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    Agg. 19.38 PROCESSO COSENTINO / Il pentito Cantone tira in ballo anche Coronella che lo querela. Assegni di camorra cambiati anche da Balivo, Passarelli, Traettino e Chianese


      Oggi, lunedì, ancora una volta l’imputato non è in aula per assistere al controesame dei suoi difensori dei pentiti citati come testimoni dalla pubblica accusa. Dopo Diana ha parlato Francesco Cantone, che ha ricordato una battuta fattagli da Giuseppe Dell’Aversana, dopo il pentimento di Domenico Bidognetti: “Ora inguaia Cosentino”    AGGIORNAMENTO 19.38  “Sono allibito, […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Nicola Cosentino, Domenico Bidognetti e Francesco Cantone

    Oggi, lunedì, ancora una volta l’imputato non è in aula per assistere al controesame dei suoi difensori dei pentiti citati come testimoni dalla pubblica accusa. Dopo Diana ha parlato Francesco Cantone, che ha ricordato una battuta fattagli da Giuseppe Dell’Aversana, dopo il pentimento di Domenico Bidognetti: “Ora inguaia Cosentino”

     

     AGGIORNAMENTO 19.38  “Sono allibito, querelera’ il pentito Francesco Cantone”. Cosi’ l’ex senatore del Pdl, originario del Casertano, Gennaro Coronella dopo aver appreso delle dichiarazioni in aula del pentito di Trentola Ducenta che ha confermato, dopo la lettura di un suo verbale, di aver detto che aveva saputo dal camorrista Massimo Russo che Coronella era un politico vicino al clan.  La lettura del verbale di Cantone, risalente al 2011, e’ stata fatta da uno dei legali di Cosentino durante l’udienza a carico dell’ex sottosegretario all’Economia, rinchiuso nel carcere di Secondigliano. “Ho gia’ informato i miei legali di presentare una denuncia-querela nei confronti di questo collaboratore, non conosco queste persone e non le ho mai viste, come si permettono di fare il mio nome?”, ha concluso l’ex senatore. Il pentito, durante le udienze, ha confuso date e fatti chiarendo, pero’, che era trascorso molto tempo dagli eventi oggetto delle contestazioni.

    AGGIORNAMENTO 18.23 – Scontro tra accusa e difesa oggi in aula nel processo a carico di Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno ad associazione a delinquere di stampo mafioso per le vicende legate allo smaltimento rifiuti gestito dal consorzio Eco4. E sono ancora le incertezze dei pentiti sulle date alle origini delle tensioni tra le parti. “Seppi che il clan Schiavone appoggiava Nicola Cosentino prima del 1993. Prima, dunque, dell’arresto del boss Francesco Bidognetti. Si diceva che dovevamo far andare a Roma sia Chianese che Cosentino”, dice il pentito Alfonso Diana.

    “Le contesto che in un verbale del 2011 lei disse che nel 1995, quando lei si trovava ai domiciliari, si parlava delle elezioni di Cosentino. Ora anticipa di due anni l’evento. Si puo’ sapere in quale data ascolta questa informazione”, incalza uno dei legali dell’ex sottosegretario in carcere dallo scorso 15 marzo, Stefano Montone. “Non ricordo”, risponde il pentito. L’avvocato torna alla carica chiedendo al pentito perche’ nei primi 180 giorni della collaborazione non ha mai fatto il nome di Nicola Cosentino e poi fa emergere che, dopo aver scontato quattro mesi di carcere, Diana (autoaccusatosi di 7 omicidi), e’ finito ai domiciliari e ha poi ricevuto il sostentamento economico previsto dalla legge, e solo in questa seconda fase della collaborazione avrebbe accusato Cosentino.

