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    Oro casertano rivenduto ad Arezzo, il questore toscano sospende le licenze nell'aretino


    In base all’inchiesta della Guardia di Finanza definita Fort Knox, il traffico dei preziosi aveva origine da Terra di Lavoro per giungere sino in Svizzera   AREZZO - Sospese o revocate per trenta giorni le licenze che autorizzavano la lavorazione e il commercio di preziosi in cambio degli stessi ad alcune ditte orafe coinvolte nell’indagine […]

    In base all’inchiesta della Guardia di Finanza definita Fort Knox, il traffico dei preziosi aveva origine da Terra di Lavoro per giungere sino in Svizzera

     

    AREZZO - Sospese o revocate per trenta giorni le licenze che autorizzavano la lavorazione e il commercio di preziosi in cambio degli stessi ad alcune ditte orafe coinvolte nell’indagine ‘Fort Knox’ condotta dalla Guardia di Finanza di Arezzo. Lo ha deciso il questore di Arezzo nei confronti di alcune ditte i cui titolari, o soci di titolari, sono coinvolti nell’indagine. ”I provvedimenti si sono resi necessari a causa del venir meno dei requisiti previsti dalla legge per il rilascio delle medesime autorizzazioni, ed allo scopo di tutelare il mercato del settore orafo che per la sua delicatezza e la sua specificita’ si presta facilmente ad abusi ed alla commissione di attivita’ illecite, tanto da richiedere una costante attenzione da parte dell’Autorita’ amministrativa” si legge in una nota della questura. L’operazione ‘Fort Knox’ e’ andata avanti per oltre un anno ed ha portato a scoprire un giro che, dai ‘Compro Oro’ casertani arrivava fino in Svizzera e ritorno. In pratica i gioielli che gli stessi ‘Compro oro’ acquistavano dalle famiglie senza registrarli, venivano subito fusi in Campania e in Sicilia. Le verghe erano poi inviate ad Arezzo, snodo principale verso la Svizzera, e attraverso corrieri comaschi, pronti a versare denaro in contante, arrivavano fino in Svizzera nascoste dei doppi fondi delle auto. Li’ venivano trasformate in lingotti e rivendute. A dare la chiosa alle indagini un grosso sequestro effettuato il 10 ottobre scorso a Monte San Savino in una villa considerata un vero e proprio fortino attrezzato per lo scambio denaro-oro.

    PUBBLICATO IL: 6 marzo 2013 ALLE ORE 15:17