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    S. MARIA C.V. – La vergogna delle cartelle pazze. Tutti i responsabili, gli amministratori da 15 anni ad oggi. E Sorà è il più responsabile di tutti.


      Dopo qualche giorno, rovistando nei nostri articoli, siamo riusciti a fare un quadro lucido e definitivo sulla vicenda che nasce ai tempi di Iodice sindaco e Stellato vice sindaco e tocca tutti i conflitti che hanno connotato il rapporto tra la Gosap e l’amministrazione. IN CALCE ALL’ARTICOLO, UN ALTRO NOSTRO SCRITTO RISALENTE AL 1 […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Giuseppe Stellato, Enzo Iodice, Giancarlo Giudicianni e Biagio Di Muro

    Dopo qualche giorno, rovistando nei nostri articoli, siamo riusciti a fare un quadro lucido e definitivo sulla vicenda che nasce ai tempi di Iodice sindaco e Stellato vice sindaco e tocca tutti i conflitti che hanno connotato il rapporto tra la Gosap e l’amministrazione.

    IN CALCE ALL’ARTICOLO, UN ALTRO NOSTRO SCRITTO RISALENTE AL 1 SETTEMBRE 2008

     

    S. Maria C.V. – La vicenda delle cartelle pazze è solo l’ennesimo riscontro del malgoverno della città del Foro degli oltre ultimi 15 anni , malgoverno che per forza di cose investe anche l’attuale sindaco che da quel tipo di gestione non ha voluto discostarsi e che invece, contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale, ha abbracciato ad occhi chiusi. Ed oggi , anche se non ha colpa diretta dei disguidi che stanno avvenendo,  non può in nessun modo distinguersi da chi lo ha preceduto, anche perchè chi lo ha preceduto oggi parla in suo nome, senza averne alcun titolo politico, come capita per le diverse castronerie pronunciate da Antonio Scirocco, persona rispettabilissima, ma politicamente impresentabile, dato che ha cavalcato tutte le maggioranze ed ha avuto gravi responsabilità politiche anche nella precedente amministrazione-Giudicianni.

    I problemi di oggi risalgono all’Amministrazione Iodice e all’affidamento della riscossione dei tributi comunali, poi inficiato dal Tar, alla Gosaf.

     

    Ricordiamo che al tempo il sindaco Giudicianni coadiuvato dal suo fido dirigente Agostino Sorà (commercialista legato sia a Giudicianni che a Michele Castaldo prima vice sindaco di Giudicianni e poi suo general manager ) non sognò neanche minimamente di esonerare subito la Gosaf , nonostante questi futuri eventuali problemi fossero stati paventati da più parti: ovvio che la Gosaf abbia omesso di comunicare in modo preciso le riscossioni effettuate visto che nonostante gli impegni dei tanti amici che avevano fatto sì che quell’incarico andasse proprio alla Gosaf non sono riusciti, se non per un lungo periodo di proroga a confermargli l’attribuzione dei servizi.

    Certo neanche Giudicianni era responsabile diretto di quell’attribuzione avvenuta quando il sindaco era Enzo Iodice e vicesindaco Stellato, ma Giudicianni di quell’amministrazione era parte integrante tanto è vero che per un periodo ne è stato assessore per poi diventare presidente della STU ( la società di trasformazione urbana messa finalmente in liquidazione dal commissario prefettizio perchè utile solo a foraggiare il consiglio di amministrazione e la segretaria sorella dell’allora sindaco di Marcianise, Fecondo ) ed ha dimostrato di esserne il prolungamento quando ha temporeggiato il più possibile prima di dare seguito alla decisione degli organi giudiziari .

    Minimo comune denominatore del pasticcio Gosaf è il P.D. e oggi più di ieri Stellato, essendo gli altri soggetti responsabili trasmigrati dal Pd. all’ UDC (Enzo Iodice) al Pdl (Campochiaro) al pensionamento (Pasquale Zito) e per quanto riguarda invece la regolarità dell’iter amministrativo il segretario Comunale De Nisi.

    Sorà, invece, avrebbe , in qualità di dirigente dovuto anticipare i controlli sugli introiti dei tributi avvenuti attraverso la Gosaf ,avrebbe dovuto controllare le entrate avvenute e la regolarità nelle incombenze in capo alla Gosaf stessa, oggi, probabilmente non assisteremmo all’invio di cartelle inutili.

    Se a causa di tali disguidi di comunicazione tra l’ente riscossore e il Comune vi siano state delle voci falsate nei bilanci comunali, questi non riguarderanno di certo solo quello appena approvato bensì quelli precedenti essendo sicuramente state riportate le stesse voci di pagamento o da riscuotere

    Probabilmente le fonti più credibili in merito ad eventuali conti taroccati sono proprio Giudicianni e Castaldo che ben conoscono le entrate e le uscite dell’Ente Comunale degli anni di loro competenza

    Ma il sindaco Biagio Di Muro, con il suo appiattimento alla politica del PD e con la politica del chiudere gli occhi pur di sedere in poltrona è, oggi responsabile anche di questo e cioè del fatto che Giudicianni e compagni (Campochiaro, Fabio Monaco , Gaetano Di Monaco e i ribaltonisti del pdl ) si spogliano delle loro responsabilità per addossargliele interamente

    Gianluigi Guarino

     

    QUESTO IL TESTO DEL NOSTRO ARTICOLO PUBBLICATO DA CASERTACE IL  1 SETTEMBRE 2008 SULL’INTRIGO GOSAP

    Gosaf, il mistero dei 300mila euro e il blitz alla San Giorgio di Giudicianni e Capobianco

