Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    Riecco il “prezzemolino” Carlo Sarro: “Gira torno torno” per fare il coordinatore provinciale. E i caldoriani lo mettono in pole position


        Nulla di nuovo sotto il cielo. Le attitudini, il modus operandi sono sempre gli stessi. L’ambiguità politica diventa un sistema CASERTA – Il Governatore Caldoro si è ricordato sabato mattina che esistono anche le zone interne della Campania. Manco a dirlo, lo ha appurato quando un paio di consiglieri regionali irpini di Forza Italia, […]

     

     

    Nelle foto, Carlo Sarro, Stefano Caldoro e Pio Del Gaudio

    Nulla di nuovo sotto il cielo. Le attitudini, il modus operandi sono sempre gli stessi. L’ambiguità politica diventa un sistema

    CASERTA – Il Governatore Caldoro si è ricordato sabato mattina che esistono anche le zone interne della Campania. Manco a dirlo, lo ha appurato quando un paio di consiglieri regionali irpini di Forza Italia, cioè Nappi e la Ruggiero hanno deciso di mollare lui e Giggino Cesaro per fondare, insieme ad altri 7 colleghi il gruppo di Forza Campania. Insomma, nessun atto di sensibilità e di nobiltà istituzionale, nessuna volontà reale di essere il presidente dell’intera Campania e non solo di Napoli e provincia.

    Solo un’operazione di diplomazia politica per cercare di recuperare Nappi e la Ruggiero. Non sappiamo se l’operazione sia riuscita, ma possiamo immaginare ciò che Caldoro, il quale fila d’amore e d’accordo con Cesaro e il figlio di Cesaro che, bontà sua, considera presentabili, a differenza di quella che sarebbe l’impresentabilità di Cosentino, ha offerto ai due: il coordinamento provinciale di Avellino, attraverso cui Nappi e la Ruggiero pugnalerebbero alle spalle Cosimo Sibilia.

    Per quanto riguarda le altre province, a Salerno il nome che si fa è quello di Mara Carfagna. Il che rappresenta una prospettiva auspicabile in considerazione del fatto che la Mara fino ad oggi ha viaggiato sempre in business class e non si è mai sporcata le mani seriamente sul territorio.

    Per questo motivo non solo è auspicabile la sua nomina a coordinatore provinciale di Salerno, ma anche una candidatura a sindaco della città nelle elezioni previste a maggio.

    E veniamo a Caserta: qui la questione è un po’ più complessa e ha a che fare con i diversi gradi di cosentinità dei diversi esponenti del partito.

    In verità, Caserta appare quasi totalmente compatta attorno a Cosentino, se si eccettua l’estemporanea, bizzarra e tutto sommato poco significativa posizione del sindaco Del Gaudio e quella, di fatto, residuale di Daniela Nugnes, la quale è il nome vero, proposto per il coordinamento provinciale, da Caldoro a Cesaro padre e Cesaro figlio, quest’ultimo a quanto si sa coordinatore provinciale in pectore a Napoli, con una riproposizione, in salsa partenopea del caso familiare degli Zinzi e, in scala minore degli Stellato che però, siccome sono dei fuoriclasse, non mettono in campo solo padre e figlio, il primo consigliere comunale e provinciale, il secondo vicesegretario provinciale del Pd, ma anche la moglie, che è già pronta a concorrere di nuovo alla carica di parlamentare.

    C’è una sola eccezione tra i cosentiniani. Diciamo così, un cosentiniano anomalo, nel giornalismo si direbbe free lance. Il suo nome è Carlo Sarro, il quale, dopo aver fallito l’abbordaggio alla carica di coordinatore regionale, coltivato attraverso una costante presenza negli uffici del governatore Caldoro, ora, siccome non riesce a ipotizzare un’esistenza senza una carica, vuole ripiegare su quella di coordinatore provinciale.

    Ultimamente, è stato avvistato spesso col sindaco Del Gaudio, rispetto al quale, evidentemente deve aver scovato qualche attitudine comune. Ma soprattutto, fino a due giorni fa era proprio l’entourage caldoriano a considerare Carlo Sarro il nome più caldo per il coordinamento provinciale di Caserta. Naturalmente, la situazione è molto fluida. La novità è che Caldoro, finalmente, ha scelto i suoi interlocutori, i suoi alleati in Cesaro padre e Cesaro figlio, in modo che anche noi di Casertace possiamo avere un punto di riferimento più chiaro nell’ibrido cosmico che ha contraddistinto, fino ad ora, la pallida testimonianza del Governatore, e la sua inesistente testimonianza politica.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 10 febbraio 2014 ALLE ORE 11:23