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    PD, Acquaiuolo l’acqua è fresca? La commissione provinciale che avallò lo sconcio del 17 giugno respinge il ricorso contro Cappello. Ma la vera partita si giocherà a Napoli e a Roma


    Scontato il primo grado di giudizio, in una condizione che definire paradossale e surreale e poco. Ora il dossier passa alla commissione regionale di garanzia ed eventualmente a quella nazionale CASERTA - Oggi è la grande giornata dell’acquaiolo, del famoso proverbio che descrive l’ovvietà. Delle vicende tragicomiche del Pd casertano c’era un passaggio obbligato relativo al ricorso […]

    Nella foto Picierno, Capacchione e Cappello

    Scontato il primo grado di giudizio, in una condizione che definire paradossale e surreale e poco. Ora il dossier passa alla commissione regionale di garanzia ed eventualmente a quella nazionale

    CASERTA - Oggi è la grande giornata dell’acquaiolo, del famoso proverbio che descrive l’ovvietà. Delle vicende tragicomiche del Pd casertano c’era un passaggio obbligato relativo al ricorso presentato da diversi esponenti del partito contro la regolarità e gli esiti dell’assemblea che ha portato alla pseudo elezione a segretario provinciale Enzo Cappello con una settantina di voti a fronte dei 300 e più aventi diritto e a fronte delle 130 firme che erano state già raccolte per la candidatura della Capacchione.

    Il primo scalino del ricorso, statutariamente, è riservato alla commissione provinciale di garanzia. Sarebbe un passaggio logico se non ci trovassimo a Caserta dove esiste una commissione provinciale di garanzia, ma non esiste il partito, cioè non esiste un segretario, un vice segretario, un esecutivo provinciale ecc.

    I componenti della commissione provinciale di garanzia sono proprio coloro che hanno avallato, nel folle pomeriggio del 17 giugno il voto in quell’assemblea, dopo che erano andati via i due garanti regionali che avrebbero dovuto garantire e certificare la regolarità della stessa.

    Dunque, in un clima surreale viene data in prima istanza dalla commissione regionale, di cui la commissione regionale si è fatta beffe, non rispettando l’abbandono dell’assemblea dei due garanti presenti, attribuisce alla stessa commissione provinciale l’onere del primo grado di giudizio, come, replichiamo, statutariamente previsto. E qui torna l’acquaiolo. Se quella commissione provinciale ha avallato l’assemblea, se i suoi componenti hanno votato per Cappello in quelle condizioni di irregolarità, che fanno ora, possono smentire se stessi. Dunque, il ricorso verrà respinto dalla commissione provinciale. Poi, finalmente, si comincerà a fare sul serio, dato che verrà presentato appello alla commissione regionale e se sarà necessario anche a quella nazionale presieduta da Giovanni Berlinguer.

    Insomma la partita è ancora aperta per le procedure. E’, invece, ampiamente chiusa per la faccia di un partito che oramai è persa, anzi, è stata divorata dalle brame delle sue bande interne.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 2 luglio 2013 ALLE ORE 11:56