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    IL RETROSCENA. Pio Del Gaudio prima va a cena da Cosentino, giurandogli fedeltà. Poi scende dalla casa di via Tescione e si mette d’accordo con la Polpetta. Sindaco se ha il coraggio ci smentisca


    Una dietro l'altra. Ma alla fine tutti lo conosceranno bene e nessuno avrà più dubbi. Tutti concorderanno con quello che noi sostenevamo ben prima del momento in cui Cosentino e Polverino lo candidarono e cioè che non era adatto a fare il sindaco di Caserta

    DelGaudioCosentino

    Nelle foto, da sinistra, Pio Del Gaudio e Nicola Cosentino

     

    CASERTANicola Cosentino non conosce Pio Del Gaudio quanto lo conosciamo noi, che lo raccontiamo sin da quando nel 2002, a conclusione dello spoglio elettorale, che decretò la facile vittoria già al primo turno di Luigi Falco su Ubaldo Greco, lo incrociammo nella stanza di palazzo Castropignano, dove Falco riceveva complimenti e domande dai giornalisti.

    Falco ci disse di aver molto aiutato Del Gaudio in quella campagna elettorale. Del Gaudio e un congiunto che lo accompagnava ringraziarono davanti ai nostri occhi Falco, salvo poi scendere dalle scale ed esprimere qualche commento di tipo politico tendente a dimostrare che Falco aveva appoggiato altri candidati.

    Pensammo: questa non è lealtà. Sarebbe stato giusto dirgliele in faccia a Falco quelle cose e non alle spalle. Dunque, Cosentino quando ha ascoltato Del Gaudio affermare che lui avrebbe accettato la carica di coordinatore provinciale di Forza Italia, solo se Nicola gli avesse dato il via libera ci ha anche creduto. E ha anche creduto alle cose che Del Gaudio gli ha detto durante una cena, svoltasi poco meno di un mesetto fa proprio a casa di Cosentino. Una circostanza, che, ci piacerebbe che Del Gaudio smentisse in modo da consentirci di precisare ospiti, orari, circostanze, sala dei commensali e contenuti della cena.

    Sceso di lì il sindaco, se non proprio in quel minuto secondo, ma nell’arco delle successive 12 ore, si è messo d’accordo con la Polpetta, contro Cosentino, e rimuovendo completamente dalla sua testa che il sindaco gliel’aveva fatto fare proprio Cosentino, al tempo in cui il prode Pio lo attendeva, con aria da questuante davanti all’ingresso dei giardini della Reggia per abbordarlo durante il jogging. Cosentino ne è rimasto un po’ sorpreso. Invece, ci saremmo stupiti se fosse capitato il contrario. D’altronde noi non abbiamo mai nutrito pregiudizi nei confronti di Del Gaudio. Se siamo arrivati alla costante critica per quello che dice e quello che fa, pardon non fa, è perchè abbiamo costruito una solida convinzione che ci permette di esprimere un giudizio circostanziato, argomentato.

    Lo conosciamo minuziosamente da quando faceva l’assessore al Commercio, occupando la poltrona che oggi è di Emilio Caterino, lo conosciamo da quando ha portato avanti una opposizione silente fino a quando Casertace e solo Casertace non ha spianato la strada a lui e a Polverino, mettendogli nostro e mio malgrado, la testa di Petteruti su un piatto d’argento.

    Ecco le cose che ci portano ad essere lontani anni luce dalla mentalità di uno come Del Gaudio. Nella vita, come in politica essere leali non è semplice. Spesso, purtroppo le umane debolezze ci impediscono di esserlo.

    Ma c’è chi ci prova, chi soffre per gli errori compiuti, per non essere stato chiaro, sincero, leale appunto e chi invece ha fatto della slealtà politica, il suo unico credo, il suo unico strumento di esistenza e di sopravvivenza.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 31 marzo 2014 ALLE ORE 15:21