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    AGG. 13.24 ESCLUSIVA I PRIMI NOMI, RETATA DI CAMORRA – 18 arresti, c’è anche la moglie mondragonese di Vallanzasca


      L’operazione è stata eseguita nell’ambito di una importante indagine anticamorra della questura di Cassino. L’organizzazione criminale, che estorceva ai commercianti in difficoltà economica alti interessi usurai, era legata al clan La Torre di Mondragone. IN CALCE ALL’ARTICOLO, IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA      Agg. 13.19 - Ecco i primi nomi dei destinatari dell’ordinanza di […]

     

    L’operazione è stata eseguita nell’ambito di una importante indagine anticamorra della questura di Cassino. L’organizzazione criminale, che estorceva ai commercianti in difficoltà economica alti interessi usurai, era legata al clan La Torre di Mondragone. IN CALCE ALL’ARTICOLO, IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA


     

     

     Agg. 13.19 - Ecco i primi nomi dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Maria Vittoria Foschini, su richiesta del pm della Dda, Cesare Sirignano. 

    Si tratta di:

    Giuseppe Vellucci
    Giuseppe Perfetto
    Italo Zona
    Giuseppe Zona
    Vitaliano Zona
    Coronella Ignazio
    Pietro La Torre (detto zio Nino)
    Luciano La Torre (detto Tiberio)
    Carlo Di Meo

    Come potete leggere ci sono numerosi esponenti del Clan La Torre di Mondragone, che sono stati coinvolti in altre vicende giudiziarie.
    D’Agostino Giovanni, Alessandro e Agostino divieto di dimora provincia di Caserta

    AGG. 9,02 – La violenta forza intimidatrice del gruppo criminale, che si è concretizzata oltre che in minacce anche in vere e proprie aggressioni fisiche e ripetuti atti di terrorismo psicologico, ha consentito al clan di recuperare ingenti somme di denaro che, opportunamente riciclato, ha costituito un’occasione d’oro per l’organizzazione allo scopo di rilevare attività ovvero per comprare il marchio lasciando il vecchio gestore come “testa di legno” o inserendo un familiare fidato per schermare la proprietà.

    Settore privilegiato per il reinvestimento dei capitali sporchi è quello alimentare ed, in particolare, della ristorazione.
    Si è passati infatti dai cosiddetti locali “di mala” a vere e proprie attività in franchising della rete “Ristomafia S.p.a.” in grado di soddisfare tutti i palati perché adatto ad ogni portafoglio.
    Una trovata vincente in pieno tempo di crisi quella di investire nel campo alimentare, l’unico che riesce a sopravvivere provocando, però, un avvelenamento dell’economia di settore.
    Le indagini della Polizia di Stato si sono, quindi, concluse con gli arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso (416 bis CP) nonché per usura ed estorsione, eseguiti nelle province di Caserta, Latina, Milano, Napoli e Terni ed il sequestro di 5 società, bar, ristoranti e di tutti i beni mobili ed immobili degli indagati per un valore di oltre 2 milioni di euro.
    Tra le persone arrestate, vi è anche un commercialista che, secondo le emergenze investigative, appare contiguo al sodalizio e, in particolare, appare essere intervenuto, in prima persona e in più occasioni, per favorire l’occultamento di beni immobili e società acquisiti dagli affiliati con i proventi delle attività criminali.
    Nelle conversazioni intercettate è emerso, infatti, che il professionista, mettendo a disposizione le sue conoscenze professionali e la fitta rete di relazioni con notai, avvocati ed altri professionisti, ha agito con il precipuo scopo di sottrarre i beni del sodalizio e degli affiliati alle aggressioni giudiziarie.
    Dalle indagini è inoltre emerso che anche un’impiegata dell’ASL di Cellole si è rivolta ai componenti del sodalizio criminale per recuperare una somma di denaro concessa in prestito, ben consapevole del loro spessore criminale e dei metodi utilizzati per raggiungere gli obiettivi prefissati.

     

     

    AGG. 8,50 – Tra le persone arrestate, chiarisce una nota della Polizia, anche una donna residente a Milano, Antonella D’Agostino, legata sentimentalmente a Renato Vallanzasca, noto esponente della criminalità a partire dagli anni ’70, più volte condannato per gravi reati. La donna, secondo l’ipotesi accusatoria, ha avuto un ruolo di intermediazione in un’operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone ed in alcune vicende usuraie.

    L’attività di indagine ha inoltre consentito di raccogliere elementi riguardanti il coinvolgimento di Vallanzasca che risulta aver mantenuto rapporti con gruppi criminali. Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle 11.30 presso la Questura di Frosinone.

    Le indagini, spiega la nota, sono partite nel 2011 dal Commissariato di P.S. di Cassino a seguito di episodi di usura ed estorsione a danno di alcuni imprenditori operanti tra Cassino ed il Basso Lazio. Intimidito dagli atteggiamenti mafiosi dei camorristi, nessun imprenditore ha voluto collaborare con la Polizia, che ha dovuto avviare una riservatissima attività investigativa durata oltre due anni.

    Il gruppo camorristico approfittava dello stato di bisogno delle vittime concedendo prestiti, per i quali poi pretendeva oltre alla restituzione del capitale ingenti maggiorazioni di interessi usurari, ottenendoli grazie alla forte intimidazione esercitata ricorrendo a concrete minacce che andavano dalla sottrazione dei beni e cessione dell’attività, fino ad arrivare a quelle di morte.

    AGG. 8,42 – Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 18 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, estorsioni, usura e intestazione fittizia di beni.

    L’operazione ”Sistema Perfetto”, nei confronti di affiliati al clan camorristico, si è conclusa con gli arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso (art. 416 bis codice penale), usura e estorsione, eseguiti nelle province di Caserta, Latina, Milano, Napoli e Terni. Le indagini erano partite due anni fa dal commissariato di Cassino in seguito di un primo episodio di usura ed estorsione a danno di alcuni imprenditori operanti tra Cassino e il Basso Lazio. La polizia ha sequestrato cinque società, bar, ristoranti, aziende all’ingrosso di prodotti alimentari, tutti i beni mobili e immobili degli indagati per un valore di oltre 2 milioni di euro. Tra le persone arrestate figura un commercialista che, secondo le emergenze investigative, appare contiguo al sodalizio. All’operazione hanno collaborato le Squadre Mobili di Caserta e Latina.

     

    MONDRAGONE – C’è anche la moglie di Renato Vallanzasca, tra gli arrestati della Dda di Napoli che ha eseguito nella mattinata di oggi, lunedì, una importante operazione anticamorra nel sud della provincia di Frosinone e nel casertano. Antonella D’Agostino, secondo le indagini portate avanti dagli agenti del commissariato di Cassino e della questura di Frosinone, aveva un ruolo di primaria importanza nella riscossione degli interessi applicati ai commercianti che erano caduti nelle maglie dell’organizzazione di usurai ed estorsori. Diciotto i provvedimenti restrittivi eseguiti, di cui tredici in carcere e gli altri ai domiciliari e con obbligo di dimora. L’organizzazione, legata al clan La Torre di Mondragone, attuava un modus operandi violento nei confronti di chi non riusciva a fronteggiare il pagamento degli interessi mensili. Sotto usura erano finiti decine di commercianti del cassinate, attanagliati dalla forte crisi economica.

     

    CLICCA QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA:

    comunicato procura

    PUBBLICATO IL: 9 dicembre 2013 ALLE ORE 13:24