    S. Maria C. V. – Trecentomila euro. Quasi seicento milioni di vecchie lire. Negli uffici di un qualsiasi Comune non è certo inusuale sentir parlare di quattrini e sentir pronunciare cifre a quattro, cinque o sei zeri. Rappresenta, in pratica, il pane quotidiano di chi è stato delegato o, anche, di chi delegato non è stato, ma lo stesso amministra la cosa pubblica. Ma questa invocazione – evocazione dei trecentomila euro sta saltando fuori, in questi giorni a Santa Maria Capua Vetere, con una frequenza molto più fitta rispetto al normale tran tran delle cifre riguardanti o allegate ad atti amministrativi più o meno importanti. Gioacchino Rossini, nel suo “Barbiere”, connotando uno degli aspetti principali della calunnia, faceva cantare che la medesima è “un venticello” che, tra le altre cose, facilissimamente e rapidissimamente, “salta di loco in loco….e nelle orecchie della gente incomincia a sussurrar”. Ma il mondo del “Barbiere di Siviglia”, raccontato dal grande concittadino di Valentino Rossi, è ben diverso da quello in cui si trova immersa la città di Santa Maria Capua Vetere. In questo caso, quando una voce “salta di loco in loco”, precedenti alla mano e come dimostra, dunque, una solida casistica, vuol dire che non è calunnia, ma uno spiffero di verità o, quanto meno, di mezza verità. Trecentomila euro e la Gosaf, che è l’azienda sannita che qualche anno fa, grazie anche all’entusiastica considerazione che l’allora dirigente ai Tributi Pasquale Zito nutriva per la qualità e la quantità dell’offerta (pubblica, naturalmente!) fatta dal saticulano (cioè nativo di Sant’Agata de’ Goti) Vincenzo Piccoli, si aggiudicò il remuneratissimo incarico novennale dell’organizzazione, della gestione e dell’esazione dei tributi comunali. Cosa c’entrino questi 300mila euro, di cui si parla con insistenza a palazzo Lucarelli, con quest’appalto lo dovremmo “scoprire vivendo”, soprattutto se chi scrive avrà il tempo per applicarsi un po’ di più a questo caso che diventa sempre più interessante. Per il momento, ci limitiamo a dire che questa storia dei 300mila, legati non si sa ancora a che cosa, è saltata fuori all’indomani di una tempestosa visita fatta dall’imprenditore sannita Piccoli, “una scarpa grossa e cervello fino” mica da niente, titolare della Gosaf, al Comune di Santa Maria all’indomani del verdetto negativo del Consiglio di Stato sulla gara che la società caudina si era aggiudicata a spese dell’Associazione temporanea, costituita da altri due campioni dell’esazione: la casertana Teleservizi, che nacque anni fa da un’idea dell’allora imprenditore del settore rifiuti Nicola Ferraro, divenuto poi consigliere regionale Udeur, e della settentrionalissima San Giorgio, società anch’essa presente su questo territorio con significativi incarichi, come nella parte finale di quest’articolo, andremo a specificare.Ma ora procediamo per ordine: Piccoli è incazzato nero. Il suo colloquio con il sindaco Giudicianni è stato, a dir poco, tempestoso. Per il momento, ci ha perso una barca di quattrini e per di più, come ha sottolineato nei giorni scorsi il consigliere comunale del Mpa, Gaetano Rauso, ha dovuto imbarcare una serie di ragazzotti raccomandati dai politici locali che ora rischiano di rimanergli sul groppone.Insomma, per Giudicianni si tratta di una vera e propria patata bollente. Provvidenziale, dunque, è apparso il contributo che gli sta fornendo per dipanare la matassa, il consigliere Enrico Monaco, che, in qualche modo, osserva tutte le operazioni anche per nome e per conto dell’ormai ex dirigente Pasquale Zito, padre, quanto meno putativo, dell’intera operazione Gosaf. Si cerca una soluzione. E questa potrebbe arrivare qualora la Teleservizi e la San Giorgio abbassassero i loro fucili da tempo puntati su quell’incarico, che hanno, dal primo momento, considerato illegittimo, e con cui hanno impallinato Vincenzo Piccoli, prima presentando e poi vincendo il ricorso al Consiglio di Stato. E veniamo, allora, come promesso, alla San Giorgio, che a Caserta fa rima con Franco Capobianco, assessore provinciale alle Attività produttive e grandissimo estimatore della qualità e, ovviamente, della quantità dei servizi erogati dalla società ligure. E siccome la Liguria, specialmente in agosto, è bellissima, quale migliore contingenza temporale di questa per non approfittare dell’occasione? Capobianco e Giudicianni, questa strana coppia dell’estate, che, tra le altre cose, dovrebbe essere politicamente rappresentativa di posizioni agli antipodi nel Pd, sarebbero volati insieme nella sede nazionale della San Giorgio. Obiettivo: affrontare l’intricato nodo della gara di Santa Maria, demolita dal Consiglio di Stato e, nel contempo, stabilire un rapporto con un sindaco, qual è Giudicianni, di una città importante delle nostre parti, luoghi in cui la San Giorgio ha guadagnato negli ultimi anni un bel po’ di quattrini grazie agli incarichi incassati dagli enti locali. E qui termina la seconda e, per ora, ultima puntata della vicenda Gosaf. E’ chiaro che di racconti ed ulteriori capitoli ce ne saranno altri, visto, che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, non si capisce bene chi, come e quando si occuperà della delicatissima funzione di gestire il pagamento dei tributi nella città del foro. E poi, c’è quella cosa dei 300mila euro che ci ronza nelle orecchie!!!. Autore: Gianluigi Guarino – Fonte: www.casertace.it

     

     

    PUBBLICATO IL: 22 novembre 2012 ALLE ORE 20:25