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    PIGNATARO M. – Firmato il documento contro la costruzione della centrale a biomasse della Iavazzi Ambiente


    Il documento, pone un freno oltre alla possibile costruzione della centrale a Calvi Risorta, anche ad ogni tipo di aggressione ambientale e al territorio. Il documento, voluto dal Primo Cittadino di Pignataro, è stato firmato anche da 6 sindaci dell’agro caleno.   PIGNATARO MAGGIORE - Ieri, venerdì, si è svolto un consiglio intercomunale aperto, promosso […]

    Nella foto l’area su cui dovrebbe sorgere la centrale

    Il documento, pone un freno oltre alla possibile costruzione della centrale a Calvi Risorta, anche ad ogni tipo di aggressione ambientale e al territorio. Il documento, voluto dal Primo Cittadino di Pignataro, è stato firmato anche da 6 sindaci dell’agro caleno.

     

    PIGNATARO MAGGIORE - Ieri, venerdì, si è svolto un consiglio intercomunale aperto, promosso dall’Amministrazione di Pignataro Maggiore ma a cui hanno partecipato anche altri 6 comuni dell’agro caleno.

    L’unico punto all’ordine del giorno del consiglio era la discussione sulla possibile  realizzazione della centrale a biomasse nell’area industriale ex Pozzi di Calvi Risorta.

    Il Primo Cittadino di Calvi, Antonio Caparco, però, non si è presentato al Consiglio, esprimendo invece perplessità e dubbi in merito alla effettiva volontà della famiglia Iavazzi di costruire la centrale.

    Va detto, però, che l’impresa Iavazzi Ambiente, è acquirente dei circa 70mila metri quadrati in cui dovrebbe sorgere la centrale e dove già si sta per provvedere all’abbattimento di alcune vecchie palazzine insistenti nella stessa area.

    Al termine del consiglio, i sindaci, non solo hanno condiviso l’idea con i cittadini di non voler in nessun modo la centrale a biomasse, ma hanno addirittura redatto e firmato un documento che pone un freno ad ogni tipo di aggressione al territorio e all’ambiente dell’agro caleno.

    Va infine ricordato che l’area in cui dovrebbe sorgere la predetta centrale è già di per sè inquinata, con all’interno vecchie strutture non bonificate ed intere aree con capannoni industriali dal contenuto mai chiarito.

    Tutto ciò è stato ampiamente detto ieri, con foto e video al seguito.

    F.A.

    PUBBLICATO IL: 15 giugno 2013 ALLE ORE 21:05