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    S.MARIA LA FOSSA. Sparò ad un suo concittadino: accettata l’istanza di scarcerazione domiciliare


    Si tratta di Giovanni Parente, condannato, con giudizio abbreviato, in primo grado a 2 anni e 4 mesi. Il 37enne è difeso dall'avocato Paolo Raimondo

    Nella foto Parente

    Nella foto Parente

    S.MARIA LA FOSSA-  La Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore  Alessandro Tocco, il 26 maggio scorso, aveva arrestato, in flagranza di reato, per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da sparo alterata, Giovanni PARENTE.

    Il 37enne, stando alla nota stampa diffusa dalla polizia, “poco dopo la mezzanotte, aveva esploso due colpi, con un fucile da caccia modificato, all’indirizzo di  Guglielmo Antonio Luigi MIRRA.” Secondo la ricostruzione degli investigatori, Parente “aveva atteso sotto la sua abitazione la vittima e, dopo averla affrontata, accusandola di un gesto sgarbato che avrebbe compiuto alcuni giorni fa nei suoi confronti, aveva prelevato dalla vettura a lui in uso un fucile da caccia, con le canne mozzate ed il calcio modificato, e aveva esploso sul selciato, vicino ai piedi del malcapitato, due colpi”

    In primo grado Parente, difeso dall’avvocato Paolo Raimondo, è stato condannato, con giudizio abbreviato, a 2 anni e 4 mesi di reclusione (la Procura aveva chiesto, invece, una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione). L’appello si svolgerà , presso la VI sezione penale del tribunale di Napoli, a maggio. Intanto i giudici hanno accettato l’istanza di scarcerazione domiciliare presentata dal legale Raimondo: ora Giovanni Parente, precedentemente ristretto  al carcere di S.Maria C.V,  potrà risiedere presso la sua abitazione di S.Maria la Fossa.

     

    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2014 ALLE ORE 20:51