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    Sequestrata la nuova grande azienda di Pasquale Pirolo. Guadagni a sei zeri nella bonifica ambientale


      Gli uomini del servizio anticrimine della Questura di Caserta hanno posto i sigilli alla Eco-Art, nella quale, secondo gli inquirenti erano affluite molte delle risorse uscite dalle proprietà recentemente sequestrate e confiscate all’imprenditore considerato vicino al clan dei casalesi.   Caserta – Nel corso della mattinata, gli investigatori della Sezione Accertamenti Patrimoniali della Divisione Anticrimine della […]

     

    Gli uomini del servizio anticrimine della Questura di Caserta hanno posto i sigilli alla Eco-Art, nella quale, secondo gli inquirenti erano affluite molte delle risorse uscite dalle proprietà recentemente sequestrate e confiscate all’imprenditore considerato vicino al clan dei casalesi.

     

    Caserta – Nel corso della mattinata, gli investigatori della Sezione Accertamenti Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Caserta, in Cesano Maderno, hanno dato esecuzione ad un decreto che dispone il sequestro di prevenzione, funzionale alla confisca, emesso ai sensi della normativa antimafia dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria C. V., nei confronti delle quote sociali e dei beni aziendali della società ECO-ART s.r.l., con sede legale in Cesano Maderno, avente quale oggetto sociale attività di bonifica ambientale in genere. Il provvedimento rappresenta il frutto del costante e continuo impegno investigativo della Polizia di Stato di Caserta, sotto l’egida della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale sammaritano, nei confronti di  Pasquale Pirolo, nato a Curti, il 13.11.1949, da tempo formalmente residente in Spagna, ritenuto storico imprenditore di riferimento del clan “dei casalesi”, il quale, secondo recenti indagini, nonostante fosse stato colpito negli ultimi due anni da analoghi provvedimenti di sequestro di prevenzione che, in successione, hanno riguardato imprese e società allo stesso riconducibili, per un valore di svariate decine di milioni di euro, non aveva affatto arrestato la propria intraprendenza imprenditoriale. Infatti, le indagini hanno appurato cointeressenze e legami parentali tra amministratori e soci della società ECO ART, costituita solo lo scorso settembre, e soggetti contigui al clan “dei casalesi” e collegati allo stesso Pirolo da interessi imprenditoriali relativi alle società allo stesso sequestrate in precedenza. Le indagini hanno evidenziato la volontà di realizzare, attraverso la costituzione della ECO-ART, quei progetti imprenditoriali interrotti proprio dalle misure patrimoniali che avevano colpito Pirolo ed i suoi soci negli ultimi due anni. In particolare, tali progetti riguardavano lo sviluppo, attraverso la ECO-ART, di una particolare tecnologia che avrebbe reso particolarmente remunerativa la bonifica ambientale di siti contaminati da rifiuti organici, peraltro beneficiando di ingenti finanziamenti nazionali e comunitari. L’obiettivo imprenditoriale sarebbe stato quello di applicare tale tecnologia ed i sistemi di bonifica sviluppati dalla ECO-ART nella opere di decontaminazione di discariche e nella depurazione delle acque reflue dei caseifici insistenti nel territori casertano, sfruttando sofisticate tecnologie di recente sperimentate dall’Università di Modena ed in corso di brevettazione. Quindi, proprio l’elevata concentrazione di allevamenti bufalini nel casertano avrebbe rappresentato il principale fronte di impiego di tali sistemi di bonifica e quindi di ingenti e lauti guadagni a colui che è ritenuto storicamente uno degli imprenditori di riferimento del “clan dei casalesi”.

    Pertanto, nonostante il valore commerciale della ECO-ART s.r.l non sia di particolare rilievo, il sequestro patrimoniale de quo ha impedito alla citata associazione mafiosa di acquisire un vero e proprio monopolio di fatto, anche di tipo tecnologico, nella materia della depurazione delle acque reflue prodotte da caseifici, e della bonifica ambientale delle discariche, con prevedibili ricavi stimabili in diversi milioni di euro, derivanti anche dalla possibilità di beneficiare della elargizione di contributi nazionali ed europei, previsti per analoghe attività nel mezzogiorno d’Italia. La particolarità, inoltre, dell’attuale provvedimento cautelare è da ricercarsi anche nel fatto che la ECO-ART s.r.l sarebbe stata costituita durante il procedimento in questione, allo scopo di proseguire, nonostante l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura, le attività del gruppo criminale di riferimento, attraverso soggetti incensurati, alcuni dei quali legati da rapporti di parentela con persone già coinvolte nei precedenti sequestri ed interessati dalle correlate indagini.

    PUBBLICATO IL: 16 gennaio 2013 ALLE ORE 19:26