintendenza. L’aspetto fattuale della vicenda su cui s’innesta l’azione di responsabilità erariale è la medesima venuta all’attenzione del giudice penale, ancorché il procedimento in esame abbia ristretto gli ambiti della contestazione soltanto ai componenti del Consiglio di Amministrazione della predetta Soprintendenza. Invero, con nota prot. PR84/2011P del 4 Gennaio 2011 (di cui all’allegato n. 3 del fascicolo di Procura), venivano espressamente riferiti e successivamente acquisiti (cfr. relazione contenuta nella nota prot. n. 97797/11 del 21 Febbraio 2011) elementi documentali relativi al procedimento penale instaurato sulla scorta della ricezione di un esposto anonimo riguardante presunti abusi perpetrati dalla Soprintendenza degli Scavi Archeologici di Pompei (NA) nei confronti di ex dipendenti (pensionati), i quali asserivano che, a seguito di accordi sindacali, venivano stanziate ingenti somme di danaro al fine di retribuire straordinari non pagati ed ormai prescritti, effettuati dal 1988 al 1996 (v. nota, ivi richiamata, n. 198537 del 7/4/2009, con la quale detto Comando comunicava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata ipotesi di notizia di reato di truffa aggravata commessa da più persone in concorso tra loro, ex artt. 110 e 640, co. 2, c.p., nei confronti sia dei beneficiari delle somme elargite, sia del dott. Crimaco, ritenuti presunti responsabili. Dalla lettura di questi atti si evince chiaramente che il Crimaco ad oggi è sottoposto a procedimento penale e quindi ci chiediamo. Ma il sindaco che ha firmato il decreto di nomina ha controllato che il Crimaco era in possesso dei requisiti richiesti o ha pensato solo ai voti per il bilancio? E poi il concorso di nomina effettiva previsto dall’articolo 5 del regolamento del Museo quando si farà? Perché contestualmente alla nomina non è stata anche modificata la pianta organica per introdurre questa nuova figura professionale?

    Antonio Lovato

    PUBBLICATO IL: 16 novembre 2013 ALLE ORE 15:57