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    ESCLUSIVA PROCESSO COSENTINO – Lady Bidognetti: “Cosentino veniva a trovare Cicciotto”. Ma durante l’istruttoria non l’aveva mai detto


        Per la difesa si tratta di una contraddizione che rende irrilevante questa affermazione. Superato il limite dei 6 mesi in cui ai pentiti viene fatto obbligo di dire tutto quello che conoscono, Anna Carrino non rivelò ai magistrati di essere coinvolta nella vicenda dell’omicidio di Antonio Petito   di Max Ive SANTA MARIA […]

    Nelle foto, da sinistra, Nicola Cosentino e Anna Carrino

     

     

    Per la difesa si tratta di una contraddizione che rende irrilevante questa affermazione. Superato il limite dei 6 mesi in cui ai pentiti viene fatto obbligo di dire tutto quello che conoscono, Anna Carrino non rivelò ai magistrati di essere coinvolta nella vicenda dell’omicidio di Antonio Petito

     

    di Max Ive

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - Si è concluso 5 minuti fa ( sono le 15.09 mentre scriviamo) il controesame a carico del test dell’accusa, Anna Carrino nel processo Eco 4 che vede imputato, Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione mafiosa. Nell’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, alla presenza del giudice Guglielmo e del pm della Dda, Alessandro Milita, è stata prima interrogata e poi controesaminata dagli avvocati della difesa, rappresentata da Stefano Montone, Nando Letizia e Agostino De Caro, l’ex compagna del boss Francesco Bidognetti.

    La vicenda processuale, oggi, ha affrontato la questione della presunta raccomandazione che sarebbe stata richiesta all’ex parlamentare del Pdl per garantire il trasferimento di un militare, figlio di un detenuto presso il carcere di Ascoli Piceno, dal suo reparto ad un non meglio precisato sito militare della Campania.

    Sui particolari della presunta raccomandazione gli avvocati della difesa hanno minuziosamente richiesto al test ulteriori delucidazioni e alla fine del controesame, secondo gli stessi difensori Anna Carrino sarebbe caduta in contraddizione su tre aspetti ritenuti fondamentali.

    In sede dibattimentale l’ex compagna di Bidognetti, secondo quanto sostengono gli avvocati, avrebbe precisato che fu proprio Bidogentti, tramite Giovanni Lubello ad inviare la richiesta di raccomandazione a Nicola Cosentino. Ma il test non sarebbe stato in grado di precisare in quale caserma il militare fu trasferito.

    Inoltre, la donna ha dichiarato ai giudici di aver sentito direttamente parlare della raccomandazione, per poi ritornare sulle sue parole aggiungendo di avere appreso il tutto stando in auto con Lubello. Infine, ha aggiunto ancora che si sono interessati al caso Lubello e Bernardo Cirillo.

    Un altro elemento contestato dai legali di Cosentino è quello pertinente il fatto che Anna Carrino nella fase delle indagini non avrebbe mai asserito di conoscere Cosentino, invece stamattina, ha riferito che Cosentino sarebbe andato 2 volte a casa sua per salutare il marito.

    Alle domande postele dai legali, su questo aspetto, la donna ha risposto: “Non mi è mai stato chiesto se conoscessi Cosentino“.

    Infine, sempre gli avvocati di Cosentino si sono riservati di produrre la documentazione riguardo la vicenda dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nel 2012 per l’omicidio di Antonio Petito, che vede coinvolta anche Anna Carrino.

    La difesa ha fatto notare che nel momento in cui terminarono i sei mesi della collaborazione resa ai pm ( maggio 2008 – periodo in cui è consentito ai collaboratori di giustizia di rendere noto tutto quello che sanno), la collaboratrice, Anna Carrino non avrebbe mai precisato ai magistrati di essere coinvolta nella storia dell’omicidio Petito.

    Invece, i legali di Cosentino hanno mostrato in aula la sussistenza di un’ordinanza di custodia cautelare carico di una serie di soggetti tra cui anche l’ex compagna del boss, con l’accusa di omicidio.

    PUBBLICATO IL: 18 novembre 2013 ALLE ORE 16:00