    L’udienza di oggi a Santa Maria Capua Vetere e’ stata interamente dedicata all’escussione di collaboratori di giustizia da parte della difesa. Diana ha ribadito, pero’, anche su domanda del pm Alessandro Milita, di aver ascoltato dai capiclan l’appoggio della cupola a Cosentino nel 1993, ma la difesa ha dimostrato che quell’anno l’uomo politico non era candidato. Diana ha anche rivelato, su sollecitazione del legale Montone, di essere un parente dell’ex senatore Lorenzo Diana, ora alla guida del consorzio che gestisce il mercato dell’ortofrutta a Napoli. Prima di Alfonso Diana, ascoltato il fratello Luigi, anche lui collaboratore di giustizia dal 2005 che, come sottolineano gli avvocati di Cosentino, ha cominciato a parlare dell’appoggio della camorra all’elezione dell’ex parlamentare solo nel 2010, dopo l’emissione della prima ordinanza a carico dell’ex deputato, nel 2009.

    Poi ha ribadito che i clan di Afragola, i Moccia per la precisione, facevano una sorta di campagna elettorale per l’ex sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, inviso ai Casalesi. Il nome di un altro politico, inoltre, e’ stato fatto da un altro collaboratore di giustizia, Francesco Cantone di Trentola Ducenta. Si tratta di Gennaro Coronella, che Cantone ha riferito essere “colluso con il clan, ma non so in che modo”. Sulla vicenda degli assegni, provento di ‘pizzo’, che avrebbe monetizzato il fratello del politico, Giovanni Cosentino, titolare dell’impresa Aversana Petroli, Cantone ha precisato che i Cosentino non erano i soli imprenditori a cambiare assegni. “C’erano poi i”. Nella prossima udienza, prevista per l’8 aprile, sul banco dei testi ancora pentiti, Francesco Cirillo e Antonio Verde, mentre per il 22 aprile e’ previsto il collegamento in aula con il collaboratore che piu’ di tutti ha raccontato dell’intreccio economico tra clan, imprenditoria e politica, l’imprenditore di Cesa, Gaetano Vassallo.

    AGGIORNAMENTO 15.03 –  Nel controesame di Francesco Cantone, altro pentito interrogato oggi dalla difesa di Nicola Cosentino, è emerso un particolare interessante, relativo ad un colloquio che lo stesso Francesco Cantone ebbe con Giuseppe Dell’Aversana, in una cella di attesa del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. I due parlarono in quella occasione, del pentimento di Domenico Bidognetti e Dell’Aversana avrebbe detto a Cantone: “Adesso Bruttaccione (Il soprannome di Domenico Bidognetti, ndr) inguaia Cosentino”

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Altra udienza del primo processo a carico di Nicola Cosentino e altra udienza senza l’imputato in aula. Oggi è stata la volta degli avvocati difensori, che hanno interrogato, nei loro controesami i pentiti citati dall’accusa come testimoni. Primo fra questi Alfonso Diana il quale ha affermato che nel 1996 fece votare Cosentino dai suoi familiari a Casal di Principe.

    Una contraddizione evidente, dato che Cosentino, in quell’anno, alle elezioni politiche in cui vigeva ancora il sistema elettorale del “Mattarellum”, si presentò nel collegio uninominale maggioritario di Capua-Piedimonte Matese.

    Alfonso Diana si è anche soffermato sulla presunta attività posta in essere dall’ingegnere Di Caterino, cognato dell’ex sindaco cosentiniano, Cipriano Cristiano.

    “L’ho visto fare campagna elettorale – ha dichiarato Diana – con il clan”. In effetti Di Caterino è stato sempre una persona abbastanza attiva nella politica di Casal di Principe e, anche se non si è mai candidato direttamente. Qualche attimo di tensione nel momento in cui la difesa ha chiesto conto ad Alfonso Diana del tempo in cui è stato recluso.

    Diana ha risposto “ho fatto 180 giorni di cella, poi domiciliari e stipendio”.

    PUBBLICATO IL: 25 marzo 2013 ALLE ORE 18:30