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    Agg. 19.07 PROCESSO A COSENTINO/ Il pentito Cirillo: “Ecco perchè decisi di scrivere alla Dda, parlando dei rapporti tra la famiglia Cosentino e il clan”


      Il processo, che si sta disputando nelle aule del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, vede imputato l’ex sottosegretario all’economia per concorso esterno in associazione mafiosa. I legali di Cosentino hanno contestato l’opportunità delle dichiarazioni del pentito, dato che Cirillo collabora dal 1998 e solo nel 2010 ha deciso di rilasciarle. Agli avvocati Cirillo […]

    Nella foto Michele Bidognetti e Cosentino

     

    Il processo, che si sta disputando nelle aule del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, vede imputato l’ex sottosegretario all’economia per concorso esterno in associazione mafiosa. I legali di Cosentino hanno contestato l’opportunità delle dichiarazioni del pentito, dato che Cirillo collabora dal 1998 e solo nel 2010 ha deciso di rilasciarle. Agli avvocati Cirillo ha risposto sostenendo che le sue rivelazioni sono scaturite da un’intervista in tv rilasciata da Nicola Cosentino che affermava l’inesistenza di rapporti tra i clan e la sua famiglia

    Aggiornamento 19.07 –  Siamo in grado di fornire una versione più articolata e completa della testimonianza di Francesco Cirillo, pentito del clan dei Casalesi dal 1998 nel processo a Carico di Nicola Cosentino.

    Dai palazzi costruiti al centro direzionale di Napoli da ditte della famiglia Cosentino con operai parenti di boss negli anni ’90, alla campagna elettorale degli Schiavone a Casal di Principe per sostenere i candidati, cosi’ come descritto in una lettera di un pentito ai pm della Dda di Napoli. 

    Scrissi una lettera al pm Alessandro Milita dopo che vidi, nel 2009, l’onorevole Nicola Cosentino che in televisione diceva che la sua famiglia non aveva mai avuto a che fare con il clan dei Casalesi. Cosi’ decisi di dire la mia versione“, la dichiarazione di Cirillo, collegato da una localita’ protetta con i giudici del collegio C della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere – presidente Gianpaolo Guglielmo, il pm Milita e i difensori di Cosentino, Stefano Montone e Agostino De Caro. Il pentito scrisse la lettera l’11 novembre del 2009, dopo l’emissione dell’ordinanza firmata dal gip Raffaele Piccirillo, lettera mai messa agli atti del processo, depositando poi una memoria in cui spiegava: “Ho visto l’auto di mio zio, Nicola Cirillo, ucciso poi in un agguato di camorra nel 1997, dei manifesti con i nomi di alcuni candidati alle elezioni e tra di loro c’era anche quello di Nicola Cosentino

    “Lo ricordo – si legge ancora – perche’ da ragazzino salivo in macchina di mio zio e ascoltavo la musica. Ricordo anche che qualche volta mi recavo al Centro Direzionale di Napoli dove i fratelli Cosentino avevano preso un appalto per la costruzione di un palazzo e trovavo a lavorare in quel cantiere, come muratori, Michele e Renato Bidognetti, fratelli del boss Francesco”. “Signor Cirillo, stando alla sua versione il clan Schiavone avrebbe appoggiato Nicola Cosentino, ma ricorda a quando risale questa appoggio”, ha chiesto De Caro. “Alla fine degli anni Ottanta, credo”, la risposta. La prossima udienza e’ prevista per il 22 aprile, giorno in cui verra’  ascoltato il principale accusatore di Cosentino, l’imprenditore dei rifiuti colluso con i Casalesi e pentito Gaetano Vassallo.

     

    CASERTA –  ”Fino alla fine degli anni ’80 il clan Bidognetti appoggio’ alle elezioni Nicola Cosentino, poi cambiarono candidato da sostenere e Cosentino fu sostenuto dagli Schiavone”. E’ quanto ha dichiarato oggi il pentito dei Casalesi Francesco Cirillo durante l’udienza in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere  del processo Eco4 che vede imputato l’ex deputato, non presente in aula, per concorso esterno in associazione mafiosa.

    Affermazioni contestate dai legali di Cosentino Agostino De Caro e Stefano Montone. ”Perche’ lei ha fatto riferimento al presunto sostegno ricevuto da Cosentino solo nell’interrogatorio del 25 gennaio 2010, dal momento che collabora dal 1998?” chiede De Caro. ”A fine 2009 vidi Nicola Cosentino che in tv diceva che la sua famiglia non aveva mai avuto rapporti con i clan, cosi’ decisi di parlarne” risponde Cirillo. Il pentito, che ha negato di conoscere di persona l’ex parlamentare, ha poi ricordato: ”all’inizio degli anni ’90 mi recai presso alcuni cantieri della famiglia Cosentino ad Aversa e al centro direzione di Napoli. Ci andai con mio cugino Pasquale che aveva preso dei lavori dai Cosentino. Li’ vidi anche Michele e Renato Bidognetti, fratelli di Cicciotto (il boss Francesco Bidognetti); anche loro avevano avuti degli affidamenti dai Cosentino”. ”A meta’ anni ’90 – ha proseguito – mi sono recato al deposito dell’azienda dei Cosentino insieme a Massimo Russo, fratello di Peppe o’ padrino, per cambiare alcuni assegni dai fratelli dell’onorevole. Ma lui non l’ho mai visto” ha concluso.

    La prossima udienza e’ prevista per il 22 aprile quando verra’ ascoltato Gaetano Vassallo, l’imprenditore dei Casalesi che con le sue dichiarazioni ha svelato le infiltrazioni della camorra nel ciclo integrato dei rifiuti

    PUBBLICATO IL: 8 aprile 2013 ALLE ORE 15:14