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    Scandalo lavori “pilotati” al porto di Genova, coinvolto anche il responsabile legale dell’azienda casertana EdilAtellana


      Due ditte sarebbero, secondo la Procura, sono state favorite da funzionari dell’Autorità portuali Caserta - Abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato e falso. Questi i reati per cui il pm della procura di Genova Emilio Gatti ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque funzionari, ex dirigenti e imprenditori che sarebbero coinvolti in […]

    Nella foto, il porto di Genova

     

    Due ditte sarebbero, secondo la Procura, sono state favorite da funzionari dell’Autorità portuali

    Caserta - Abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato e falso. Questi i reati per cui il pm della procura di Genova Emilio Gatti ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque funzionari, ex dirigenti e imprenditori che sarebbero coinvolti in un giro di assegnazioni di lavori “pilotati” per l’adeguamento e la modifica del porto di Genova. Gli appalti presi in considerazione dalla procura riguardano gli anni precedenti il 2009.

    Gli indagati sono l’ex responsabile dell’ufficio gare e appalto dell’Autorita’ portuale di Genova e attualmente responsabile dei dragaggi, Erido Moscatelli, ex segretario generale dell’Autorita’ portuale di Genova, Bruno Boetto, funzionario dell’Autorita’ portuale di Genova, Sabrina e Maurizio Bongini (titolari della ditta “Bongini & C srl”) e Giovanni Santoro (legale rappresentante della “EdilAtellana“, cooperativa con sede ad Orta di Atella). Oltre alle cinque persone fisiche, nella richiesta di rinvio a giudizio ci sono anche le due stesse societa’ coinvolte. Il falso e’ contestato solo a Pieracci e Boetto. La decisone sul rinvio a giudizio degli imputati spetta al gip Massimo Cusatti.

    I difensori degli imputati sono Stefano Savi, Sabrina Franzone, Carlo Biondi, Massimo Boggio e Massimo Ceresa Gastaldo. Il pm Gatti ipotizza che siano state favorite le due ditte da funzionari dell’Autorita’ portuale, in particolare nei lavori di ristrutturazione degli uffici della Dogana nell’edificio in concessione alla “Csm spa”. Il primo appalto per la ristrutturazione dell’opera era stato “rinverdito”, sempre secondo la procura, da una serie di opere supplementari – talvolta inesistenti – oltre alle previste ed i pagamenti sarebbero stati effettuati con denari non destinati all’opera in questione. Le opere sarebbero state affidate, in base agli accertamenti della procura, alle stesse due ditte oggetto di indagine e per cui oggi viene chiesto il processo. Due le gestioni dell’Autorita’ portuale che si sono susseguite nel periodo preso in esame dalla procura, fino al 2008 con il presidente Giovanni Novi e dal 2009 con il presidente Luigi Merlo, entrambi ritenuti estranei ai fatti dagli inquirenti.

    PUBBLICATO IL: 23 novembre 2012 ALLE ORE 17:58