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    PAZZESCO AL CONSORZIO DEI RIFIUTI / CHE INCUACCHIO CON GLI STIPENDI FIRMATI DALLA DEL VECCHIO


        Ormai le istituzioni non posso no più tacere. I metodi di gestione dell’Ente sono da Repubblica centro americana. IN CALCE LA DISPOSIZIONE DELLA DEL VECCHIO CHE RIVALUTA RETROATTIVAMENTE GLI STIPENDI DI CASOLARO, DE PASQUALE, CARUSONE E D’ORAZIO Caserta - Ma non se ne doveva andare? Non si era dimesso irrevocabilmente nelle mani del […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Annamaria Del Vecchio e Gaetano Farina Briamonte

     

    Ormai le istituzioni non posso no più tacere. I metodi di gestione dell’Ente sono da Repubblica centro americana. IN CALCE LA DISPOSIZIONE DELLA DEL VECCHIO CHE RIVALUTA RETROATTIVAMENTE GLI STIPENDI DI CASOLARO, DE PASQUALE, CARUSONE E D’ORAZIO

    Caserta - Ma non se ne doveva andare? Non si era dimesso irrevocabilmente nelle mani del presidente della Provincia, Domenico Zinzi? La lettera scritta da Gaetano Farina Briamonte, presunto commissario liquidatore della ripartizione casertana del Consorzio Unico dei rifiuti è morta, nel senso che è rimasta lettera morta.

    Ai confini della realtà. In altri posti sarebbe arrivato un esercito di carabinieri, finanzieri, poliziotti, artiglieri, aviatori a rivoltare come un calzino ogni singolo atto che si sta consumando nelle stanze di Corso Giannone. E invece non succede niente e niente succede a corollario delle azioni sempre più estemporanee di Frarina Briamonte, il quale un giorno si dimette irrevocabilmente, il giorno dopo se lo scorda e tratta quello che sulla carta dovrebbe essere un ente pubblico, come un suo passatempo privato, come un giocattolino che utilizza per suo diletto, che un giorno abbandona e l’altro riprende.

    Se la prende con tutti: con il Governo, con la Regione, con la Protezione Civile, con le istituzioni che non sarebbero in grado di rideterminare un quadro normativo chiaro per la gestione del Consorzio. Ma, mentre fa questo, Farina Briamonte continua a giocare con promozioni, arretramenti di carriera e altro ancora, che sono, appunto, il suo giocattolino pre senile.

    Ma non si accontenta, perchè lui è diventato una delle massime espressioni dell’esercizio delle cose ai confini della realtà. Nel senso che ha capito benissimo che quello che altrove sarebbe impossibile, assurdo, improponibile, per l’appunto, fuori dalla realtà, qui è, invece, possibile, perchè qui il confine tra il possibile e l’impossibile è spostato su una linea che perimetra un’area molto più larga in cui si può fare il bello e il cattivo tempo.

    E veniamo al dunque: ve li ricordate gli ultimi 4 promossi da Farina Briamonte, precisamente Anna De Pasquale, Franca Casolaro, Franco Carusone, Franca D’Orazio?

    Più che di promossi, dovremmo parlare di riqualificati, nel senso che il livello che gli era stato tolto l’anno scorso, gli è stato ridato oggi. A loro 4 sì e a decine di altri dipendenti, pure arretrati di livello, per effetto della legge 26, no.

    Ma siccome una promozione è qualcosa che, di questi tampi relativizzati e devalorizzati,  esiste nella mente e nei desideri di chi ne beneficia solo se è affiancata da un cambiamento del trattamento economico, ecco che i 4 si vedono riconosciuti un aumento delle loro spettanze.

    Embé che c’è di strano? Nulla ci sarebbe di strano se questa rivalutazione fosse stata realizzata Ex Nunc a partire, cioè, dal mese in cui i 4 hanno avuto un incremento del loro livello professionale. Anzi, arrivo a dire, che sarebbe stata commestibile anche un’altra decisione, quella di rivalutare retroattivamente gli stipendi a partire da un momento in cui Carusone, D’Orazio, De Pasquale e Casolaro sono stati privati del loro livello.

    In quest’ultimo caso, Farina Briamonte avrebbe preso carico della responsabilità, magari in futuro da confrontare con qualche contestazione della Corte dei Conti, di un errore compiuto al momento in cui ha privato i 4 del loro livello originario.

    E invece no. La soluzione è stata la solita soluzione. Quella mutuata dalle prassi di gestione delle repubbliche delle Bananas. Ai 4 è stato aumentato lo stipendio, applicando una retroattività, all’apparenza, inspiegabile: a partire da giugno. Inspiegabile per chi considera gli atti di una pubblica amministrazione determinati da una certosina e sempre avveduta applicazione di norme e regolamenti. Ma nella repubblica delle Bananas e al Consorzio dei rifiuti di Caserta, vige “l’ex tunc de no’ artri“.

    Perchè giugno, dunque.  Mo ve lo dico io. Manco a dirlo, fino a qualche settimana fa l’ultimo stipendio pagato ai dipendenti amministrativi del Consorzio era quello di maggio. In poche parole è stato adattato, a quello che dovrebbe essere un provvedimento amministrativo e, in quanto tale, un provvedimento serio, una pura valutazione empirica. E così i 4 che formalmente a giugno, a luglio, ad agosto e a settembre operavano all’interno del Consorzio con uno stipendio associato ad un livello inferiore, gli viene pagato quello del livello superiore.

    E mi fermo qui. Ah, dimenticavo, la disposizione che aggiorna i cedolini paga dei 4 (che potete leggere nella sua versione integrale nel link qui in basso), reca la firma di un’altra campionessa simbolica di tutto quello che ha rappresentato la modalità di gestione del Consorzio, Annamaria Del Vecchio.

    Le istituzioni non possono più tacere. Io non ho mai discusso con il dottor Gaetano Farina Briamonte. Non ci ho mai parlato e mai ci parlerò. Valuto i suoi atti. E i suoi atti, a mio avviso sono fortemente lesivi degli interessi di un ente pubblico che, in una maniera o nell’altra continua a gestire i danari della Res Publica e per questo motivo è arrivato il momento che le istituzioni e chi conta, lo invitino, al di là delle risibili lettere che continua a scrivere, ad abbandonare la sua funzione.

    Gianluigi Guarino

    CLICCA QUI PER LEGGERE LA DISPOSIZIONE FIRMATA DALLA RESPONSABILE ANNAMARIA DEL VECCIO

     

    PUBBLICATO IL: 16 novembre 2012 ALLE ORE 12:40