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    S.MARIA C.V. – “Grillo camorrista” candidò il genero e fece carte false a favore di di Muro in campagna elettorale. Polemiche in vista e un paio di nostre riflessioni


      Più di un anno fa molto si discusse in città quando l’imprenditore marcianisano fu indagato per la prima volta per camorra. Le possibili giustificazioni del Primo Cittadino, ma anche del Pdl, che a quelle elezioni, invece, candidò Salzillo, e la nostra spiegazione sulla non serietà delle stesse giustificazioni.     SANTA MARIA CAPUA VETERE […]

    Nelle foto, Grillo, Di Muro e Salzillo

     

    Più di un anno fa molto si discusse in città quando l’imprenditore marcianisano fu indagato per la prima volta per camorra. Le possibili giustificazioni del Primo Cittadino, ma anche del Pdl, che a quelle elezioni, invece, candidò Salzillo, e la nostra spiegazione sulla non serietà delle stesse giustificazioni.

     

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - L’arresto, ma, soprattutto, l’accusa di associazione camorristica, appioppati all’imprenditore di Marcianise Angelo Grillo, sono destinati a rinfocolare la polemica politica, già molto aspra, dopo il tentativo fallito delle firme, non in numero sufficiente per mandare a casa il sindaco di Muro grazie soprattutto all’opera persuasiva, svolta anche nei confronti del consigliere comunale di Monaco, dall’altro consigliere Alfonso Salzillo, pesantemente indagato per presunti, gravi fatti di camorra.

    Quando più di un anno Angelo Grillo rischiò il carcere in un’altra inchiesta della Dda, relatica al clan Belforte, l’opposizione al sindaco di Muro, attaccò con durezza, ricordando il grande e pesante impegno che Grillo aveva svolto durante la campagna elettorale delle ultime elezioni comunali proprio a favore di di Muro, con larga profusione di mezzi anche materiali, come le auto della sua impresa di security,, a fare bella mostra in città e ad essere utilizzato anche il vettovagliamento dell’esercito di rappresentanti di lista. Ricordiamo bene, noi di casertace, che queste volte le abbiamo seguite con religiosa attenzione, che lo stesso Angelo Grillo reagì a quelle accuse con un manifesto, all’interno del quale ribadiva le ragioni del suo appoggio alla candidatura a sindaco di Biagio di Muro. Va anche detto a riguardo che Grillo candidò anche il genero, un certo Piccirillo, in una delle liste a sostegno di di Muro.

    Insomma, dopo che Salzillo che a quelle elezioni, per amor di verità, fu candidato nel Pdl, ha cambiato bandiera, salvando dalla capitolazione il sindaco e l’amministrazione, un’altra vicenda imbarazzante coinvolge il Primo Cittadino. E non è sufficiente dire e dimostrare che Grillo non ha avuto mai a che vedere con l’amministrazione attiva, non basta neppure affermare che nella primavera del 2011 Grillo non era indagato. L’etica della responsabilità, l’etica politica minima, che non c’entra nulla con le vicende giudiziarie, rende necessaria una valutazione a monte che non può riguardare solo il certificato penale o il casellario giudiziario. Ovviamente e ancora più assordante è il silenzio dei sedicenti campioni della legalità, cioè delle anime belle del Pd, le quali continuano a sbandierare ai quattro venti la loro dialettica precotta, salvo poi non proporre nemmeno una riflessione su fatti come questi e su appoggi elettorali come quello che Grillo ha dato a Biagio di Muro. Ovviamente ancora più grave è il silenzio del Pd dell’avvocato Stellato, di Camilla Sgambato, della Pina “tutta di un pezzo” rispetto al ruolo svolto da Salzillo, indagato per camorra nell’operazione di salvataggio dell’amministrazione.

    Quello che abbiamo imputato al sindaco per Grillo, nel caso di Salzillo prevede la presenza di un coimputato e cioè il pdl locale che, ribadiamo, Salzillo lo candidò nelle sue liste. Anche in quel caso l’obiezione sarebbe la stessa: non era indagato. Anche per quel caso la nostra risposta è la stessa: il casellario giudiziario è una cosa, l’etica politica e la selezione della classe dirigente funzionale alle ragioni della vera legalità, non di quelle stronzate demagogiche che vanno ripetendo, come in un disco rotto quelli del Pd, sono tutta un’altra cosa.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 9 novembre 2013 ALLE ORE 16:38