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    Rapina al portavalori, si sono riforniti di armi da esponenti del clan dei Casalesi i banditi del commando che colpì a Pontedera


    I basisti erano vicini al clan operante per conto del noto clan casertano in Versilia. Il colpo venne eseguito fuori al supermercato della cittadina in provincia di Pisa PISA - E’ considerata vicina al clan camorrista dei Casalesi la ‘batteria’ di rapinatori che il 18 giugno 2012 assali’ un furgone portavalori davanti al supermercato Panorama di Pontedera, […]

    Nelle foto, un’immagine d’archivio sulla rapina a Pontedera

    I basisti erano vicini al clan operante per conto del noto clan casertano in Versilia. Il colpo venne eseguito fuori al supermercato della cittadina in provincia di Pisa

    PISA - E’ considerata vicina al clan camorrista dei Casalesi la ‘batteria’ di rapinatori che il 18 giugno 2012 assali’ un furgone portavalori davanti al supermercato Panorama di Pontedera, una rapina violenta che sfocio’ anche in un tentato omicidio poiche’ i banditi spararono su un automobilista ritenuto un inseguitore. E’ quanto appurato dalle indagini condotte dalla squadra mobile di Pisa insieme alla sezione criminalita’ organizzata della squadra mobile di Firenze e alla procura distrettuale antimafia di Napoli.

    La banda era composta per lo piu’ da campani legati al clan dei Casalesi, un gruppo che operava anche in Versilia, e che aveva effettuato due mesi prima del ‘colpo’ di Pontedera una rapina a Fiorano Modenese (patria della Ferrari) e aveva tentato un furto al Centro smistamento Centrale di Napoli, sventata poco prima che venisse attuata. Sei le ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal gip di Pisa, su altrettante richieste della procura; cinque quelle eseguite oggi: manca all’appello solo un latitante casalese che la polizia confida comunque di bloccare presto.

    Secondo gli inquirenti, la banda avrebbe altri tre complici e per individuarli, le indagini proseguono. Ad oggi in carcere sono finiti i due basisti del ‘colpo’, Arturo Storico, napoletano, 44 anni, residente a Pontedera dove lavorerebbe come piastrellista (per la polizia e’ una copertura), e Francesco Di Marco, 61 anni, originario di Lercara Friddi (Palermo), residente a Ponsacco dove lavorerebbe come imbianchino, ma anche questa e’ considerata una copertura dalla polizia. Sono loro, secondo gli inquirenti, ad aver dato supporto logistico ai rapinatori, sia per pianificare la rapina, sia per coprirli nei giorni successivi durante le ricerche. Gli altri banditi finiti in manette sono Patrizio Amendola, 50 anni, napoletano, Antonio D’Ambrosio, anche lui cinquantenne e napoletano, e Pasquale Puro, 48 anni di Frattaminore. Il sesto bandito latitante e’ Salvatore Lamanna, 52 anni. Nella fuga il commando – composto da sette persone – non esito’ a fermarsi, scendere dal furgone e sparare a un automobilista scambiato per un inseguitore, che rimase gravemente ferito ad un occhio e in pericolo di vita per settimane: per questo atto la banda e’ accusata anche di tentato omicidio. ‘‘L’arresto dei responsabili della rapina sfociata in un fatto cosi’ sanguinoso e’ un grande risultato – ha commentato il questore di Pisa Gianfranco Bernabei, illustrando i dettagli dell’operazione – Era un commando organizzato e spietato che ha agito con rapidita’ e freddezza e che non ha esitato a sparare a un ignaro passante scambiato per inseguitore”. ‘‘Le attivita’ investigative – ha spiegato Alfonso Di Martino, responsabile della sezione Criminalita’ organizzata della squadra Mobile fiorentina – hanno permesso di accertare che i basisti della banda, Arturo Storico e Francesco Di Marco, erano vicini al clan dei Casalesi sul quale abbiamo indagato nei mesi scorsi e che operava in Versilia, e che abbiamo sgominato eseguendo una ventina di arresti’‘.

    PUBBLICATO IL: 12 dicembre 2013 ALLE ORE 16:07