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    Rimborsi elettorali, 52 consiglieri regionali vicini al rinvio a giudizio. Se saranno processati dall’inizio del prossimo anno niente candidatura per Paolo Romano, Daniela Nugnes e Massimo Grimaldi. Guai anche per De Siano


    Richiesta di archiviazione parziale solo per il reato di peculato, rimanendo in piedi quello di truffa, per Nicola Caputo. Richiesta di archiviazione piena per Gennaro Oliviero e Angelo Polverino. L'inchiesta riguarda il biennio 2010-2012 sul presunto uso improprio dei fondi per i consiglieri regionali della Campania nel cosiddetto capitolato di spesa detto 'funzionamento dei gruppi'.

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    CASERTA - Dal momento della notifica dell’avviso di conclusione indagini, ai sensi dell’articolo 415 del Codice di procedura penale gli indagati hanno 20 giorni di tempo per produrre, eventualmente, nuove memorie difensive o possono decidere di essere ascoltati dai pubblici ministeri. Anche alla luce di questi nuovi ed eventuali, ma non certo scontati apporti, la Procura decide di chiedere il rinvio a giudizio o di unire sempre nell’istanza al Gip altre richieste di archiviazione, oltre a quelle fatte in partenza per i 13 che citeremo nella seconda parte di questo articolo.

    In un procedimento del genere, una richiesta di archiviazione, se non vale come un proscioglimento, poco ci manca, dato che ci sembra un po’ difficile che ci sia una parte offesa che possa fare opposizione alla richiesta stessa di archiviazione.

    Successivamente, formulata la richiesta di rinvio a giudizio che per i 52 indagati, tra cui ci sono i casertani Paolo Romano, Nugnes, in parte per Caputo, per il quale come vedremo c’è anche una richiesta di archiviazione solo per il reato di peculato, è molto probabile, a questo punto, il tribunale fisserà una data per l’udienza preliminare, che potrebbe svolgersi orientativamente subito dopo la pausa feriale che va da luglio al 15 settembre. In autunno sapremo chi dei 52 o se tutti e 52 sarà o saranno rinviati a giudizio.

    Siccome una eventuale prima udienza del dibattimento potrebbe svolgersi tra gennaio e febbraio, cioè in pratica all’inizio della campagna elettorale per l’elezioni regionali, se Romano, la Nugnes, Grimaldi e Consoli fossero imputati in quel processo, risulterebbe un po’ difficile ipotizzare una loro ricandidatura.

     

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

    La Procura di Napoli ha chiuso le indagini sui rimborsi dei consiglieri regionali: 55 avvisi di cui 52 notificati a consiglieri della Regione Campania e 3 a fornitori che avrebbero procurato false fatture per ottenere i fondi. Tredici invece le richieste di archiviazione. Tra gli indagati figurano anche il sottosegretario Pd Umberto Del Basso De Caro e i senatori Domenico De Siano, coordinatore regionale di Forza Italia, ed Eva Longo, componente del gruppo di Fi a Palazzo Madama. Le ipotesi di reato vanno dal peculato alla truffa.

    Oltre che per Fulvio Martusciello, la Procura ha chiesto l’archiviazione anche per Carlo Aveta, Nicola Caputo, ma solo per il reato di peculato, Biancamaria D’Angelo, Lucia Esposito, Angelo Marino, Francesco Vincenzo Nappi, Sergio Nappi, che era stato coinvolto nell’accusa di truffa, Gennaro Olieviero, Angelo Polverino, Ettore Zecchino, Annalisa Vessillo Pisacane, Carmine Sommese.

    L’inchiesta riguarda il biennio 2010-2012 sul presunto uso improprio dei fondi per i consiglieri regionali della Campania nel cosiddetto capitolato di spesa detto ‘funzionamento dei gruppi’. Secondo la Procura di Napoli molti consiglieri si sarebbero appropriati di somme non utilizzandole per le attivita’ istituzionali ma per fini privati. Secondo gli inquirenti il partito che ha preso maggiori soldi sarebbe l’Idv, con una ipotesi del 95 per cento di fondi illegittimamente assegnati.

    Segue il Nuovo Psi con il 91, il Pdl con l’89, il Pd con l’82 e l’Udc con il 65 per cento dei fondi. L’indagine ‘scoppia’ il 21 settembre del 2012 quando le forze dell’ordine con un decreto di sequestro, ispeziona la sede del Consiglio regionale al Centro Direzionale di Napoli.

    Tre i fondi che finiscono nel mirino dei magistrati: funzionamento dei gruppi consiliari con 1.055.981 euro, comunicazione con 1.523.000 euro, assistenza per le attivita’ istituzionali con 1.891.000 euro. Dall’accusata esamina dei documenti sono spuntante fatture false solo per ottenere i rimborsi. E’ stato cosi’ che il 20 dicembre 2012 fu arrestato il consigliere Pdl Massimo Ianniccello: avrebbe ottenuto 63.000 euro grazie a fatture di una societa’ ‘fantasma’. Ad aprile del 2012 ai domiciliari finisce invece Sergio Nappi finisce ai domiciliari mentre Raffaele Sentiero all’obbligo di dimora: stesso reato contestato a Ianniciello. A luglio l’epilogo con 57 avvisi a comparire per tutti i consiglieri. A febbraio Gennaro Salvatore viene arrestato con l’accusa di peculato aggravato e continuato.

     

    PUBBLICATO IL: 1 aprile 2014 ALLE ORE 16:13